Pubblicato da: remo | 19 dicembre 2008

vedere, a volte, un pezzo di cielo

Sono le tre e venti minuti. Sento il rumore dello scaldabagno ai miei piedi, spero di non sentire il mio cane che, ogni tanto, metti che passi un gatto, abbaia.
Tra un po’ – so già – il mio gatto mi chiederà di uscire. Solitamente sta via un’oretta, dipende dal tempo. Se c’è la neve anche dieci minuti, quando fa caldo magari non rientra nemmeno.
Tra un po’ comunque passo in cucina, mi preparo un caffè (o un tè nero), leggo.
Fino alle cinque.
Domattina, alle dieci e cinque, dieci e dieci sarò di nuovo qui, davanti a questo monitor.
La mia stanza è piccola, francescana. L’ho scelta io così, mi concentro meglio. Solo la scrivania e due librerie, alle mie spalle. Davanti a me una mensola con sigari e pipe, e poi foto; io e Francesca, Marsiglia, Cortona, mia figlia Sonia e mio fratello Moreno, il pio primo cane Barone, io quando avevo tundici anni con un fucile da caccia, la cartuccera a tracolla e mia sorella Silvia di due anni in braccio; alle nostre spalle la vecchia Fiat 500…
Vivo in una vecchia casa, ristrutturata. Dicon che sotto ci sia un camposanto di monache,ma non è sicuro sicuro dove.
Magari son proprio sotto di me, ora.
Mi pare di sentirle  a volte (ci son keggende, e cattiverie, o forse chissà, cattiverie non sono, vediamo se stanotte mi fanno dormire bene gli spiriti delle vecchie monache).
Ha di bello, questa stanzetta, il portafinestra che dà sul giardino.
Se la giornata è soleggiata, quando mi sveglio, inseguito dal gatto che vuole uscire mentre il cane si raggomitola tutto perché invece a uscire non ci pensa lui, e vengo qui, con la tazza del caffè, è bello, dal portafinestra, vedere il giardino e un pezzo di cielo.

A volte succede che io inizi la giornata così. Arrivo qui, poso la tazza, apro il portafinestra, guardo fuori, rientro, mi scaldo, accendo il pc.

Ho passato giorni, nei giorni scorsi, entrando in questa stanza con il caffè sulla destra e il cellulare all’orecchio sinistro, e mentre parlavo accendevo il pc senza nemmeno guardare fuori. E mentre parlava al telefono e accendevo il pc accendevo anche la sigaretta e beveo il affè; ché tanto ci sono abituato, è così da vent’anni.

Che nevicava, la scorsa settimana, me ne sono accorto uscendo di casa.
Davanti a me c’è la Caritas, c’è sempre qualcuno.
C’era gente infreddolita, quel giorno.

Buone cose a tutti

Annunci

Responses

  1. buon giorno remo – se non ho capito male a quest’ ora dormi ancora della grossa – il mio gatto fantastico ciro, si chiama così perchè è nero ed ha l’anima dello scugnizzo, si sveglia tutte le mattine alle sei e ventitre, sei e venticinque, ci puoi rimettere l’ orologio. inizia a miagolare piano per svegliarmi, infatti io dopo poco mi sveglio e lo faccio uscire. gli voglio bene.

  2. bellissimo il camposanto di monache sotto il sedere.
    una bella immagine.
    ed è bella anche la portafinestra con annesso giardino e pezzo di cielo.
    e buona giornata

  3. mi piace tutto, bella tana. ma…lo scaldabagno all’altezza dei piedi mi mancava. modern design?

  4. ma è l’incipit del prossimo?
    :)

  5. lo so enrico, è improprio, avrei dovuto scrivere stufa elettrica.
    qui al nord, però, impropriamente, qualcuno li chiama scaldabagno.

    t, è quasi uguale, sarebbe stato quasi uguale. solo che non c’è più, distrutto da un virus quell’incipit.
    ma lo ricordo, un po’.

    morena, c’è un grande albero, anche, chetesse trame

    melania, il mio gatto ha preso da me, non ha orari; prima ne aveva. per un certo periodo alle 5 e mezza del mattino miagolava insistenmente perché voleva croccantini.
    il mio si chiama mioumiou, che è il nome-soprannome di un’attrice francese.
    lui però è un maschio, castrato, ma va sempre a caccia di femmine

  6. (ah. mica letto io il manoscritto del prossimo. la mia era una battuta-suggerimento per il prossimo venturo. per quello ti tocca cambiar casa?? :)))

  7. ma come sono graziosi e buffi alcuni dei refusi che puntellano certi tuoi post e danno il segno dell’urgenza della tua scrittura (con te che avevi tundici anni e bevei il affè tra keggende, e cattiverie)

  8. Finito di rileggere “lo Scommetitore”, ho rispolverato “la Donna che parlava co(n)i Morti”. Non vi è più nessun dubbio Remo… quella Donna è Anna.

    Non ho una Vita movimentata come la tua, ma sicuramente altrettanto gratificante.
    Per esempio, io dormo in uno stato di buio totale. In realtà la mia camera ha una sembianza di sala cinematografica… mi piace l’idea di scoperta del tempo metereologico aprendo una tenda simil-teatrale… mi dà un senso di rappresentazione della vita… io che la mattina apro il sipario del mondo… e fuori tutto è bianco e c’è un sole e un cielo blu che penso ‘che momento splendido per essere depresso fino all’euforia…’

    Davanti alla Caritas c’è sempre qualcuno; e davanti alle salescommesse sempre di più…

  9. Invidio chi ha un pezzo di cielo da guardare con sotto un pezzo di giardino. Se poi lontano ci fosse il mare o un fiume o un lago…
    In qualsiasi stagione mi svegli e a qualsiasi ora, il cielo disponibile è una piccola forma geometrica irregolare in alto a destra della porta-finestra della cucina. Tra la fine della grondaia del palazzone di fronte e il tetto della casa di fianco, ogni mattina che alzo la tapparella, appare una lastra di colore staccata dal suo orizzonte a tal punto da non farmi capire nemmeno che stagione è. Di notte, le stelle sono soffocate dalle luci dei lampioni e la luna quando c’è è sempre coperta da una grande magnolia, bellissima, ma che fiorisce poco. Peccato, perchè adoro i fiori delle magnolie. Bevo il caffè portandolo in giro per casa tra calze e fard, notizie alla radio e il sacchetto dell’immondizia da portare fuori. Di solito semino tazzine da caffè ovunque, come se non bevessi altro in vita mia. Un tempo fumavo e anche le cicche facevano la stessa fine delle tazzine, ma poi tornavo indietro per verificare che fossero spente. Non focalizzavo mai il gesto dello spegnimento col risultato che in colonna al primo semaforo temevo che la Cleo morisse in un incendio devastante. Tornavo indietro per verificare che fossero tutte spente e la Cleo sembrava mi guardasse con compassione.
    Ho sempre pensato che se avessi avuto a disposizione un po’ di cielo col suo orizzonte forse avrei meno nevrosi. Ora la Cleo non c’è più, come i semafori e ho smesso di fumare. Può andare lo stesso. Magari il prossimo anno la magnolia mi regalerà una fioritura strepitosa.

  10. Che bello questo commento di Silvia :-))) Mi è piaciuto tantissimo.
    Riguardo al mio cielo, il mio cielo è sempre bianco. Anche quando c’è il sole è bianco o poco azzurro, almeno finché non arriva l’estate. Ma per tutti i mesi autunnali e invernali, quel che mi tocca è cielo bianco, foschia, nebbia. E’ il brutto della pianura padana. Una volta sono andata in Sicilia a dicembre. Ero partita da Bologna col cielo bianco. Dopo neanche un’ora sono scesa dall’aereo: un cielo celeste, di un azzurro così bello e incredibile che io forse un cielo così non l’avevo neanche mai visto. E quando penso al cielo, io penso proprio a quel cielo lì.

  11. se l’albero tesse trame, allora… andrà tutto bene :-)
    e buongiorno


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: