la ragazzina

Guardo nel mio carrello.
Acqua Fiuggi. Due porzioni di formaggio caprino. Una confezione di crauti. Ananas tagliato a fette. Un sacchetto per fare del cous cous piccante. E due tramezzini tonno e pomodoro, da mangiare in redazione a metà pomeriggio, sono il mio pranzo-merenda (davanti al blog).
La cassa è lenta, c’è gente davanti a me.
E’ lenta perché la cassiera non ha più pezzi da cinque euro. Ed è andata a cercarli.
Davanti a me, che sono il terzo, due carrelli, arriìvati insieme, si contendono il primo e secondo posto.Alla mia sinistra, una giovane coppia; alla mia destra, una ragazzina col padre.
Restanno alineati, nessuno si decide a passare avanti.
I due ragazzi han fatto la classica spesa di fine settimana. Il carrello traborda. Vino, carne, ogni bendiddio. Anche una rivista di informatica, anche un libro di Coelhe, che Coelho e Moccia non mancano mai nei supermercati. C’erano anche Eco e alcuni Feltrinelli, quindi non polemizziamo.
I due ragazzi, sui trenta, si vede che non hanno fretta. Sono quella che si direbbe una bella coppia. Parlano divertendosi. Sorridendo.
L’altro carrello è di segno opposto.
Ci sono bottiglie di vino. Mi sembra quattro, non avendo gli occhiali non riesco a vedere che vino sia. E c’è della pasta, mi sembrano fusilli, e delle scatolette di tonno. piccole. Il carrello è sospinto da una ragazzina, avrà dai dodici ai quattordici anni. Il padre è dietro di lei. Sono vestiti da poveri, si vede. Jeans e maglietta la ragazza. Jeans e camicia arancione il padre. Scarpe da ginnastica, lei. Sandali ma con calzini, lui.
La ragazza è mogia mogia, il padre ha come un ghigno stampato in faccia.
Da sbruffone.
E in effetti.
Quando la cassiera arriva con i suoi cinque euro, il primo carrello a farsi avanti è proprio quello della ragazzina mogia modia: ha capito che deve passare per prima perché gliel’ha fatto capire il padre: spintonandola.
(E quando vedo che la spintona sogno d’essere un fantasma birbante, che molla calci in culo a chi li merita).
Caricano il tutto, il padre paga, vanno.
E’ il turno dei ragazzi davanti a me. Sei sacchetti di cose. Carta di credito. Bel sorriso alla cassiera.
Poi vanno incontro alla sera, i due ragazzi.
Tocca a me. Fa 13 e 75. Pago con un ventieuro. La cassiera mi dà la moneta di resto e, sospirando, anche la banconota da cinque. Non è giornata, oggi, per le banconote da cinque. Scappano.
I due ragazzi, intanto, hanno guadagnato l’uscita.
Son convinto che passeranno una bella serata.
Penso alla ragazzina.

Poi.
Sulla mia libreria di Anobii ho messo un libro, che in realtà non ho ancora per le mani.
Senza Luce, di Luigi Bernardi.
Casa edtrice Perdisa (e per Perdisa ha appena pubblicato un nuovo libro Elisabetta Bucciarelli):
Una recensione.
Quando ordino un libro, dieci volte su dieci è un bel libro. Non conosco Bernardi (che è solo un contatto Face), di lui ho solo sentito parlare. Ha tradotto Manchette, è noto in ambito editoriale. Penso sia un buon libro. (Che, forse, dico forse, ha qualche analogia con Bastardo posto, il mio libro Newton che uscirà ad aprile 2009).

Una segnalazione e, se permettete, anche un invito che rivolgo ai blogger (che sanno bene: ho mai chiesto un link, io).
Vi segnalo il blog di Pino Masciari
http://www.pinomasciari.org/
E ai blogger chiedo di linkarlo, grazie.

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12 pensieri su “la ragazzina

  1. Forse quella ragazzina sarà mogia e timida per il resto della sua vita, perché con l’umiliazione è stata cresciuta, che chi non rispetta i limiti del tuo corpo, non ti rispetta in toto e quindi, di fatto ti umilia. E quando il primo uomo della tua vita, tuo padre, ti umilia in modo seriale, sarà dura non credersi sbagliate.
    Forse lo spintone è la cosa meno grave della giornata, che quasi pensa di meritarselo per la sua lentezza ( laddove non prevaricare viene considerato lentezza e inettitudine).
    Forse la sera si addormenta pensando a come cambiare per farsi finalmente apprezzare da quel padre così “esigente”.
    O forse uscita dal supermercato gli ha caricato la spesa in macchina, una macchina che puzza di umido, e sbattendo la portiera appena più del necessario gli ha bofonchiato il solito “allora ciao babbo, e richiamami quando ti serve”. Il “vaffa….” non l’ha mica sentito, lui, che il motore era già acceso.
    E dopo se n’è andata per i fatti suoi, sola. E salva.

  2. con un padre così, sono poche le strade.
    o diventi come lui (più facile per i maschi, ma non è detto);
    o cerchi di essere invisibile (e per tutta la vita sarà il tuo obiettivo, e per tutta la vita penserai di essere una merda e di meritare botte e umiliazioni;
    o scappi.
    a dodici anni se scappi da solo rischi di finire malissimo. l’unica chance è riuscire a ”scappare” con l’aiuto di qualcuno. a liberarsi dentro per liberarsi appena possibile anche fuori.

    la scuola qualche volta ce la fa.
    più spesso, purtroppo, no.
    per mancanza di mezzi e tempo, soprattutto.

    demolire la scuola pubblica significa ridurre ulteriormente le chances di salvezza di ragazzini così.

  3. il ritratto di quella ragazzina mi ha lasciato stanca, stanca dentro
    pensavo di non scrivere , non saprei cosa dire
    tutto quello che parla di bambini ed adolescenti li prende allo stomaco
    ho visto cose orribili sui bambini e cominciavo piu’ o meno così e non riesco ad essere serena e passo la mano

  4. A me ha colpito, anzi turbato, moltissimo la storia di Pino Masciari. Vorrei dire tante cose ma son troppo emozionata. Grazie per la segnalazione, caro Remo. :-)

  5. Al Pisa Book Festival (anzi, in treno per andarci) il tipo di Perdisa mi ha dato un booklet con le prime pagine dei primi quattro capitoli di Senza luce. Non mi convinceva tanto, ma non mi è sembrato affatto male, anzi. Penso possa essere un bel libro.

  6. magari quella ‘coppia’ di padre e figlia sono diversi da come si sono presentati agli occhi di un osservatore di passaggio. Però sono state dette delle cose così dure e così vere del rapporto tra un genitore – soprattutto il padre – e di un figlio – soprattutto donna. Quel che è ancora più vero è che non è detto che questa ‘figlia’ di questo ‘padre’ sia necessariamente votata alle botte o comunque a situazione estreme. Il massimo della tragedia in alcuni casi è condurre una vita che ai più pare normale, votate a una sorta di invisibilità per scelta, a un’erosione sistematica e assolutamente subdola delle proprie qualità, delle proprie doti. Apparire brillanti e altere ed avere praticato un paziente e allucinante svuotamento di se stesse. E’ come se ti fosse stato chiesto di espiare, in cambio di…
    di cosa?

  7. Lo spintonamento è strisciante, di una violenza inaudita. Essere costretti a subire, e a mettere in pratica l’arroganza che non ti appartiene, uccide dentro. Ma c’è sempre chi cerca di toglierti il coraggio di essere come sei e di guardarti con orgogliosa tenerezza: l’abietto e il prevaricatore (al maschile o al femminile), è sempre dietro l’angolo.

  8. La descrizione del carrello della povera e sinistra famiglia è la dimostrazione che l’osservazione della realtà è da praticare costantemente e sia da raccontare fino a svenarsi, ma mai a stancarsi. La realtà va analizzata e testimoniata, non se ne deve mai fuggire.
    La fuga. Molto difficile scappare da una realtà del genere senza fare o farsi altri danni. Quelle quattro bottiglie, opposte alla misera pasta e tonno mi fanno immaginare quel che non vorrei, a casa loro. Poco cibo distratto e un alto tenore alcolico d’un uomo sbagliato. Accanto ad adulti così crescono figli sbagliati. Chi li aggiusterà? E’ vero, a volte la scuola ce la fa. Altre il lavoro. Qualche volta, di rado, ci riesce l’amore di qualcuno. Più spesso c’è il rischio che, tra qualche anno, una donna ( la ragazzina di oggi, cresciuta) spinga una ragazza con un carrello pieno, o vuoto, di *niente*. Un niente cattivo e fatto di inutilità. L’esempio insegna più delle parole.In bene e in male.

  9. dire solo che bernardi ha tradotto manchette è mooolto riduttivo, remo. se ne hai voglia ti consiglio una visita al suo sito personale e ti renderai veramente conto della sua importanza nell’ambito della letteratura italiana; l’elenco degli autori – che hanno poi dimostrato tutto il loro valore – che hanno esordito grazie a lui in questi ultimi vent’anni è mostruoso.
    ciao, remo.

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