la vita è

Due ragazzi si stanno baciando.
(E’ già stato scritto: che succeda a Venezia o Caserta….)
Lei è cardiopatica, ha i capell rossi, è alta un metro e 58. Lui è sano come un pesce…
(Varianti, ma è già stato scritto)
Lui però – colpo di scena – sebbene abbia 27 anni è la prima volta che bacia una donna. Lui è gay, ma stavolta…
(Altra variante, ma sicuro sicuro che non sia già stato scritto?).

Quando studiavo e facevo il portiere di notte a volte incontravo storie. Qualcuna, poi, me la sono ricordata, tante altre ho lasciato che mi sfiorassero, ché avevo da studiare.
Pure in un piccolo giornale di provincia, a volte, piovono storie.
Ieri per esempio. Riunione di redazione.
Me ne raccontano una: che è vera.
La storia di un perduto amore, ma inseguito per tutta una vita.
Accanto ai pezzi di cronaca e alle indicazioni sui cinema, le messe pubblicheremo questa storia (ma ci stiamo ancora lavorando).
Dico solo questo, ora.
Che mentre me la raccontavano ho pensato: In fondo in fondo, seppur con varianti, è una di quelle rare storie di amori inseguiti per una vita, che però sanno già di “già visto” e di “già letto”.
Al tempo stesso, però, mi son reso conto, sempre quando me la raccontavano, che stavo ascoltando con attenzione, affascinato da questa storia.
La vita è.
E come tale va raccontata, credo. Anche se va in replica.

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17 pensieri su “la vita è

  1. sai elena,
    quel racconto che non ho raccontato: è la storia di un grande amore.
    il più grande immaginabile.
    vuoi bene a una persona, poi la vita o gli altri la fanno sparire, e tu la insegui, e tu pensi ogni giorno a lei,e poi magari ti sposi o ti risposi o hai amanti e storie, ma sarà sempre quella persona il tuo primo pensiero al mattino.
    i meccanismi della mente.
    io non l’ho raccontato… il racconto.
    che poi: mi mancano dei pezzi, ho letto niente, mi hanno riferito.
    ma psso immaginare, tutti possiamo

  2. già
    i meccanismi della mente
    magari un giorno possiamo anche parlarne di queste cose
    e tu prima o poi scrivere il racconto che magari avrei voluto scrivere io, perchè no..

  3. Hai scritto bene alcuni post fa, tutto è stato vissuto e detto e scritto eppure ogni volta è una cosa diversa. E noi siamo qui che viviamo, leggiamo e scriviamo volentieri:) Poi ci sono storie eterne che potranno essere raccontate milioni di volte e verranno richieste milioni di volte. Come le favole, ne abbiamo bisogno. Ciao remo:)

  4. anche se una storia è già stata scritta sarà diversa la voce narrante e questo fa la differenza.
    io non credo che si debba sempre stupire con effetti speciali. la vera bellezza è nella semplicità.
    anche nelle persone. semplicità che non vuol dire banalità, ma ben altro.
    buona giornata remo

  5. (quel racconto che non ho raccontato: è la storia di un grande amore.
    il più grande immaginabile).

    Remo raccontalo che io ti ascolto…

  6. Sono così anche certe storie di amori inconclusi e infiniti del Gabo. Solo che lui le sa raccontare così bene. Ecco, forse è semplicemente così: sono già state raccontate tutte le storie (più o meno), ma sono infinite le combinazioni e i modi possibili per raccontarle di nuovo e risentirle ancora, senza stancarci mai del tutto.

  7. Si dice che per apprezzare un buon film è necessario vederlo due o più volte. Per scoprirne i particolari, ed eventualmente soffermarsi a riflettere su elementi sfuggiti alla prima visione.

    Un buon film è poi quello che ti lascia qualcosa dentro ad ogni sua replica.

  8. Ciao Remo.
    Sono sempre più convinto che esista una luce che si posa sugli oggetti del proprio raccontare, che per ognuno ha un’intensità ed è sempre diversa. Di conseguenza una stessa storia può avere diverse e infinite prospettive di luci narranti, come nel solco di una grande inquadratura: quanti baci in apparenza uguali ci ha regalato il cinema, eppure quelli più ispirati e profondi non saranno mai uguali né noiosi. Forse anche lì per uno strano e misterioso gioco di luci.
    luigi

  9. Tutti hanno delle storie, spesso accade che le si consideri banali perchè effettivamente alcune lo sono davvero, tuttavia, con il passare del tempo, queste storie banali diventano sempre di più se non altro per il fatto di averle già sentite mille volte con nomi e luoghi diversi. Di rif o di raf possono finire solo in due modi: bene o male.

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