la luna di settembre

per me le stagioni son due.
la prima, che inizia a settembre, ti proietta verso le nebbie e il freddo e il fumo dei comignoli.
la seconda stagione inizia a marzo, quando il cielo cambia colore e certe notti ti dicono che anche quest’anno l’estate verrà.
potessi scegliere, io, è a settembre che mi concederei una pausa, un viaggio.
ché le città, in fondo in fondo, son belle anche d’agosto.
a  settembre è bella la campagna.

provate a leggere…

La luna di settembre su la buia
valle addormentata ai contadini il canto
Una cadenza insiste: quasi lento
respiro di animale, nel silenzio,
salpa la valle se la luna sale
Altro respira qui, dolce animale
anch’egli silenzioso. Ma un tumulto
di vita in me ripete antica vita
Più vivo di così non sarò mai

(sandro penna)

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

8 thoughts on “la luna di settembre

  1. Pingback: Libru » la luna di settembre

  2. Settembre ha un sacco di estimatori: neanche maggio ha avuto tanto fra poesia e canzoni…
    Quanto a me, significa la vera fine dell’anno. I mesi freddi e avari di luce che lo seguono, sono una preparazione alla nuova primavera e alle sue giornate infinite.

  3. settembre in verità è l’unico mese che riesce sempre a stupire, l’unico che si sottrae alla ripetitività (pur ripresentandosi, ogni anno, inesorabilmente)

    grazie Remo

  4. per me le stagioni sono quattro e m’incavolo quando mi derubano di due ( chi ha preso le mezze stagioni le tiri fuori!). A me piace godermi *tutto*. Il calore dell’estate, il languido morire autunnale,un inverno al caldo delle case, una primavera rigogliosa.

  5. Amo più di ogni altra questa stagione che stempera i furori della natura per accendere quelli interiori, nessun altro momento dell’anno induce così dolcemente a rivolgere lo sguardo verso sè stessi, senza alcuna malinconia, su un letto di braci roventi che riscalderanno l’inverno, invece…

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