Pubblicato da: remo | 20 novembre 2008

ho visto Lola, stamattina

Stamattina ho visto Lola. Era in bicicletta. Io ho visto lei e lei non ha visto me. Ci salutiamo, difficile che lei si fermi a parlare.
Ho sempre pensato, e magari mi sbaglio, che Lola non voglia che si pensi male dell’uomo che in strada le sta parlando.
Che lei sia una prostituta si sa.
E’ invecchiata, Lola, ma è ancora bella.

Lola, spiegami bene. E’ proprio vero che voi non volete mai baciare i vostri clienti?
E lei, Io ti dirò sempre che i miei clienti non li bacio… Specie ai giornalisti.
E io: Significa che a volte li baci?
E lei: Il cliente, lo saprai anche tu, ha sempre ragione, e poi…
E poi, mi spiegò Lola, che certe concessioni, a clienti che conosci da anni e anni, si fanno. Specie se sono di una piccola città.
E poi, mi raccontò ancora Lola, non sai quanti mi cercano, mi pagano e poi… vogliono solo parlare. E non hanno problemi, ho anche quei clienti, quelli con i problemi. No, ci sono quelli che potrebbero far l’amore ma vogliono solo parlare.
E poi, mi disse ancora Lola, ci sono i bastardi che non vogliono usare il preservativo. Con me non funziona, ma tante ragazze lasciano perdere.
Fu la mia consulente, Lola, per Dicono di Clelia.
(Volevo tratteggiare bene la figura di Aldina…).
E’ nera nera, Lola. Alta, magra, elegante. E’ sempre stata una solitaria. Mai un protettore, che io sappia.
Grane sì, ogni tanto.
Mi disse. Ho un vicino di casa, vuol venire a letto con me. O vieni con me oppure faccio le fotografie ai tuoi clienti, così scappano se vedono un flash…
Le feci io da consulente: chiama i carabinieri, o la polizia.
Fece una smorfia Lola.
Lola la prostituzione non è reato, è reato l’adescamento, sei a posto tu.
Mi fece l’occhiolino, Lola.
Si fosse fermata, stamattina, le avrei domandato del vicino.
Per me è andata così. Lui si è avvicinato a lei e lei con una ginocchiata gli ha fatto sentire un dolore acuto.
Immagino, insomma.
Da ragazza viveva in una capanna.
Qui, non so in che modo, ha imparato a leggere. Legge i giornali, Lola.
Ora ha un appartamento, si veste bene, ma è una che non noti in strada.
Penso sia preoccupata: sta invecchiando.
Però son cose che mi immagino.

Ho saputo che Lola ha due amici, son moglie e marito.
Qualcuno, chiaro, pensa o ha pensato male.
So che non è così.
Lola, piaccia o non piaccia, ha le sue regole.
Le cose in tre e le orge son cose da porci, mi disse.

Come ho conosciuto Lola. Non è facile da raccontare. Tanti anni fa. Non sapevo come si chiamasse. Comunque, sotto casa sua c’era una gazzella dei carabinieri.
Quella volta li aveva chiamati lei.
Non le andava di vedere, quando andava alla finestra, un tipo che, dal palazzo di fronte, appena la vedeva le faceva dei cenni, poi saliva su una sedia e, nudo, si masturbava.
Lola, gran bel carattere di merda.
Peccato che sia sempre di fretta: altrimenti un caffè glielo offrireì.
Si fotta chi pensa male.

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Responses

  1. oh yes :-)

  2. Lo sapevo che Aldina da qualche parte… c’era! Baci.

  3. sapessi che piacere mi fa questo tuo post!!
    “Dicono di Clelia” è l’unico libro tuo che ho letto e a me era piaciuto molto per la “dolenza” straordinaria dei personaggi e di lei in particolare…

    ho abitato un anno a bologna in via dell’infermo, proprio sotto le due torri e la sera quando era davvero caldo, come può essere caldo a bologna in luglio e agosto, prendevo via verdi e arrivavo sui viali, mi sembrava di rspirare meglio e lì ho incontrato per la prima volta le prostitute

    è stato un incontro la prima volta difficile, pensavano fossi una nuova, a piedi, senza nessuno, che veniva a prendere il loro lavoro
    ci è voluto un po’ a far capire loro che no il mio lavoro era altro, e che stavo solo camminando

    sera dopo sera devo dire che si è stabilito uno strano rapporto, a volte andavo persino in posta fare versamenti per Dora , veneta , giunonica e con due figli che andavano alle auperiori e che si vergognavano di questa madre, ma che non hanno mai rifiutato di essere manenuti da lei

    sono stati 4 mesi, finchè è venuto freddo in cui sembra una follia , ma mi son sentita come vivere nei lroo racconti, c’era sofferenza, a volte violenza, a volte miseria di quella vera, che poi esiste una generosità di cuore che spesso i per bene dimenticano sulla soglia di casa…

    Remo sono questi racconti del quotidiano che sembra così semplice, ma che fanno della tua scrittura un gioiello…
    grazie

  4. ecco cosa non mi quadra della provincia: “Peccato che sia sempre di fretta, altrimenti un caffè glielo offrireì. Si fotta chi pensa male”.
    A Roma puoi offrire il caffè a una puttana, o anche entrare in un bar sodomizzando un dromedario. Nessuno ti guarda e nessuno ti pensa. Sei libero di farti i cazzi tuoi. E, ovviamente, anche di crepare su un marciapiede. Il massimo che faranno per te è trombarsi il tuo dromedario per consolarlo.

  5. certe cose si vedono di più e certe di meno, enrico.
    c’è anche la nebbia, al nord.

  6. Le tue puttane (Aldina e anche Teresa del “quaderno”) sono, credo, i personaggi che mi sono rimasti più nel cuore, forse per quella loro capacità di donare anche quello che non hanno mai avuto.

  7. Giusto:Si fotta chi pensa male.
    bacio

  8. pensare male?
    e di chi? di te? di Lola?
    di persone così umane? che assurda sciocchezza…


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