raccontiaquattro mani: un gioco-dedica

dedicato ai “quattromanisti”.
scritto da Enrico Gregori.
(se qualcuno volesse, è un buon esercizio)

Mi pare normale che tu ti svegli all’alba e trovi la RUGIADA. Cosa avresti voluto vedere, invece, LA NEVE CHE NON C’ERA?
Del resto che tu sia ormai fuori come un citofono è evidente. Ieri, per spiegarmi una tua teoria su cosa è nascosto nei calzoni di un uomo, hai usato il neologismo AMORETORICO SESSOLINGO.
E non ti ha dissuaso LO SGUARDO INDIFFERENTE che io avevo assunto sebbene sembrasse evidente che per me tu stessi dicendo TUTTE CAZZATE. Parole vuote che scivolano via come PUGNI DI SABBIA, luoghi comuni e insignificanti che non si usano nemmeno a VENT’ANNI.
Probabilmente in quella tua testa bacata si era fatta largo l’idea che tu fossi L’UOMO CHE VENDEVA SOGNI, una specie di guida celeste, astro tra gli astri, come una STELLAMADRE.
Mi piacerebbe proprio sapere da dove viene questa tua certezza che le tue opinioni possano, come SCINTILLE, rischiarare il buio dei pensieri altrui.
Le tue sciocche elucubrazioni le hai snocciolante anche a HAYNT che, com’era prevedibile, è rimasto CON GLI OCCHI SPALANCATI.
Quello sragiona, mi disse, i suoi discorsi sono soltanto una sequenza confusa di ASIMMETRIE. Roba da mettersi a letto dopo una dose di EFEDRINA.
Ma tu, inclemente, lo hai torturato di fesserie per l’intera notte, finchè non si è sentito IL CANTO DEL GALLO.
Sei instancabile, non conosci la fatica quando ti ci metti. Continui a chiacchierare senza sosta anche sotto il sole, che io non sopporto perché come sai ODIO L’ESTATE. E quando non trovo refrigerio non mi rimane che uscire FUORI DAL VILLAGGIO e cercare sollievo in altura.
NATURALMENTE avrai modo di scovarmi anche là. Scenderai a MLANO CENTRALE e camminerai in una costante EVOLUZIONE di passi concitati. Non ti fermerà la stanchezza né un lancinante dolore ai piedi. Sarai disposto a procedere a QUATTROMANI pur di arrivare laddove io ho trovato riparo, nella baita de LA ROTONDE.
Non ti curerai nemmeno se, arrivando, mi troverai a trombare MARIA finchè, stremato, io mi conceda IL SONNO DELLA RAGIONE.

PS Sotto (racconto a più mani) siamo arrivati a quattro contributi.
(si vota domani, tutti possono, fino alle 16)

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20 pensieri su “raccontiaquattro mani: un gioco-dedica

  1. Io e Lory questo giochetto lo facevamo con i titoli e le frasi delle canzoni di Renato Zero. Passatempo divertente che però testimonia l’involuzione adolescenziale del Gregori :-)

  2. Vogliamo giocare? Okay.

    Ho studiato gli APPUNTI DI REMO custoditi nel CASSETTO DELLE IDEE LIBERE. Succede a chi, come me, ha IL VIZIO DI LEGGERE. Fin DALLE PRIME BATTUTE ho capito che si trattava di un EVENTO UNICO. Sono stata sollevata SULLE SPALLE DEI GIGANTI, ho indossato ALI D’ARGENTO e in un cielo di ROSSI ORIZZONTI, trasportata da L’ARMONIA DELLE PAROLE, ho planato nel GIARDINO DEI POETI . Non ero capitata nella CASA DEI SOGNATORI ma NELLA TANA DI JEDREDD dove, COL FAVORE DELLE NEBBIE, si celava un DEMONIO PELLEGRINO. Al suo fianco c’era la strega BIANCAMARA che mescolando LINGUAGGI E PAROLE con SOGNI VOLANTI mi ha indotto FALSE PERCEZIONI. Ho visto IL SIGNORE DELLE STELLE attraversare il BLUE RIVER. Ho visto BALENE BIANCHE su DESERTI DI CIOCCOLATO. Ho percorso VIA DELLE BELLE DONNE fino alla terra di SETALEND. Ho varcato la soglia del CABARET BISANZIO e ho sentito IL MORSO DELLA VIPERA. FULMINI E SAETTE, non era il solito NOIRE. Era un sogno DECLINATO AL FEMMINILE e nelle sue trame ho riconosciuto le mani di LAURAETLORY…
    MAH, che me sarò magnata ieri sera a cena?!
    LAURA E LORY

  3. Potrei capire se tu avessi *vent’anni*, saresti *naturalmente* portato al sesso, tanto da lasciare *con gli occhi spalancati* una sbigottita fanciulla, che cercheresti avido, come se avessi *quattro mani*, sbattendola appena *fuori dal villaggio* su un prato coperto di *rugiada* fin dal *canto del gallo* e lei ringrazierebbe la sua *stella madre* di tanto vigore. Il guaio è che ora spari *tutte cazzate*, non funzioni a dovere se non ti fai di *efedrina* e t’han visto bazzicare *Milano Centrale* alla ricerca delle *neve (coca) che non c’era*, per poter rimorchiare una qualsiasi tipa, foss’anche *Maria*,il trans che si esibisce a *La Rotonde*.
    Ogni vita ha una sua *evoluzione* e, a volte, involuzione. Bisogna rassegnarsi o è *il sonno della ragione*, che s’assopisce per lasciare il posto a farneticanti racconti d’improbabili avventure…
    *Eventualmente*, per colmare certe *asimmetrie* dell’esercizio della sessualità maschile e permettere quel po’ d’*amore sessolingo* residuo, come tu definisci il rapporto tra coniugi, pur senza far *scintille*, basta accontentarsi di sporadici incontri, purtroppo *l’uomo che vendeva sogni* d’una potenza sessuale eterna è fantasia…ed è inutile dire ora *odio l’estate* se all’orizzonte compare il torace a tartaruga di *Haynt*, in spiaggia, l’adone dal fisicaccio, che seduce tutte lasciandoti ingoiare bocconi amari e stringere *pugni di sabbia* ad ogni tentativo di conquista di procaci fanciulle, che guardano la tua pancetta con *lo sguardo indifferente*.
    E già ti va bene, pensa se ridessero!

  4. Io lo sapevo. Ho mandato quella cosa per email a remo tanto per giocare e lui ha deciso di pubblicarla. Doveva, il tapino, fare i conti con le sfrenate fantasie degli ospiti di questo blog. E invece è stato sprovveduto. E la cosa, iniziata come uno scherzo, è andata a finire a puttane. Oh, Laura, Lory e Flavia, è solo un modo di dire, per carità. Lo avrei usato anche se avesse scritto un maschio. Bravissime.

  5. Remo scusa, puoi avvisare i prossimi partecipanti al raccontoaquattropiedi che la protagonista del racconto, tale Signorina Tina, con l’ultimo contributo di Silvia Leonardi, è diventata CIECA. (nel senso di NON VEDENTE).
    Mi pare che non tutti l’abbiano capito, senò non si spiegherebbe che la Tina continui a vedere lo sguardo perplesso dell’edicolante (terzo contributo) e che possa descrivere il vecchio Giulio “un po’ malmesso” (quarto contributo).
    Ecchecaspita, almeno leggete il pezzo prima!!
    :))

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