Goliarda (ricordando MariaStrofa)

Parto da lontano, da Carlo Berselli, Mariastrofa per il mondo dei blogger.
A gennaio 2007 io avevo linkato lui, lui aveva linkato me. Ogni tanto ci commentavamo, reciprocamente.
A gennaio 2007 però successe che gli scrissi: per complimentarmi con lui. Ma non per un post: per un commento.
Allora, a gennaio 2007 sul blog di Gabriella Alù apparve una recensione sul libro di Goliarda Sapienza, L’arte della gioia.
Quel che scrisse Carlo Berselli mi colpì. Era una MariaStrofa… diversa.
Commentò così il post di Gabriella Alù:

Mi fa un certo effetto rivedere Goliarda qui in testa al tuo blog, dopo che l’ho vista alcune volte a casa sua con le pareti piene di sue foto con dedica di Luchino Visconti (quando faceva l’attrice) – e i libri, i libri suoi che mi ha regalato, e il suo compagno Pellegrino che cura le sue cose.
Goliarda lesse alcune cose mie e mi concesse un favore come raramente ho visto. Si deve a lei la pubblicazione della mia prima cosa. Proprio grazie a lei, sì. Un angelo ripeto spesso, non tanto per il favore fattomi ma per la dolcezza con cui mi trattò sempre. E sì che era donna aspra per certi versi, segnata da esperienze terribili. Che tu racconti e che io so bene.
Una donna meravigliosa, forte. Sarà per questo (lei morì un anno o due dopo la pubblicazione di una mia cosa) che ho sempre fatto fatica ad affrontare l’arte della gioia (che avevo già letto peraltro in edizione ridotta) – e dire di più non so se questa difficoltà abbia a che fare con la gratitudine estrema che le devo (un angelo, ripeto) o con una specie di dolore per non avere mai potuto ricambiare. sicché dovrò pure affrontarlo un giorno e anche la tua recensione mi aiuterà di certo.
Ci sono libri impervii anche libri di scrittori di cui amiamo tutto e che restano lì sospesi, chissà perché. Così è stato per me con “L’arte delal gioia”.
goliarda, un bacio…
MariaStrofa

Dopo aver letto, scrissi a Carlo Berselli/Mariastrofa.
Mi rispose, contento di poter parlare di Goliarda Sapienza.
(E quando Carlo Berselli è morto io mi ricordai subito di questo commento).

Oggi devo fare un’intervista (per un giornale nazionale): all’attrice Paola Pace (qualcuno di voi se la ricorderà nei film I cento passi o Le buttane) che a Roma, dal 18 al 30, al teatro Di Documenti presenta, appunto, L’arte della gioia.
Uno spettacolo di cui Paola Pace è protagonista e regista. Non solo: ha curato le la trasposizione del testo, adattandolo al teatro.
Ci sta mettendo l’anima, Paola Pace per questo spettacolo: che quando parla di Goliarda Sapienza ne parla come se pregasse.
Sull’arte della gioia (dopo il successo “francese” in Italia è stato ripubblicato: prima da Stampa Alternativa e poi da Einaudi) si trovano fiori di recensioni in rete.
A me pare (e parve) molta bella la testimonianza di Carlo Berselli / MariaStrofa.
Che fosse una donna fuori dagli schemi, ma anarchica e generosa me l’ha confermato anche Stefania Nardini, che l’ha conosciuta.

A coloro che non sanno nulla o sanno poco di Goliarda Sapienza ricordo la vicenda che la portò alla reclusione.
Pare sia andata così.
Goliarda, che è in bolletta e che vuole fare le fotocopie di un suo manoscritto da inviare a qualche editore, chiede centomilalire a una contessa, che rifiuta; Goliarda allora ruba dei gioielli alla contessa, che la denuncia; Goliarda viene così incarcerata e condannata (esperienza che la porterà poi a scrivere L’università di Rebibbia).

L’intervista, poi, la posterò anche in rete.
Buona giornata

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9 pensieri su “Goliarda (ricordando MariaStrofa)

  1. La storia, la situazione, i riferimenti creano già una piccola dipendenza. Aspetto con molta curiosità l’intervista…
    Ciao

  2. Conosco solo superficialmente Goliarda Sapienza, mi pare di ricordarla in qualche vecchio film di Blasetti, ora me ne sono incuriosita e rimedierò…. leggevo invece da qualche anno Maria Strofa su Splinder e ci eravamo scambiati qualche mail, persona deliziosa fuori dagli schemi.
    Carino trovarlo citato qui da te.
    Aspetto come gli altri l’intervista quando la pubblicherai.
    Auguri di buona giornata..
    Elisa

  3. Ehm.
    La storia dell’arresto di Goliarda Sapienza e in particolare della sua detenzione a Rebibbia è una di quelle cose che ormai sono entrate nella leggenda. Nel senso che nessuno si dà la pena di capire davvero com’è andata ma ognuno la racconta come ritiene possa tornar più utile.

    (Chissà che ne avrebbe pensato, Goliarda, di tutte ‘ste cose che ormai vanno dicendo su di lei)

    Una delle tante versioni della leggenda circa la sua esperienza carceraria a Rebibbia recita, ad esempio, che lei voleva scrivere qualcosa “in presa diretta” dall’interno di un carcere e dunque rubò la famosa collana (non vi viene in mente, a proposito, l’ affaire della “la collana della Regina” con tutti i suoi trippi ed inghippi? A me si), non fece niente per difendersi, finì in gattabuia e poi voilà scrisse L’università di Rebibbia

    http://tinyurl.com/6gefam

    Goliarda Sapienza è una delle tante scrittrici (e tanti scrittori) di cui tanti parlano senza manco aver letto un libro suo.
    A me, come scrittrice continua a non entusiasmare più di tanto e troppo spesso mi fa sbuffare. Però avercene, adesso, di Goliarda Sapienza.

    Insomma: la si legga, la si legga.

  4. ho appena ri-letto i commenti su Goliarda e l’Arte della gioia quando pubblicasti il post.
    e mi piace quel che scriveti tu, gabriella

    io credo che la schiera dei “lettori comuni” (nel senso che Virginia Woolf dava a questo termine ed alla quale io mi sento di appartenere) sia profondamente arcistufa di libri pseudo-avanguardisti o, come ho già detto, minimalisti e anoressici, in realtà inconsistenti, noiosi, ai limiti della illeggibilità ed hanno (abbiamo) questi lettori comuni salutato con grandissimo sollievo un romanzo che finalmente ha dei veri personaggi, una storia nella quale immergersi, una struttura, un autore che non si vergogna di parlare di sentimenti, etc.

  5. ho parlato con paola pace, gabriella.
    che è “immersa” da tempo dalle cose, note e non, di goliarda sapienza.
    paola pace dice che almeno a livello inconscio, o forse non solo, Goliarda voleva finire in carcere: anche per seguire… le orme della madre, più volte incarcerata.
    e in effetti non fece nulla per difendersi.

  6. Ascolta caro Remo. Di tutti i libri che mi hai consigliato forse L’arte della gioia è quello che mi ha esaltato di meno, pur essendo un libro di qualità, migliore – d’accordo con chi mi ha precedyto – di tante porcherie d’oggi.

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