gran varietà

Su il Re-censore c’è questa intervista alla mia amica Sabrina Campolongo.
Tra le altre cose annuncia la prossima uscita di un suo libro, un giallo, per la casa editrice Historica, di Francesco Giubilei. Che, come alcuni di voi sapranno, ha sedici anni e si diletta a fare l’editore, quando torna a casa da scuola.
Allora, non ricordo come è andata, ma Francesco, tempo fa mi contattò; e tra breve (suppongo) uscirò anche io con Historica. Per la prima volta con una raccolta di racconti.
Tra questi ce n’è uno a cui tengo in particolare: Tamarri (che è anche il titolo della raccolta di racconti).
A scriverlo ho impiegato un giorno.
Ma i personaggi di quel racconto sono veri: conosciuti e frequentati per dua anni, in un bar – si può definire bar una baracca di legno? – di periferia.

Il prossimo romanzo, invece, esce con la Newton, ad aprile: e sarà anche questa una prima volta; la prima volta cioè che pubblico due libri con lo stesso editore.
A gennaio, comunque, per l’esattezza il 24, farò un’ultima (credo) presentazione de La donna che parlava con i morti. A Bologna. Mi presenterà la giovane e brava scrittrice Francesca Bonafini.

Poi. Il blog collettivo Via delle belle donne ha pubblicato una recensione, scritta da Morena Fanti, del mio primo libro: Il quaderno delle voci rubate.
Ringrazio Morena, in primo luogo.
Su Il quaderno delle voci rubate dico solo questo. Praticamente ha avuto solo mercato a Vercelli. Chi vuole lo trova in rete: su Orasesta c’è l’e-book.

Poi. Se vivessi a Roma giovedì 13 novembre andrei al teatro Olimpico, dove Eugenio Finardi proporrà un concerto-omaggio a Vladimir Vysotsky.
Copio incollo:
Le canzoni di Vladimir Vysotsky, artista russo insubordinato e ribelle, si vestono della voce di Eugenio Finardi e degli arrangiamenti di Filippo Del Corno eseguiti dall’ensemble Sentieri selvaggi, per una serata fondata sulle suggestioni della grande musica d’autore.
Strana chimera, improbabile incrocio tra uno chansonnier e un punk si potrebbe definireVysotsky (oVisockij 1938 – 1979), poeta, attore e musicista semiclandestino per i suoi testi graffianti, di critica feroce del regime stalinista. Oggi che l’Unione Sovietica non esiste più, le parole delle canzoni di Vysotsky, definite di “strada”, di “cortile” e di “malavita”, acquistano un significato universale di ribellione alle prepotenze del potere e di ricerca della libertà.

Dal momento che vivo a Vercelli, molto probabilmente venerdì andrò a Biella, che è a mezz’ora di macchina. Il mio amico Pier Michelatti, che è stato bassista di De André, propone un concerto: Faber per sempre.
Pier l’ho conosciuto quando Fabrizio De Andrè era ancora vivo.
Pier si commuove ancora parlando d lui.
E basta.
Buona giornata.

No.
C’è questa cosa qua su YouTube.
Penso sia una cosa triste da vedere: soprattutto per chi, come don Luisito Bianchi (…. se fossi papa brucerei il vaticano affinché rifulga la luce di Cristo), crede che la Parola sia al servizio degli ultimi.

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8 pensieri su “gran varietà

  1. Ciao remo, non è possibile acquistarlo il libro? non amo molto leggere al computer.
    Sul video cosa si può dire? è una vergogna! Sono cose che in linea di massima si conoscono ma
    quando le vedi lì tutte in fila il sangue ribolle, e ci si scandalizza un bel po’(anche se divulgate da Odifreddi che stimo più come matematico che come ateo integralista… a me chi ha certezze assolute fa sempre paura, in ogni direzione, ma questa è un’altra storia)

    Molto bello anche il post precedente. Sono riflessioni che ho spesso fatto come pittore.
    Sono fermamente convinto che se uno dipinge o scrive, normalmente lo fa per un’esigenza interiore poi tutto il resto viene dopo. A mio avviso non bisogna avercela con il mondo se le cose vanno in un certo modo, certo non tutto dipende da noi ma credo che il nostro atteggiamento, le nostre scelte, il nostro carattere siano determinanti. Ad esempio un giorno qualcuno mi ha detto che bisogna imparare ad essere manager di se stessi, che è importantissimo presenziare tutti gli eventi importanti perché chi non c’è non esiste per intessere nuove relazioni, insomma bisogna spaccare le palle! beh, io non ci riesco, mi dovrei fare violenza… troppo faticoso e noioso e ci vuole una faccia da culo che io non ho, almeno riguardo a queste cose, perciò pazienza, mi accontento e prendo quello che capita “cercando” di non provare invidia verso chicchessia.
    E’ chiaro che il consenso è necessario per poter comunicare ma non credo lo siano i grandi numeri e la fama; quelli dipendono da altre situazioni e non credo siano (sempre) garanzia di qualità.

    Ciao Remo, se a gennaio riesco a liberarmi magari un salto a bologna lo faccio

    stefano

  2. Ah! io me la segno questa data del 24 gennaio. Ci sarò di sicuro. Magari insieme a Stefano se riesce a liberarsi.
    E sono io che ringrazio te, Remo, per avermi regalato quelle visioni e le emozioni vissute nel bar di Luca (per chi non lo sa, sto parlando del libro Il quaderno delle voci rubate. Non vorrei che pensaste chissà cosa :-)
    Buona giornata a tutti

  3. Il 24 gennaio sarò sicuramente a Bologna.
    Grazie per la citazione!!!

    @ Stefano, entro fine mese (salvo calamità) uscirà Tamarri in formato cartaceo e potrai acquistarlo online e in libreria.

  4. A Bologna?? Be’, non potrò non esserci, che bello! :-)
    Sul Vaticano, cosa dire, solo vedere il papa con gli abiti e le scarpe firmati mi fa arrabbiare; lusso e sfarzo posso capire che ci fossero secoli fa, quando c’era un’altra mentalità e la Chiesa era un centro di potere, oggi no.

  5. ‘sto blog non fa per me. quando io avevo sedici anni e tornavo da scuola andavo con tubo e tanica a fregare la miscela dai motorini per farci il pieno a quello dei miei amici, ché io il motorino non ce l’avevo. vissuto sempre a roma, e il 13 novembre mi terrò più lontano possibile da dove suona finardi, che è triste come un cassamortaro. pure cantasse “rosina dammela” suonerebbe come la versione dark di bandiera rossa. du’ cojoni come zampogne
    :-)

  6. Gregori mi fa morire. :)))

    Aspetto la raccolta di racconti, Tamarri lo conosco e so quanto ci sei affezionato, Remo. Credo che sia una cosa molto bella che tu lo affidi a Francesco.

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