la quarta revisione

E’ come fare un castello di sabbia, la riscrittura di un libro.
Basta un movimento brusco, o un cattivo dosaggio delle parole e tutto crolla.
Basta poco.
Insomma, sono arrivato alla quarta riscrittura di Bastardo posto che, nei gorni prossimi, spedirò in casa editrice.
Ho impiegato tre, quattro mesi a scrivere la prima stesura.
Ogni giorno dalle 3 alle 6 ore (la domenica per esempio).
Più che ogni giorno dovrei dire ogni notte.
Il primo mese, solo il primo mese, l’ho dedicato al primo dei cinque capitoli.
Le successive due stesure mi hanno portato via una quindicina di gorni.
Tra una stesura e l’altra l’ho fatto anche leggere.
Ad esperti, e anche no.
Per la prima volta insomma, ho voluto che leggesse il mio primo libro anche un lettore non forte, da un libro ogni due mesi.
Ho scoperto di non aver inventato nulla di nuovo.
Un mia amica, scrittrice ben più affermata di me e che lavora nell’editoria, mi ha detto che lo fa già, da anni.
Il giudizio di una persona semplice a volte può essere più profondo di un addetto ai lavori, soprattutto se questa persona semplice è schietta e non si fa problemi nel domandare: Cosa significa questo passaggio, questa frase?

Il libro uscirà in concomitanza con il salone di Torino.
E’ la prima volta che pubblico per la econda volta con lo stesso editore (Newton compton). Ho un buon rapporto con questa casa editrice, soprattutto con Raffaello Avanzini e con l’ufficio stampa (la redazione, invece, mi sfugge un po’, conosco poco)

C’è, intanto, la parentesi di Tamarri. Ancora non mi è arrivato.
Il mio quinto libro (che sono racconti, in tutto penso siano 40-45 pagine, so che costa 4,50 euro) l’ho pubblicato con Historica di Francesco Giubilei, l’editore di quasi diciassette anni (che per posta elettronica mi sembra un quarantenne molto professionale, ma che invece al telefono è simpaticissimo).

E c’è, intanto, che la quarta revisione di Bastardo posto mi attende.
E’ tardi, insomma. Ora mi faccio un caffè e lavoro fino alle cinque.
Avrò l’intermezzo del gatto: lui conosce i miei orari e quindi, ogni tanto, viene a chiedermi “cose”: di uscire in cortile, per esempio.
Il cane no, è quasi ai miei piedi che sonnecchia. Si addormenterà, definitivamente anche lui, alle cinque.
Buona giornata

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

11 thoughts on “la quarta revisione

  1. e buona giornata anche a te, Remo.

    oggi piove, il cielo è informe e indefinito e io vorrei dormire come il tuo cane, il sonno del giusto (immagino dormano così gli animali: giustamente rilassati)
    le revisioni di un testo possono essere molto faticose.

  2. Buon giorno Remo.
    È interessante il tuo modo di lavorare.
    Conferma ancora una volta quanto la fase di riscrittura del testo sia l’elemento più delicato. Penso anche che vada vissuta con quella sorta di “ispirazione lucida”, in grado di assicurare l’equilibrio a tutto l’impianto e a rafforzarne la cantabilità, il ritmo, la coerenza. È forse la fase più intima del percorso.
    A volte le revisioni sono degli autentici stravolgimenti, che mettono in dicussione tutto, forse perché sono già cambiato io rispetto a quello che avevo scritto, o perché anche un manoscritto possiede una sua mutevolezza misteriosa, spesso percepibile in alcuni momenti profondi di lettura, quelli meno tecnici.
    E poi condivido la tua idea di rodarlo con letture di non addetti. A volte penso che per ogni lettore prenda vita un’ opera letteraria diversa, che possa rivelare aspetti ancora ignoti allo stesso autore.
    Penso che comprerò il tuo “Tamarri”.
    Buon lavoro

  3. quanta importanza dai alla lettura del tuo nuovo testo da parte del lettore? per come l’hai messa giù sembra quasi che non sei mai abbastanza convinto di quello che scrivi, oppure che stai troppo attento al “mercato” e, dal poco – pochissimo – che ti ho conosciuto, non mi sembri il tipo.
    ciao remo.

  4. credo che tantissimi non siano mai contenti di quello che scrivono. pochissimi ne sono fieri, soddisfatti e orgogliosi. sarà strano, ma io non li invidio. vai con la ri-stesura, remo

  5. Questo sezionare il tuo modo di scrivere è il genere di cose che mi fa impazzire di curiosità. Darei non so cosa per essere lì quando uno scrittore(tu) scrive, crea. Perché è una piccola Creazione, secondo me. Saluti cari.

  6. enrico,
    non essere mai soddisfatti della stesura, correggere, limare, riscrivere, e asciugare una pagina e tirarne fuori cinque righe che possono andare bene, rientra nel percorso giusto, a mio parere. farsi condizionare dal gusto degli altri no. credere in quello che si scrive è fondamentale, al di là del mercato e di quello che viene chiesto. questo pensiero non è rivolto a remo, sia chiaro.

  7. alessandro,
    tra i miei lettori (del manoscritto, intendo) ho inserito una mia collega, lavora in grafica.
    adora faletti. legge un libro ogni due mesi, durante l’anno.
    oltre al lavoro e un fidanzato ha un padre che deve assistere, tutti i giorni.
    ecco, io mi sono accorto che negli ultimi libri non stavo (più) scrivendo anche per lei, che è persona che stimo, che non guarda grandi fratelli, che legge giornali.

    anni fa venne a vercelli il critico di repubblica, ugo volli.
    a vercelli c’era uno spettacolo dei magazzini criminali.
    dissi a ugo volli che il teatro, quando è troppo d’avanguardia, è un atto masturbatorio, per pochi.
    replicò molto bene alle mie affermazioni.
    sono stufo, disse, di vedere il solito… e il solito…
    e io a lui: ma chi non ha il tuo percorso culturale non è stufo, ha bisogno, magari, di vedere il pirandello didattico, di Tutto per bene…
    Apprezzai, poi, quello che mi disse.
    disse: ho visto talmente tanti spettacoli in vita mia, talmente tanti pirandelli, che ho bisogno di un pugno sullo stomaco…

    quando si scrive si scrive un po’ una lettera, cara monia; e si sceglie.
    gli editor consigliano di ri-leggere ad alta voce.

  8. alessandro, ancora stamattina ho ricevuto mail di alcuni amici che mi hanno scritto: perché pubblichi Tamarri con Historica, con un ragazzino?, non potevi prima fare altri tentativi.
    non ne ho fatti di tentativi, e penso che tu sia una di quelli che mi conosce meglio.

    quando scrissi la donna che parlava con i morti ne parlai con gli editori con cui avevo pubblicato, mursia e fernandel.
    avessi visto un minimo interesse avrei pubblicato ancora con loro.
    (direi che mi è andata bene).
    e poi. considero il successo una delle cose peggiori che possano capitare a un uomo.
    a vercelli io dirigo la testata più importante, c’è chi dice che io conti più del sindaco.
    è stato bello: per dieci giorni.
    ora sogno i mari del sud, dove nessuno mi conoscerebbe.

  9. @ alessandro:
    secondo me chi “sa leggere” va ben oltre il suo gusto. è un problema di fiducia e remo (ritengo) è andato in avanscoperta con persone delle quali si fida. non credo che remo abbia chiesto correzioni, ma semmai impressioni. talvolta lo faccio anche io e, sinceramente, più che quello che va, tento di farmi dire cosa non va. poi, magari, lascio tutto com’era. ma il punto non è quello. credo che a remo interessi saper se ciò che scrive “evoca”, non se piace.

  10. prima di inviare un manoscritto a una casa editrice io lo faccio leggere: a una persona che non legge, a una che legge molto, a un ragazzo/a giovane, a una persona anziana. Come te non sono mai soddisfatta e continuo a revisionare fino all’ultimo, cioè fino alle bozze. In bocca al lupo Remo!
    E poi hai fatto bene a far pubblicare i tuoi racconti da una casa editrice così giovane, sono del parere che bisogna incoraggiare i giovani, aiutarli, poi è così bello che un ragazzo invece di ciondolare per le strade fondi una casa editrice! Un abbraccio, Lucia.

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