Pubblicato da: remo | 24 ottobre 2008

le teste di minchia: vere

Un vecchio collega diceva sempre, Ci son due cose che nella vita non ti tradiranno mai, i libri e i cani. I libri però, aggiungeva, hanno il vantaggio che non li devi portare a fare pipì.
Ho avuto un cane, Barone.
In ogni cane che avrò vedrò sempre lui. Me lo sono regalato quando mi sono laureato. Per causa/merito suo ho rinunciato a ferie, diversi anni. Ho passato diverse estati a Vercelli e sono estati che ricordo volentieri: a passeggiare con Barone sugli argini del fiume Sesia.
Era un cane anarchico e dispettoso. E casinista.
Era simpaticissimo.
Una notte, ero solo, quindi, gli dissi, dai vai a fare un giro e poi torna,
andò, tornò un’ora dopo. Aveva un pollo allo spiedo tra i denti, probabilmente recuperato da un vicino supermercato. Da un cassonetto?, chissà.
Quando mi separai, restò con la mia ex moglie e mia figlia. Non potevo fare altrimenti. E’ morto lo stesso giorno in cui la Newton Compton annunciò l’uscita da La donna che parlava con i morti.
Pensai a lui, prima di dormire.
Avevo una gatta, con lui, Lilli. E’ stata la gatta che mi ha fatto compagnia gli anni, duri, di studio di notte e lavoro di giorno. Mi faceva bestemmiare, a volte (da buon toscano a volte bestemmio). Ché voleva salirmi in braccio mentre studiavo. Per farla scendere accendevo una sigaretta o un sigaro e lei, che non sopportava, scendeva.
L’abbiamo sepolta io e mia figlia alcuni anni fa. Aveva ventun anni quando è morta.
Ora ho un cane che sembra un lupo ma lupo non è, e che era di mio fratello Moreno.
Quando Moreno morì non volli che finisse in canile. Io lo ospito, mio padre lo porta a spasso tre volte al giorno (io non posso, causa lavoro). E’ un cane buono e triste. Io, a volte, penso che lui abbia come il sospetto che son legato al ricordo di Barone.
Si chiama Toby, lui.
E’ attacatissimo a Francesca, mia moglie, e a mio padre. A me guarda strano, Toby. S’interroga.
Lo ripeto per chi non sa: mio fratello, ossia il padrone di Toby, è morto nell’agosto del 2005: facendo… l’acrobata è caduto nel vuoto, dal quarto piano.
Toby non c’era, non poteva sapere.
Un anno dopo la morte di Moreno, del tutto casualmente mio padre ha portato Toby nel cortile dove il corpo di mio fratello cadde. E vide, mio padre, che Toby andava propio lì, in quel punto, eppure il cortile non è piccolo piccolo.
Mesi fa ci son passato anche io, con Toby: e ho visto. Lui va lì, in quel punto esatto, su cui ha piovuto, nevicato, su cui son passate cento persone.
E poi ho un gatto, che ho chiamato Mioumiou e di cui ogni tanto parlo, qui, perché scappa.
Mi piace Mioumiou: perché è un gatto testadimincia, un po’ come testadiminicia era Barone: testone, casinista, ribelle.
Finisco col gatto che non è mio, ma di cui ho parlato: prima pagina del giornale che dirigo.
Lanciato da un’auto in corsa.
Ecco, poi ci sono le teste di minchia vere, pericolose.
Guardate un po’.
E buona giornata.

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Responses

  1. è vero che i libri hanno il vantaggio che non li devi portare a far pipì. il guaio è, però, che molti fanno cacare.
    quanto al micio mi sono espresso nel post precedente. continuo ad attendere notizie lugubri sui lanciatori di felini

  2. forse teste di minchia è poco.
    forse pezzi di merda è ancora poco.
    è uno dei rari casi in cui sarei favorevole alla reincarnazione.
    (enrico, meglio un muro. i platani hanno una loro dignità)

  3. oserei dire, più che teste di minchia che mostri…

  4. sai, Remo, queste son cose d’una cattiveria così gratuita che a me fanno l’effetto d’uno straniamento completo. forse perché è da così tanto tempo che penso agli animali come “gli ultimi degli ultimi”, soggetti così indifesi sui cui l’uomo – intendendo “il genere umano” – può sfogare le peggiori nefandezze. dico che ho un’immagine ortesiana sull’innocenza delle bestie (lei, la grande Ortese, si profuse in diverse bellissime pagine articolando il suo pensiero in modo sublime. ricordo l’episodio che narrava in “In sonno e in veglia” d’un carrettiere che, innervosito per affari suoi, sputò negli occhi al suo cavallo prima di tirarlo per le rendini, spornandolo a muoversi. già lo sputo, era per lei un atto di prevaricazione e inutile umiliazione…)
    l’immagine del gattino è straziante. mi coglie, tra l’altro, in un momento di preoccupazione per uno dei miei gatti che mi perito ad esternare perché già mi son sentita dire, con sarcasmo, “muoiono le persone, che vuoi che siano le bestie?”
    (come ci potesse essere una scala di valori anche per il dolore, dico. ma amare gli animali è atto di devozione: molti ci riescono solo con le parole)

    buona giornata a tutti. (e un pensiero al piccolo gatto maciullato)

  5. Ciao Remo.
    A questo proposito segnalerei un racconto di Thomas Mann davvero molto intenso, intitolato “Tobia Mindernickel”.
    Lo consiglio vivamente a chi non lo abbia ancora letto,
    ciao

  6. Gli animali sono esseri speciali per me, soprattutto i cani. Loro sanno anche quando tu credi non sappiano nulla. Capiscono anche se tu credi non siano in grado quando gli parli. Chi abbandona e fa del male a cani e gatti e in generale a qualsiasi creatura vivente, meriterebbe di subire la medesima sofferenza. Così magari la smetterebbe di compiere certe azioni!

    La cosa che amo di più dei cagnolini è l’incredibile capacità che hanno di comunicare con te! La mia gnappettina mi chiama e riesce a farmi comprendere se ha fame, se vuole giocare, se sa che sono triste e allora vuol farmi le coccole, ecc. ^___^

  7. Cani, libri e gatti: niente rende migliore la vita di più. Per me è inconcepibile l’esistenza senza. Abito in una casa piuttosto piccola e piena, in linea di massima, di roba vecchia, ma ho 10 mq di libreria a parete, più scatoloni e scatoloni in cantina, di libri e libri che in casa non sapevo più come e dove collocare.Sugli animali della mia vita potrei scrivere un romanzo. Ci sono cresciuta, non potrei vivere senza. Ho imparato a camminare aggrappandomi alla coda di un vecchio cane, perché tendenzialmente mi fido più di alcune bestie quadrupedi che di altre bipedi. Quando lo farò ( vivere senza un’ombra di cane o di gatto) sarà davvero la via del tramonto.

  8. ahi! quel quarto piano, remo….
    e che belli i tuoi compagni a quattro zampe, quelli andati e quelli che ancora ti fanno compagnia.
    ioho due cani, un husky bianco e una pittbull nera, si fanno compagnia e il giardino è il loro regno. sono buoni con i bambini, specialmete la nera, che tutt’è men che feroce…
    ciao

  9. Tutte le volte che perdo il lume su certe cose, per esempio queste, le persone che mi sentono mi cominciano a dire che devo farmene una ragione, che la cattiveria esiste, che non è controllabile che l’uomo è così e basta. E BASTA? E BASTA? Mi rimonta la carogna. Allora io credo che anche loro che ragionano così sono quelli che permettono a quei trogloditi pezzi di merda di continuare a comportarsi così. E m’incazzo anche con loro, di brutto. Poi sai cosa mi spaventa davvero? Che di fronte a certe cose so potrei diventare violenta e potrei fare del male. Il mio lato animale mi dico. Ma non il mio lato idiota. O no?

  10. E’ pieno “di te” questo post, Remo. Bello.
    E non commento la parte finale. Nulla da dire. Hai detto tutto tu.

  11. Ciao Remo, il tuo stile di scrittura mi piace è originale e simpatico; ho un gatto Ioda e una cagnola Muna che sono la mia gioia, inoltre nel mio giardino ho una dozzina di randagi, ogni mattina vengono, mangiano, ringraziano e se ne vanno per i fatti loro; tornano verso sera, mangiano nuovamente e poi ognuno ha un posticino riparato nel giardino dove dopo essersi lavati per benino si mettono a fare la nanna.
    Faccio parte di una associazione per la protezione degli animali , e conosco purtroppo, perfettamente il problema del maltrattamento di questi nostri amici pelosi! Un simpatico saluto. Dadda


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