incipit interrotti

Incipit dei libri che, casualmente, mi ritrovo sulla scrivania.
Allora sulla destra, insieme al modem.
Enrico-Massimiliano Ligre procedeva a piccole tappe sulla via di Parigi. Dei contrasti che opponevano il Re all’Imperatore, ignorava tutto.
Marguerite Yourcenar, L’opera al nero.
Lo sto rileggendo.

Davati a me, sotto le foto di Barone, il mio primo cane, e del porto di Marsiglia:
Mi hai chiesto cosa, Andy Bissette? Se capisco i diritti che mi hai spiegato? Miseria! Com’è che certi uomini sono così gnucchi? No, una bella calmata te la dai tu.
Dolores Claiborne, Stephen King.
Letto da un bel po’. E’ il secondo che leggo fino in fondo di King, l’altro, Colorado King, l’ho trovato scepo, altri, tre o quattro, non ero riuscito ad andare avanti. Allora, Dolores Claiborne ha un gran finale. No, non solo grande: geniale. A parte questo, continuo ad avere alcuni problemi con King. Non mi entusiama. Troppo ritmo, poco spazio per “il contesto”. Direi anche prevedibile (finale a parta). E troppe metafore. Insomma, preferisco Grisham.

Questo invece è un piccolo gioiello, un regalo di Monia, che mi ha coadivuto insieme a t. nei racconti a quattro mani.
Preferisco partire dalla quarta di copertina. Ben fatta.
Al-Haditha, Iraq, 19 novembre 2005. Per ritorsione contro un attentato subìto, una compagnia di marines, protetta da regola ambigue, massacra due faiglie di civili inermi. La minuziosa, atroce istantanea di un incubo reale e senza apparente via di uscita.
Prima dell’incipit qualche riga:
Mia sorella Zaynab è stata colpita alla mano e alla testa. Aveva 5 anni.
Mia sorella Aisha è stata colpita a una gamba e da qualche altra parte. Aveva 3 anni.

Poi c’è la descrizione di un altro massacro… E dopo c’è questo, per esempio., da leggere.
Cinque giorni dopo il massacro la compagnia Kilo aveva festeggiato il Giorno del ringraziamento con una cena a base di tacchino ripieno e patate. Della festicciola esiste un documento filmato, dove si vede il capitano Mc Connell guidare la preghiera: Padre, ti ringraziamo per il cibo che…
L’incipi ha poca rilevanza, ora.
William Langewiesche, Regole di ingaggio, Adelphi.

Degli altri libri e relativi incipit, sempre davanti a me, oppure a sinistra della scrivania dove ci sono sigari sparsi, una statuetta dell’Ombra della sera e una pianta (leggo l’etichetta) di Ardisia crenata magari dirò un’altra volta, ché son le cinque; tutta colpa del libro di Langewiesche.
E’ uno scritore, ha scritto Roberto Saviano, capace di mettere le mani nel budello della realtà. Una frase ad effetto. In realtà è solo – si fa per dire – un inviato di guerra che ha raccontato verità scomode.
Buona domenica

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6 pensieri su “incipit interrotti

  1. King scrive troppi libri e ogni libro è troppo scritto.
    Ma si diceva lo stesso di Balzac..
    Comunque appartiene a quella categoria di fuoriclasse della letteratura che fra secoli verranno ancora letti.
    Come Melville. Stesso legame con il folklore, il paesaggio, l’archetipico.
    Le metafore sono il francobollo sulla busta, si paga perchè il messaggio arrivi.

  2. Caro Remo,
    leggi “Mucchio d’ossa”, col suo riferimento al Bartleby di Melville… bellissimo. Non tutto mi piace di King ma è un narratore potente.
    Anche “On writing”, la sua autobiografia, è molto bella.
    Un caro saluto da Siracusa…

  3. Di King mi sono piaciuti molto i racconti (“Quattro dopo mezzanotte”, “Scheletri”, “Stagioni diverse”) e i suoi primi libri. Se vuoi, prendilo come un consiglio. ‘notte!

  4. Yourcenar, L’opera al nero. memorie di adriano… grandi libri e confesso che li rileggo volentieri

    King non so non sono mai riuscita ad arrivare in fondo…. sicuramente per mio demrito

    William Langewiesche, Regole di ingaggio, letto d’un fiato e troppo doloroso per i miei affetti in quella zona…

    io ho un incipit che prediligo, anzi anche di piu’ di un incipit..

    **In quegli anni, tra il 1925 e il 1933, le leggi del Maradagàl, che è paese di non molte risorse, davano facoltà ai proprietari di campagna d’aderire o di non aderire alle associazioni provinciali di vigilanza per la notte…***

    la cognizione del dolore di gadda è mio compagno sempre…

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