Pubblicato da: remo | 25 ottobre 2008

un eroe vero

succede che piove, qui, a cortona, e il cielo è grigio, quasi come in padania.
succede che quindi son qui, internet point, anche perché la mia connessione tascabile è più lenta di quella telefonica.

nei miei cinque romanzi cortona c’è in due: in uno non si vede, nemmeno citata, nella’ltro, cioè l’ultimo, invece sì.
in realtà c’è un romanzo che vorrei scrivere, ma qui.
mi basterebbe una settimana.
(poi certo, dovrei riscrivere).
ce l’ho in testa.
la storia di un proprietario terriero, socialista, amato dai mezzadri, disprezzato (a volte inseguito) dai fratelli in camicia nera, che volevano bastonarlo.
un po’ pazzo, un eroe a modo suo.
uno che rinuncia ad onorare ed amare il padre perché il padre è uno sfruttatore di contadini non è forse un eroe?
ho raccolto solo testimonianze orali, su di lui.
avrei bisogno anche di respirare l’atmosfera del podere dove visse, e di sfogliare il giornale locale che c’è qui, l’etruria, oppure altro.
la traccia di questo romanzo ce l’ho stampata, da anni, in testa.

ecco, quest’uomo era un esempio di socialismo vero.
i suoi mezzadri, meglio, i figli dei suoi mezzadri, non pativano la fame.
non li sfruttava, anzi.
e loro lo ripigavano: proteggendolo dalla ritotrsioni dei fascisti…
l’hanno conosciuto entrambi i miei nonni.
uno, quello materno, era un suo mezzadro, l’altro, il paterno, un amico.

anni fa, qui a cortona interrogai un contadino su di lui. un vecchio contadino, ora morto.
successe questo.
io parlavo e quello, il contadino, mi guardava divertito.
pensai: ho sbagliato contadino, questo è scemo.
no, era solo sordo.
quando gli spiegai, urlando, di chi volevo che lui mi raccontasse vidi che si aggrappò al bastone, si alzò in piedi e, serio serio, pronunciò con rispetto il nome di quel proprietario terriero che, durante il fascismo, non solo si disse socialista ma applicò, per quel che poteva, il pensiero socialista al suo vivere.

ha smesso di piovere, il cielo sta diventando il cielo di Gino Severini (che disse, se non fossi nato a cortona, sotto questo cielo così intenso, forse non sarei diventato pittore….)
mi scollego, vado.
buon sabato

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Responses

  1. te lo credi tu che cortona sia solo in due romanzi!
    :-)

  2. Bell’idea, bella testimonianza. Non so però chi sia un eroe. A me piacciono gli eroi oscuri.

    Severini. In Alessandria c’è un suo bel mosaico, lungo la facciata del palazzo delle Poste Centrali. Protetto malamente, cascano tessere e le raccoglie e le risistema un artista locale, di sua spontanea volontà. Chiede ai passanti di metterle in una scatola da scarpe, che ha messo in bella vista con un suo biglietto. Così che il mosaico resta in piedi, o meglio: appiccicato al muro. Penso che l’80% dei miei concittadini non sappia di chi sia il mosaico e chi sia Severini.

    Mio padre amava Severini e, per onorarlo ed esercitarsi, lo copiava. Ho un “falso Severini” in cucina, infatti. E che non era il suo genere. Mio padre era un impressionista, di quella gente che va a dipingere in giro con il cavalletto e quasi non disegna il soggetto.

  3. Non vedo l’ora di leggerli. L’ultimo, e quello che devi ancora scrivere…

  4. scrivine, remo, è molto interessante e quanto mai attuale ora che i valori non si sa bene da che parte stanno…
    chissà quando si capirà che il valore è l’ntegrità dell’anima e non la militanza in una corrente politica.

  5. Scrivi scrivi Remo, che stanotte c’hai pure un’ora in più!
    Baci.


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