scrittori d’oggi: i migliori cinque

Sul vecchio blog proposi una discussione, che si fece anche animata:
Tre autori d’oggi: da segnalare.
Lo feci perché, puntualmente, mi capita di ri-leggere che i contemporanei son da buttare via, meglio i classici.
Io sono combattuto.
Quando vedo affermazioni perentorie di questo tipo penso quattro cose cose quattro:
uno, che per fare un’affermaziione del genere bisognerebbe conoscere almeno cento autori contemporanei italiani;
due, che però in fondo in fondo non è del tutto sbagliata l’oservazione dal momento che io, periodicamente, se voglio concedermi una lettura purificante ricorro a Céline o Fitzgerald Scott o Chandler o Pratolini, Fenoglio, Calvino, Pavese eccetera;
tre, penso anche che il discorso “i contemporanei son tutti da buttare a mare” è un discorso ricorrente; Pietro Pancrazi, noto critico cortonese (mi pare che Laterza stia ristampando alcune cose sue), tra il 1930 e il 1940 diceva: gli scrittori d’oggi stanno mandando a rotoli la buona letteratura;
quattro, che se vado su Anobii mi vien voglia, spesso, di dare ragione a chi rimpiange. La settimana scorsa ho visto che qualche utente ha dato 4 stelle a certi contemporanei che scrivono cose molto commerciali e 2 stelle (che equivale al Così così) a Vittorini.

Insomma, io alla fin fine penso che i contemporanei non sanno giudicare i contemporanei.
e che il discorso sugli scrittori d’oggi ha più valenze psicologiche che oggettive.

Comunque, il gioco dei tre migliori contemporanei, sul vecchio blog (27 gennaio 2007) dava questo risultato.
Mi piacerebbe riproporre quel gioco, chiedendo di indicarne una cinquina di contemporanei.
Con variazioni sul tema.

Faccio poi una pubblica confessione, che non mi fa certo onore, ma tant’è.
Per quanti anni ho mandato manoscritti senza ricevere risposta oppure ricevendo la solita risposta prestampata (la ringraziamo per essersi rivolto a noi, MA quanto ci ha proposto, benché abbia… eccetera, NON rientra nella nostra linea editoriale).
Per forza pensavo, pubblicate solo robaccia.
Meglio i classici, pensavo.
Oggi in quella robaccia ci sarei anche io.

e buona giornata

Racconto a più mani: i contributi son cinque, adesso

Segnalazioni (in ritardo lo, in questi giorni faccio tutto in fretta e male):
– Laura e Lory propongono Letteriadi 2008.
– Giorgio Sannino segnala Belle bandiere.

(stamattina tanto per dire. Caffè, posta elettronica, prima sigaretta, esco, arrivo in strada, torno indietro ché, come sempre, ho dimenticato il cellulare, intando sgrido il cane che ho beccato mentre aggrediva il gatto, poi chiamo il gatto che per dieci minuti fa avanti e indietro, casa cortile cortile casa, quindi,vedo che si è deciso, evviva, cortile, esco di nuovo, cerco la bicicletta, penso me l’abbiano rubata, telefono, chiedo ma dove cavolo è la mia bicicletta, intanto esco di nuovo per strada e vedo la bicicletta, che avevo appoggiato io al muro quando mi ero accorto del telefono mancante, e mentre pedalo penso a un nome che non ricordo, e mi girano le scatole quando non ricordo un nome, così arrivo al giornale, ed è passata più di un’ora dal risveglio, sono in ritardo, caffè, seconda sigaretta, riunione, vedo che nella pausa panino devo rispondere a dieci mail circa, penso, mentro rispondo e mangio il panino, a poster di Claudio Baglioni, e andareee, lontanooo…).

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime
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64 risposte a scrittori d’oggi: i migliori cinque

  1. Pingback: Libru » scrittori d’oggi: i migliori cinque

  2. remo ha detto:

    sì, enrico.

  3. enrico gregori ha detto:

    eco
    carofiglio
    busi
    camilleri
    bassini

  4. gea ha detto:

    e ma non vale cazzo.
    oggi arrivo sempre tardi.
    e adesso sembra che voglio copiare.. uffa.
    :-(

  5. gea ha detto:

    facciamo che inverto camilleri e busi.
    ma i cinque, per me, quelli sono.

  6. remo ha detto:

    eco
    camilleri
    tabucchi
    luisito bianchi
    vassalli

  7. doriana ha detto:

    Nico Orengo
    Remo Bassini
    Dacia Maraini
    Lidia Ravera
    Niccolò Ammaniti

  8. enrico gregori ha detto:

    @ remo:
    se vinci stasera torno a casa e dico “io ce lo conosco a quello lì”
    :-)

  9. tondella ha detto:

    Dopo Calvino, a mio avviso, il nulla.
    Un po’ di Eco.

    Eco
    Benni
    Siti
    Consolo
    Busi

    Benché li legga, non amo Baricco e Camilleri
    Dopo la cinquina ho un secondo gruppo (Mari, Vassalli, Veronesi, Lucarelli, Cotroneo, Fois, Montanari eccetera) che mi porta a venti, trenta.
    Biondillo, Vichi, Bassini, Babsi Jones, Krauspenhaar, Binaghi, Roversi: ho letto un solo libro che mi è piaciuto, ed è poco per dare un giudizio.
    Ed ho letto un solo libro, ma che NON mi è piaciuto, di De Carlo, Mazzantini, Morozzi, Scarpa, Verasani e Mastrocola.
    Non conosco Alajmo. Le recensioni lette mi hanno incuriosito.
    Sul comodino ho Laura Bosio, saranno tre mesi, segnalata su questo blog, senza dubbio una bella scrittura.
    Vorrei leggere Moresco e Genna, almeno un libro.
    Ma non sono attratto dai contemporanei.
    Bassini, io l’ho scoperta sentendola a Fahrenheit. Ho letto e apprezzato Lo scommettitore. Quando avrò letto La donna che parlava con i morti, libro dal titolo terribile, le dirò.

  10. archimede ha detto:

    Camilleri
    Eco
    Luisito bianchi
    Lucarelli
    Piazzese
    (bel libro La mossa del matto affogato, di Alajmo, unico letto suo).
    ciao remo

  11. e.l.e.n.a. ha detto:

    cinque volte busi.
    (a mio parere, altra categoria)

  12. remo ha detto:

    elena, ti vale solo un voto così.
    dando 5 al primo, 4 al secondo, fino ad arrivare a 1 all’ultimo, per ora la classifica è
    24 Eco
    14 Camilleri
    11 Busi
    8 Carofiglio
    (Nessun Saviano per ora).

  13. giulia ha detto:

    Baricco, De Carlo, Lucarelli, Carofiglio, Piperno

  14. e.l.e.n.a. ha detto:

    non avevo dubbi!

  15. dariodangelo ha detto:

    Nanni Balestrini
    Sebastiano Vassalli
    Ermanno Rea
    Umberto Eco
    Roberto Roversi

  16. t. ha detto:

    (non so chi sia @tondella ma gli bacio le mani per aver fatto il nome di Consolo. CONSOLO. Vincenzo Consolo.
    quasi quasi gli presto un Moresco, va’.
    scusate l’intrusione.)

  17. enrico gregori ha detto:

    nessun saviano?????? ma è scandaloooooosooooooo, poffarre
    e non vedo nemmeno la malinconia dei verbi difettivi, no, la nostalgia dei decimali, no, il malumore dei minimi comun denominatori….come cazz’è quello che ha vinto lo Strega?

  18. Arimane ha detto:

    Del Giudice
    Consolo
    Camilleri
    Wu Ming
    Lucarelli

    NOTA
    Questi per me prevalgono nell’ambito degli scrittori più affermati (sugli Eco, Busi, Benni, De Luca, De Carlo, Vassalli, Tabucchi, Baricco, per intenderci).
    Poi ci saranno sicuramente alcuni che non ho mai letto e dunque non posso valutare, e qui gioca la mia ignoranza, della quale chiedo scusa.

    Ma la caratteristica – assai positiva – del panorama italiano contemporaneo, a mio parere, è che c’è un ambiente vasto di autori molto – ma molto – interessanti, di diverse generazioni, fra i quali non è facile fare emergere una gerarchia, che dipende soprattutto dal gusto personale, per l’opera o per il genere.
    Qui, vale la “tenuta”, perché di autori di uno o due libri che li proietterebbero in alto, ma sono rimasti (ancora) isolati, ce ne sono tanti (esempi a caso: Nori, Campo, Riotta, Lo Piccolo, Pascale, Covito, Veronesi, De Cataldo, Alajmo, Rigosi, o anche Massaron o Pugno).
    E menomale che siano tanti, e così buoni: “maledetto il paese che ha bisogno di eroi”!

    Infine: se due o tre blogger – non dirò chi, o forse sì, dipende dalle torture cui mi si sottoponesse ;)) – pubblicassero dei libri ed entrassero nel panorama “ufficiale” degli scrittori, la questione si complicherebbe non poco. Chissà, fino a sparigliare perfino la prima cinquina.

    (N.B.: il padrone di casa di qui lo considero fuori gara, dunque non lo nomino).

    Un saluto,
    Arimane

  19. Arimane ha detto:

    Remo, mi dispiace essere invadente, ma un’altra cosa proprio non me la posso tenere:
    rilevo (anche fra i “miei” cinque) la quasi totale assenza del surreale e del fantastico (e non parlatemi di Evangelisti, please!). E questo, per il paese di Landolfi, Buzzati, Calvino, Levi, dovrebbe essere una preoccupazione non da poco (per questo ho incluso Nori fra gli esempi dell’ “humus” diffuso, e per questo aggiungo fra questi anche Pugno).

  20. lucycy ha detto:

    Pavese
    Calvino
    Maraini
    Ammaniti
    Milena Agus

  21. flaviablog ha detto:

    I classici hanno dalla loro la bravura che permise loro di divenir tali (classici, per l’appunto). Nel citarli ci si sente sicuri, perché il giudizio ha il conforto dei critici e dei lettori, della fama. I classici sono Maestri, indipendentemente dal gusto che ci fa avvicinare ad alcuni ed allontanare da altri.Credo si inviti a votare contemporanei “stretti”, viventi. Vicini. Amici, persino.
    Pavese a parer mio non rientrerebbe più tra i papabili ( è già un classico e ne ricordo qui centenario e celebrazioni a Santo Stefano Belbo, per chi avesse occasioni di passare tra le Langhe). Neppure Calvino, già un mito del passato ( prossimo, ma tale) consolidato.
    Per il voto ci penso. Vado a fare la spesa dell’ultim’ora. Pensavo anche alla Mazzucco e a Maggiani, che non vedo citati.

  22. flaviablog ha detto:

    Ma no, voto:
    Vassalli
    Tabucchi
    Ammaniti
    Mazzucco
    Maggiani

    Sennò poi mi pento d’aver dimenticato qualcuno.
    Eco per me è fuori concorso ( già un grande della saggistica) e Camilleri uno che sbanca il botteghino ( da classifica!).

  23. doriana ha detto:

    e andaree,lontanooo…e poi per te c’é anche la notte che ti aspetta…

  24. Silvia ha detto:

    Ho una capacità di assorbimento e di memoria quanto una lavagna. Inoltre avrei bisogno di una guida per districarmi nella giungla editoriale e devo dire che voi mi date una mano, vi ringrazio. Posso menzionare gli autori italiani letti da poco e che hanno lasciato un segno:
    Remo Bassini, Niccolò Ammanniti, Giulio Mozzi (consigliato da remo che ringrazio e che mi ha aperto un mondo)Giuseppe Genna e Mariolina Venezia.

    E poi Busi, De Carlo, Maggiani, Saviano (così siete contenti) Eco no e nemmeno Baricco. Camilleri vorrei tanto ma il suo siciliano mi strozza, peccato. La Mazzantini per la quale ho discusso anche per ore. Almeno mi sono divertita.
    E poi ovviamente non mi ricordo più:)

  25. flaviablog ha detto:

    Peccato non votarne sei. Amo anche la Dacia. Maraini.
    C’è chi si lamenta che non venga citato alcun autore tra l’onirico e il fantastico, ma neanche c’è un accenno di umorismo, magari amaro ( e intelligente, che a far piangere son capaci tutti). Questo nella terra di Gadda, Flaiano, Chiara, Brancati. Nel cui ricordo m’inginocchio.
    Mancano gli scrittori sapidi. Prevale il mortorio.Mi sembra di dover scegliere a chi portare un cero. Camilleri a parte, che mi piace, ma non ho votato, lo considero fuori concorso. Forse un tantino popolare, se poi è un difetto.

  26. elena ha detto:

    Vitaliano Trevisan
    Giuseppe Pontiggia
    Luigi Meneghello
    Andrea Camilleri
    Niccolò Ammaniti

    Però poi facciamo anche con gli stranieri che lì mi sfogo.

  27. remo ha detto:

    scrittori d’oggi, elena.
    viventi

  28. Arimane ha detto:

    Note sparse
    (è possibile, vero? oppure si disturba il referendum?)

    1. Mettiamo insieme i rimpianti sul surreale e sull’umoristico, più i voti “inappropriati” per i non più contemporanei (e dovremmo aggiungere altre citazioni: questa è anche la terra del Moravia della Romana, di Agostino e degli Indifferenti e dello Sciascia del Giorno della civetta e del Contesto). Viene fuori un elenco nutrito, di “grandi” del passato recente, nel quale sarebbe difficile non solo votare una cinquina, ma anche una “sporca dozzina” ;) Rispetto al quale l’attuale “vivaio” sfigura ‘n’anticchia*.
    Questioni di prospettiva?
    Oppure ci consoliamo con la storia dei nani sulle spalle dei giganti?

    2. Gli stranieri. Eh! Ma lì gioca il filtro feroce e deformante delle scelte editoriali di traduzione: Si dice De Lillo, De Lillo! Fante, Fante! Poi qualcuno traduce McCarthy e qui lo si “scopre” a 75 anni (suoi).

    Buona giornata a tutti

    * ‘n’anticchia = “un po’”, ma lo dice meglio.

  29. flaviablog ha detto:

    Se parliamo dei rimpianti, ho molto amato anche la scrittura storico/politica , di autori quali Fenoglio, Cassola, Rigoni Stern, Levi, Lajolo, Viganò , il Calvino dei “sentiero dei nidi di ragno”, la Morante de “la storia”per citarne alcuni, i cui eredi sono gli attuali scrittori di denuncia ( allora sì, in tal contesto figura bene anche Saviano). La sensazione , è vero,, è di parlare di nani sulle spalle dei giganti, tuttavia è forse un’impressione. Ai contemporanei viventi manca l’aura mitologica che conferiamo agli autori “da antologia” e non la qualità, che per contenuti li rende ( in bene e in male) figli dell’attualità e della contingenza ( e di un certo consumismo letterario, anche).

  30. homoeuropeus ha detto:

    Chiedo scusa ma vorrei sapere che cosa intendi per contemporanei: ancora viventi? nati dopo il 1930? pubblicati dopo il 1950?
    se mi rispondi ti do il mio verdetto…

    immagino, dalle classifiche precedenti, che sia solo italiani e solo prosa (peccato!)

  31. Dea Walker ha detto:

    Ciao!
    Non sono una patita del femminismo, anzi.
    Ma impressiona che tra tutti i menzionati nella classifica del precedente blog non ci sia neppure una scrittrice.
    Non leggo abbastanza contemporanei per tirarne fuori una cinquina; propongo però in nomination Simona Vinci. “In tutti i sensi come l’amore” è un’ottima raccolta di racconti e “Come prima delle madri” un romanzo strutturato e scritto bene.
    Un’altra osservazione sui contemporanei: non è che il mercato li forza (e loro si adeguano) a pubblicare anche scritti che abbassano la media della loro qualità? Penso per esempio a De Carlo: “Due di due” è a un’altezza letteraria certamente diversa da “I veri nomi”.
    Buon weekend.

  32. elena ha detto:

    Io credo che per contemporaneo si intenda chi vive nello stesso tempo di un altro.
    E se l’altro gli sopravvive rimane comunque contemporaneo.
    Meneghello è morto l’anno scorso, Pontiggia nel 2003, non sono già più contemporanei?
    E non dirmi che sono la solita.

  33. remo ha detto:

    ho scritto Scrittori d’oggi, quindi scrittori viventi.
    e in effetti non è il massimo, come indicazione.
    stamattina pensavo ad Atzeni, quanti anni avrebbe oggi se fosse vivo?…
    pensavo anche a Renato Olivieri, il mio giallista (italiano) preferito.

  34. remo ha detto:

    elena, io tuo ragionamento ci starebbe se fissassimo dei paletti cronologi: per me scrittori d’oggi vuol dire scrittore d’oggi.
    altrimenti avrei scritto pratolini, berto, pontiggia, fenoglio, calvino, pasolini eccetera.
    e non solo io.
    (e nessuno, a parte te, ha inserito autori scomparsi).
    ciao.

  35. remo ha detto:

    Laura Bosio, oltre a essere una brava scrittrice, è una delle migliori editor che abbiamo in Italia.
    vi ripropngo un brano di un’intervista che le feci

    La domanda.
    La letteratura, oggi, in Italia: tu sei anche editor, quindi ci potrai
    dire. Siamo messi bene? Io, sinceramente, penso di no. Non vedo nessun
    Fenoglio nessun Pontiggia nessun Tondelli nessun giallista bravo come
    Scerbanenco o bravo-decadente come Renato Olivieri. Lo so, è una domanda
    irriverente anche nei tuoi confronti.

    La risposta di Laura Bosio.
    Io invece penso che non siamo messi così male. La mia potrebbe sembrare una difesa “d’ufficio”, ma non è così. Ed è proprio il mio lavoro, la lettura di molti manoscritti, a farmelo credere. Ci sono scrittori di qualità che esplorano direzioni poco battute dalla nostra letteratura, ad esempio il rapporto con la cronaca, il mutamento, la storia, e altri che innovano dall’interno la tradizione da cui veniamo. Chi poi resterà, diventerà un modello riconosciuto, difficile dirlo. Mi viene in mente una considerazione di Gianfranco Vissani che Pontiggia ha inserito in uno dei capitoletti di Prima persona. “La crisi della cucina francese” aveva detto Vissani in un’intervista a Panorama, “mi ricorda la crisi del romanzo. Una storia ricorrente. Poi arriva qualcuno che se ne infischia dei generi e delle classificazioni letterarie. Sforna un capolavoro. Applausi universali. E si ricomincia daccapo”. Pontiggia, sarcastico contro chi decreta periodicamente la fine del romanzo e dei maestri (e non mi riferisco a te, che scrivi romanzi, perché non hai smesso di credere che sia possibile) chiosa: “Non allarmiamoci, è solo il parere di un cuoco”.

  36. Arimane ha detto:

    Bel discorso, hai citato, Remo.

    Quanto alla presenza-assenza di Saviano (che stimo, al di là di tutto, ma non mi piace), suggerirei di provare ad accostare a Gomorra i libri di Antonio Pascale: c’è meno retorica, più (molta di più) qualità di scrittura, un originale e riuscito intreccio fra dimensione esistenziale, analisi e denuncia sociale.
    E’ letteratura come si diceva “impegnata”, rivisitata.

  37. remo ha detto:

    faccio dei nomi, poi scompaio e lascio il campo
    Moresco
    Voltolini
    Drago
    Caliceti
    Alajmo
    Consolo
    Mozzi
    Luisito Bianchi
    Genna
    Laura Bosio
    Montanari
    Matteo B. Bianchi
    Simona Vinci
    Aldo Nove
    Biondillo
    Krauspenhaar
    Binaghi
    Simi
    Sinti
    Pecoraro
    Galiazzo
    Francesca Bonafini
    Cinzia Pierangelini
    Fois
    Baricco
    Scarpa
    Pascale
    Rosella Postorino
    Aiola
    Laura e Lory
    Sannino
    Tuena
    Mari
    Luisa Bompani
    Lina Dettori
    Giorgio Bona
    Magliani
    Maggiani
    Saviano
    Wu Ming
    Paolo Nori
    Lucarelli
    e poi Busi, Eco, Vassalli, Tabucchi, Benni
    poi aggiungerei dei nomi che non vi dicono nulla, di gente che sta per essere pubblicata.
    Elisabetta Bucciarelli
    Mazzotta
    sono andato e memoria, e in fretta.
    di gente che ha pubblicato, nota, meno nota, poco nota.
    … potrei andare avanti.
    sicuri sicuri sicuri che nessuno di questi nomi potrebbe restare ai posteri, e magari tra tot anni non essere rimpianto?

  38. flaviablog ha detto:

    Crisi della cucina, crisi del romanzo, crisi del cinema….forse il termine “crisi” è abusato. E’ vero che ci sia in libreria e in edicola molto prodotto “di consumo” immediato, facile, mediocre, ma è anche vero che s’è allargata la cerchia dei lettori scolarizzati a sufficienza per aver piacere d’un libro tra le mani, pur non cercando lo spessore. Un contesto più popolare prevede una scrittura semplice, che non sempre è tuttavia banale. Come, a volte, un’esibizione scrittoriale è il vuoto galleggiante, dal punto di vista contenutistico ( non amo il disimpegno, ad esempio. Non amo la scrittura partigiana, ma non mi piace neppure il puro svago, il mero esercizio stilistico, masturbazioni con il vocabolario, resto indifferente). D’altra parte anche tra i “monumenti letterari” del passato della nostra narrativa d’autore avremo nomi eccellenti tra chi non ci è mai piaciuto. Lo apprezzavamo in modo formale, ce lo imponevano durante gli studi, ma lo abbiamo detestato cordialmente per i motivi più disparati. No, non parlerei di crisi. Io lamento la mancanza dell’ironia, del sarcasmo, del gusto pittoresco per la descrizione dell’umano troppo umano, che mi portano ad amare, appunto Flaiano o Chiara. Leggo romanzi e raccolte di racconti pur di ottimo livello e concludo dicendo: il senso della farsa di cui è protagonista l’umanità tutta a questo scrittore sfugge totalmente. Mi dico, in conclusione: o è un genio ( a cui è chiaro il disegno divino o è comprensibile la complessità della tragedia umana) è è un cretino molto colto. Che non è un ossimoro.

  39. remo ha detto:

    e ho dimenticato un grande scrittore vivente:
    gilberto severini

  40. flaviablog ha detto:

    Hai dimenticato Melania Mazzucco. Può non piacere ( certi suoi passaggi mi irritano, ma è perché li sa scrivere, altrimenti non mi colpirebbero) , ma la sua scrittura ha un ampio respiro. E Dacia Maraini di diritto, se in elenco ci sono Eco, Busi, Vassalli…che sono molto noti.
    Mi spiace non poter citare altra scrittura femminile.Conosco molte autrici, oltre a quelle che hai elencato, ma non le metto in lista.
    Ce ne sono. Rossana Campo, Susanna Tamaro, Isabella Santacroce…tanto per fare esempi. Con un loro pubblico molto motivato. Non piacciono a me, ma piacciono. A me piace la Stancanelli, ma la considero una giornalista e non una …romanziera.

  41. flaviablog ha detto:

    E mi piace, nel suo genere ombroso, Paolo Ferrucci.

  42. remo ha detto:

    Ho dimenticato anche io di citare Paolo.
    E Barbara Garlaschelli.
    La Stancanelli devo ancora leggerla.
    (mi dovevo stare zitto mah mi è spiaciuto dimenticare soprattutto persone che stimo).
    anche enrico gregori e mario bianco ho dimenticato.
    e tanti che non ho ancora letto
    come silvia leonardi
    e lucia marchitto
    e che voglio leggere…
    ma andavo di fretta e poi anche le arterie vanno di fretta, certi giorni galoppano

  43. lino ha detto:

    Elena Ferrante, della scuola della Morante
    Domenico Starnone, bravo nella scrittura sceneggiata
    Erri de Luca, falegname delle parole
    Laura Pariani, almeno quella di di conca e d’oro
    Vincenzo Consolo, che è come se avessimo un borges della lingua e della memoria, e non ce ne accorgiamo

    ps. piccola,piccola protesta.la clausola del vivente.Vorrei almeno segnalare, per chi non la conosce , Anna Maria Ortese..uno dei pilastri carsici, insieme a Elsa Morante ed Elio Vittorini, che hanno nutrito a pane burro e zucchero molti scrittori, senza ringraziamenti nè riconoscimenti.
    Ultimo, scomparso da poco: Francesco Biamonti..provate a leggere ..Vento largo, per capire il potere delle parole/pietre
    (Remo, accattati il libro saggio Biamonti : le parole, il silenzio. Edizioni il melangolo.Si accettano ringraziamenti, se segnalazione gradita dopo lettura, in “bute stupe”

  44. morenafanti ha detto:

    io vorrei Pavese e Calvino, ma mi dicono che sono morti, ahimè.

    quindi vado di Camilleri e vorrei citare, che nessuno ha nominato, Eraldo Baldini che ha una scrittura superba e affilata e storie da incubo.
    Cito solo qualcuno dei suoi libri:
    Mal’aria (superlativo)
    Terra di nessuno (incubo interiore che sventra 4 amici)
    Come il lupo (leggenda e chiaroveggenza, una bambina epilettica e mistero)

  45. morenafanti ha detto:

    e metterei pure Melania Mazzucco e Valerio Varesi con Le imperfezioni ( è bravo anche con il ciclo del Commissario Soneri, ma ne Le imperfezioni è il massimo)

  46. gea ha detto:

    michele mari l’ha detto qualcuno?
    magari non nei cinque, ma nei dieci..

  47. giovannimonasteri ha detto:

    Ne scrivo solo uno, ma solo perché non è stato menzionato: Stefano d’Arrigo. Uno scrittore immenso.

  48. giovannimonasteri ha detto:

    Quanto ai viventi, il più grande è Busi (ha ragione lui, che si proclama, appunto, il più grande scrittore italiano vivente).

  49. flaviablog ha detto:

    A me Busi non piace. Lapidatemi. A volte trovo che sia una checca isterica.
    E ribadisco la mia classifica, compresi gli “intoccabili dell’Olimpo” del gradimento dei lettori:
    Vassalli
    Tabucchi
    Eco
    Mazzucco
    Maraini
    Ammaniti
    Maggiani
    Camilleri
    e altri citati da vari interventi, che mi han dato preziosi consigli di lettura, che tuttavia non conosco ancora a sufficienza per provarne una sorta di desiderio da colmare nella lettura compulsiva ” di tutto ciò che ha scritto un autore”. Non un giudizio sospeso, ma un congelato amore…

  50. flaviablog ha detto:

    Signur, come ho fatto a dimenticarmi del mio amatissimo Alessandro Barbero? Imperdonabile.

  51. enrico gregori ha detto:

    @ giovannimonasteri:
    non so se d’arrigo sia molto bravo, ma è per certo molto morto e questo post riguarderebbe scrittori vivi.

  52. flaviablog ha detto:

    Remo, conosci Danilo Arona ( parlando di giallisti)? Magari pure in ossa e ciccia?:-)

  53. remo ha detto:

    Flavia,
    so di lui, perché me ne ha parlato Giorgio Bona, e so di lui perché, un paio di mesi fa, è venuto a trovarmi un uomo, un signore anziano, molto malato ma scampato a tumori e cose varie e che si affida a un pranoterapeuta.
    questo signore si è presentato a me con un libro di Danilo Arona in omaggio e una proposta: andare da quel pranaterapeuta, che non prende soldi e che, ogni sabato, vede centinaia di persone e vede anche, questo pranoterapeuta, gli spiriti dei morti.
    ho declinato l’invito.
    è successo una volta che io mi sia imbattuto nel paranormale, ora basta.
    ma il libro di Arona è rimasto nel mio ufficio, insieme a quelli di Travaglio, che mi manda in omaggio appena escono, e a tanti, tanti libri che la gente chiede che vengano letti
    (su succede in una redazione di un giornale di provincia, non oso immaginare le quintalate di libri che arriveranno a d’orrico).
    tornando a Danilo Arona.
    amici scrittori, almeno un paio, mi hanno scritto mail, parlandomene bene.

  54. flaviablog ha detto:

    L’avrei declinato anch’io. Non amo quelle cose,m’intristiscono.
    Forse il signore in oggetto legge Arona, perché si muove (anche) nell’esoterico, che studia, da sempre, come Gian Maria Panizza, altro giallista horror di cui potrebbe averti parlato Giorgio Bona. Mi limito a considerarlo un autore interessante nell’ambito noir( che non ho citato nella rosa, ovvio, lo considero “in itinere”, tra tutti i nomi che hai elencato anche per la cortesia che ti contraddistingue, nel quale manca forse soltanto l’orso Yoghi, come al matrimonio Briatore). Colgo l’occasione per far sapere a Bona, se già non lo sa, che lo stesso Panizza ha presentato un giallo noir di Erica Boffi, storica libraia, che si è cimentata in qualità di scrittrice…
    Avendo tu scritto un libro dal titolo che sai, che evoca in qualche modo il paranormale ( devo ancor leggerlo, mi limito al riferimento al titolo), aspettati altre visite del genere…

    Io avevo molto apprezzato “Lo scommettitore”, perché mi riconoscevo molto nel contesto iniziale. Un romanzo concreto. Io amo la concretezza. Infatti ne ho scritto (bene) con convinzione:-) Un parere da blog, ovvio. Non sono nessuno.

    Ho visto Ozpetek, ieri sera, a proposito di concreto, realistico, tangibile. E di nuovo brava Melania G. Mazzucco et alors!

  55. cf05103025 ha detto:

    Busi Aldo è lo scrittore italiano vivente che preferisco, “Suicidi dovuti” l’ho trovato magistrale.
    A volte lo odio, anche.
    Per quanto alcuni libri di Camilleri mi stregano assai.
    Ma sono registri un poco diversi.
    Mario

  56. Roberto R. Corsi ha detto:

    Non mi posso profondere in giudizi assoluti , preferirei parteciparvi alcuni nomi che, per quello che ho letto recentemente, secondo me meritano estrema attenzione: Platania (Buon lavoro), Silvio Bianchi (La gamba del Felice), De Santis (Cronache dalla città dei crolli). Se vale anche un autore altoatesino che però scrive in tedesco, occhio a Sepp Mall (La sfida del vuoto).

  57. marco pedone ha detto:

    Veronesi (anche se è juventino)
    Moresco (anche se è tendenzialmente apocalittico)
    De Luca (anche se è tendenzialmente compiaciuto)
    Del Giudice (anche se scrive col contagocce)
    Lodoli (anche se non si è più ripetuto ai livelli di “Diario di un millennio che fugge” e “Grande Raccordo”)
    Questi i titolari.
    In panchina (senza anche se…) Morozzi e Benni.
    Ciao

  58. remo ha detto:

    ciao roberto, ciao marco

  59. remo ha detto:

    i migliori venti, forse sarebbe più facile e meglio.
    ed ha ragione Arimane, ci vorrebbero sempre due classifiche.
    una, per i propri gusti.
    l’altra, che tenda all’oggettività.

  60. homoeuropeus ha detto:

    ecco la mia cinquina (anche se non mi piace il concetto di contemporaneo=vivente)

    Sebastiano Vassalli
    Clara Sereni,
    Rosetta Loy,
    Rossana Rossansa,
    Antonio Tabucchi

    Questa e’, ovviamente, la classifica dei miei gusti… quella che tende all’oggettivita’, sinceramente non mi diverte farla (anche perche’ bisognerebbe allora fissare dei criteri per l’oggettivita’…..)

  61. Pingback: Nausee – 1. Il conformismo dell’anticonformista « Sonnenbarke

  62. lementelettriche ha detto:

    Voto Bassini, però – dato che non m’è sembrato di vederlo citato – un grande classico che non dimenticherei è Flaiano.
    Tutto ciò perché non m’è dato di espatriare.
    Un pensierino lo stavo già rivolgendo a Murakami Haruki: almeno non mi si sarebbe detto che sono troppo di parte con Remo!

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