Pubblicato da: remo | 9 novembre 2008

riuscire a sorridere, sempre

… praticamente questa cosa qui continua il post precedente.

E’ poi ci sono le mail di amici scrittori o aspiranti scrittori.
Si vive di depressioni, l’ho già detto, se si vive scrivendo, anche.
Io non critico gli editori sempre e a prescindere. Ma ho tre, quattro forse più amici che scrivono bene, magari hanno pubblicato per case piccine, e fanno fatica: ma non a farsi pubblicare, che un editore ha tutto il diritto di dire che un libro, qualsiasi libro, fa defecare, fanno fatica, queste persone che io conosco, a farsi leggere seriamente.

Però succede che un giorno tu ricevi una mail.
Diversa.
Non c’entrano più i libri o le frustrazioni, c’entra la vita, che spesso è bastarda, e ti conficca un chiodo, e poi un altro e un altro ancora, e tu hai solo voglia di urlare o piangere, e niente ti sembra importante come vivere un giorno di assoluta serenità, senza lacrime.
Ecco, succede a tutti e non solo a me di ricevere mail o notizie così.
Da qualcuo che non è stato bocciato da un editore, ma dalla vita.

Poi certo, si torna sui blog, si posta, si legge, si commenta, oppure non si posta, non si legge, non si commenta.
E ci si interroga – solo in questi giorni particolari – su che cosa conti, per davvero, nella vita

Riuscire a sorridere, sempre.

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Responses

  1. già, cosa conta davvero nella vita?

    ma che domande sono? non vorrai mica che rispondiamo davvero, che già mettere un piede avanti all’altro è un’impresa! ah!

    nella vita conta… qualcuno che ti vuole bene, del tutto.

    ora tocca a voi

  2. Conta continuare a chiederselo, sempre

    Un abbraccio Remo

  3. Il sorriso, il sorriso va bene.
    Ciao, carissimo

  4. Ricordare con nostalgia tante cose belle che hai fatto e tanti amici o cari che non ci sono più, e non affogare in quella nostalgia,ma riuscire a viverla con tenerezza…e leggerezza
    …Bo?

    Renato

  5. lo sguardo limpido delle persone che ami in cui specchiarsi, e la coscienza di poterlo fare.
    un abbraccio

  6. io che non sono saggio ho una convinzione:
    che solo il pensiero della morte (della mote che può arrivare all’improvviso) ci può aiutare a vivere meglio.
    a sorridere alla vita, insomma.
    e forse a utlizzare meglio il nostro tempo.

  7. hai ragione remo, però succede quando perdi qualcuno o hai una malattia grave al’improvviso.
    ti resetti.
    e tutte le priorità se ne vanno affan****.
    però non si può mica vivere sempre come fosse l’ultimo giorno, siamo “programmati” per dimenticare, e per pensare di essere immortali, inestinguibili.
    non è così che ci comportiamo di solito? non so quanto reggeremmo il dolore acuto continuo di una perdita, e forse è anche un bene da un certo punto di vista.
    non so, per esperienza, ho dimenticato ogni volta che mi sono ripromessa di cambiare :)

  8. Se si iniziasse a percepire la morte come un evento naturale esattamente come la vita, forse, forse, si smetterebbe anche di pensare di essere immortali e certi deliri di onnipotenza dell’uomo sarebbero meno frequenti, meno invadenti e devastanti per la natura e per l’uomo stesso.
    Ma che ho scritto?? :)))
    Ciao sandra…e io sorrido…

  9. hai scritto una bella cosa, ladypazz
    ciao

  10. Io credo di essere un uomo molto fortunato, perché a me sorridere m’è riuscito facile sempre.
    Io credo di essere un uomo molto fortunato, o molto cretino.

  11. no, aitan. se sorridi sempre, e non perché tu abbia una paresi, sei decisamente fortunato.
    mi domando, in realtà, che cazzo ci sia da sorridere. gli editori che buttano i manoscritti senza leggerli non sono l’unico scempio del mondo né il più grave, per carità. anzi, loro sono convinti che ciò sia sbob, in realtà ciò dimostra solo che sono delle teste di cazzo e questo, sì aitan, fa sorridere.
    ma ci sono anche politici che propongono disegni di legge dei quali non sanno nulla. il parlamento ha un ufficio apposito per “creare” leggi. il parlamentare, che fino al giorno prima dell’elezione raccoglieva le olive a sestri levante, va nell’ufficio e dice “vorrei presentare una proposta di legge che tuteli i capezzoli delle balie”. e gli esperti in giurisprudenza e diritto dell’apposito ufficio elaboreranno il testo di legge che, poi, il parlamentare esporrà in aula senza sapere della balia dove ha il capezzolo o il buco del culo.
    sorridi, aitan

  12. Massimo rispetto per chi vive la propria sofferenza senza vittimismo ma con un’immensa forza di volontà. E serve per noi che pensiamo di vivere in una personalissima Gaza, noi, che ce la prendiamo con il mondo trasformando le nostre giornate in un complotto permanente.
    Allora… un sorriso, Remo.

  13. Riuscire a sorridere, sempre.
    :-)

  14. ecco, anche se certi giorni (certi momenti) è più difficile del solito, il sorriso non mancherà.

  15. E’ vero bisognerebbe avere la capacità di sorridere sempre.
    Di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, e il giorno seguente dimenticarsi di quello precedente.
    Più che una capacità è una missione! Anche se, secondo me, ciò implica anche un pò il distacco emotivo e il non-attaccamento (con i pregi e i difetti che comportano).

    Tanti anni fa discutevo con un mio amico psichiatra. Diceva che i dolori ed i ricordi non possono essere rimossi. Rimangono dentro. Si possono controllare, seppellire da qualche parte nell’inconscio, ma alla fine saltano sempre fuori.
    Quindi o si decide di non viverli a priori, o si accettano.

  16. castor…
    c’è una frase di Bion (psicanalista) che perme è fantastica:
    ricordarsi per poi dimenticare.
    solo se si accetta il ricordo (solitamente non buono) si riesce a vivere. bisogna insomma prenderlo per mano, e vivere.
    se si fa finta di niente quello, senza che ni ce ne accorgiamo, ci schiaccia.
    (anni fa mica volevo fare lo scrittore, io; anni fa volevo fare lo psicanalista).
    ciao
    ps. ho due grandi esempi. i miei nonni paterni. han vissuto sereni, nonostante tutto. sono morti – ma per davvero – sorridendo.

  17. E chi lo dice che non sei anche un po’ psicanalista?
    ;-)


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