Sto in mezzo, io

Vengo qua con lo stesso spirito di chi esce da un locale affollato per fare due passi e sgranchirsi le gambe.
(Il locale affollato è la mia vita nella redazione, qui al giornale. Ieri sera, quando ho chiuso la prima pagina, ero soddisfatto: una bella prima pagina, mi son detto. Solitamente non lo dico, sono sempre insoddisfatto. Stamattina, rivedendo il giornale, ho avuto la conferma: una bella prima pagina.
Tutto rovinato purtroppo: in una delle 64 pagine, l’ho saputo dopo, ci sono due refusi in due titoli, grandi come una casa. Insomma: giornata rovinata).
E quindi passo ad altro.

Stamattina, prima di andare al giornale, vado in libreria. Compro dei libri da regalare, ne ordino altri, sempre da regalare.
Una commessa mi chiede del mio ultimo libro, La donna che parlava con i morti. Non l’ha letto, in libreria hanno finito le copie.
E son tornati, parlando con la commessa, i soliti discorsi che si fanno qui, sempre: sull’editoria, sulle copertine, sulle vendite, sui libri belli e sui libri schifezza.
La commessa è una che legge, classici e contemporanei. E’ piacevole parlare con lei.
Entra in libreria il mio avvocato, che mi riporta alla realtà. Combiniamo un incontro, per vecchie e nuove querele o minacce di querele per diffamazione.
Comunque.
Esco dalla libreria, guardo la vetrina della libreria.
C’è un autore che non mi piace, ben esposto.
Per me scrive bene, ma è sopravvalutato.
Sinceramente: penso d’essere più bravo di lui.
Lui però è stato più fortunato di me. Lui, ora, potrebbe permettersi di campare scrivendo.
(Piccolo inciso: nessuno mi venga a sminchiare con la storia di tirare fuori il nome. Qui sto parlando di un mio stato d’animo).
A me piacerebbe, eccome se piacerebbe, vivere grazie ai proventi dei libri che vendo (e senza dover ricorrere a fare il docente, per esempio, in qualche scuola di scrittura creativa. Dove c’è, in vendita, il talento in offerta speciale).
Se però vado oltre a questo pensiero (poco nobile ma umano) mi accorgo di non essere, affatto, nel giusto: io in quella libreria sono stato esposto, più volte; così come, soprattutto con La donna che parlava con i morti, alcuni amici mi hanno visto esposto in vetrina in alcune città (per esempio Carlo Macrì della Banda Osiris mi ha visto, ha cioè visto il libro, nella vetrina di una libreria di non ricordo più quale aeroporto.
Mi vengono in mente, mentre mi allontano dalla libreria, due persone, poi tre.
Scrivono bene. Molto bene.
Non so dire se meglio, peggio o come me.
Scrivono bene, punto.
E mai nessuna libreria ha esposto i loro libri. Non solo: fanno fatica a piazzare i loro manoscritti.
Uno di loro, però (e ne son contento) è appena stato chiamato da una casa editrice quotatissima: ne son contento, perché è bravo, perché è stato sfortunato con gli editori fino a oggi, perché ho la riprova di averci visto giusto.
Sto in mezzo, insomma: a uno che è stato più fortunato, e uno che non lo è stato.
Poi, chi può dirlo, magari Bastardo posto diventa un best seller, oppure un insuccesso che decreta la mia “morte letteraria”.
Vedremo.
(No che non mi lamento, quindi, cara Lucia Marchitto. Questo post, mi è venuto in mente ripensando alle tue, sempre profonde, riflessioni sull’editoria).
Buona giornata

E mando un abbraccio, ora, ad una persona, con cui ho appena parlato. A volte non ci sono parole, se non le stesse, inutili.
Certo, la vita continua, quando hai perso una persona cara.
Ogni giorno, si nasce e si muore, si ride e si piange, e si dicono cose che riempiono il tempo, bene prezioso. Che scivola via…
Un abbraccio ancora, cara L.

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

12 thoughts on “Sto in mezzo, io

  1. Remo, risollevati. Come sai i refusi e le gaffe riempiono quotidianamente i giornali. C’è un episodio storico (e vero) capitato alla Gazzetta dello Sport anni fa. Campionato mionore di calcio, un attaccante di cognome Pompini fa il fenomeno e segna quattro gol. Titolo della Gazzetta: Pompini a raffica.
    Risollevati, Remo.

  2. enrico, in un titolo (una pagina dedicata alla scuola) avremmo dovuto scrivere
    Korczac
    è uscito
    Korcaz…

  3. vabbè, remo. fosse stato Sticaz sembrava voluto. Invace Korcaz….Ne vuoi un altro? Messaggero, pagina di provincia, anni fa. Finalmente, dopo tanto tempo, l’amministrazione comunale sostituisce la lampadina che illuminava la statuetta della Vergine nella piazza del paese. Il titolo:
    Un po’ di luce, per la Madonna!

  4. Korcaz ci stava bene. più che bene. azzeccato altro che refuso!
    ma a parte questa è bella la riflessione sull editoria, sui “fortunati” e i meno e i talenti che si perdono dietro porte che non si aprono. Io spero che talenti come il tuo, come di altri autori che quando scrivono “arrivano” non si stanchino mai di bussare a quelle porte. Ma le si buttasse giù a spallate pure.

  5. Caro Remo, tu, oltre alle tante qualità, ne hai una in particolare che apprezzo molto ed è quella di saper stimolare il dialogo. Un abbraccio Lucia

  6. L’anno scorso in una pubblicazione del mio Comune abbiamo pubblicato una statistica.
    E’ uscito:
    Nati nell’anno
    morti nell’ano…

    Immaginate i commenti?

    Renato

  7. :DD Da ridere davvero. Scusa remo però per me è facile assaporarne il lato divertente.
    Di te mi piace il raccontare dei tuoi stati d’animo dei tuoi pensieri e delle tue perplessità. Con molta onestà. Mica da tutti.
    Mi associo all’abbraccio a L. quest’anno va così.

  8. noi lettori di refusi, effettivamente, ci divertiamo un mondo! come quando un giornalista di quelli che legge il telegiornale prende una papera o sbaglia un nome, è solo divertente!

  9. l’albero di natale sarà decorato con le palle dei bambini della scuola….

    cara melania, questo è appena arrivato in redazione, è cosa che chiede d’essere pubblicata, un trafiletto nella colonna dedicata agli appuntamenti della vita di un paese…

    grazie della visita melania

  10. Consolati, Remo!

    “Se uno sa in cosa crede, è molto più facile rispondere alla domande. Non posso rispondere alla sua domanda”
    (Reynoldsburg, Ohio, 4 ottobre 2000)

    “Se fossimo in una dittatura sarebbe parecchio più facile, sempre che il dittatore fossi io”
    (Washington, DC, 18 dicembre 2000)

    “Per ogni sparatoria fatale ce ne sono state circa tre di non fatali. E una cosa del genere in America è inammissibile. Semplicemente inammissibile. Cercheremo di rimediare”
    (Philadelphia, Pennsylvania, 14 maggio 2001)

    “Voglio che tutti gli americani sappiano che la responsabilità delle decisioni che prendo è mia, e anche loro”
    (Live with Regis, 20 settembre 2000)

    “A dire frasi sensate sono capaci tutti, ma una cosa del genere ti proietta in una dimensione del tutto nuova. Le mie frasi si spingono dove nessun essere umano ha mai osato prima”.

    Gorge W. Bush

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