Pubblicato da: remo | 28 agosto 2008

un racconto a più mani

Allora, facciamo così, proviamo.
Ieri ho trovato un pezzo di manoscritto che pensavo d’aver buttato via.
Copio l’incipit.


Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.

Bene, chi volesse continuare mi scriva a raccontiaquattromani@gmail.com.
Mi mandi poche righe, che continuano la storia.
Anche solo una frase.
Io, poi, le posterò (anonime) e i commentatori decideranno.
Avrà la precedenza chi mi scrive per primo.
Mi sa che non sarà facile gestire, e che non è una buona idea, questa.
O magari sì.

Primo contributo (per ora anonimo: io svelerò solo chi viene prescelto dai commenti).

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Ovvio che avevo sbagliato referente. Anna, ben conscia delle sue parole, aveva denigrato Giulio ai miei occhi. Mi domandai perché. E ci misi poco a scoprire che lei lo voleva per sé. Tutto per se, la stronza.

Secondo contributo.

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Per questo quel sabato ero lì, a chiedermi se avevo fatto bene, a guardare le scarpe troppo eleganti, a sentire i chili di troppo, a specchiarmi nella vetrina del caffè e a non riconoscermi in quella signora vestita di scuro così diversa da quella che mi sentivo.
Ancora dieci minuti, poi vado, avevo pensato.
Va bene i ringraziamenti, va bene anche il traffico, va bene quel che mi aveva detto Anna, ma non avevo tempo da perdere, io.
O se anche l’avevo, non volevo dimostrarlo così, subito, in quell’attesa.

Terzo contributo

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Anna sa sempre di tutti; non la invidio per niente. Come faccia a stare dietro a tutti quei gossip da paese me lo sono sempre chiesta. Poi, a dirla tutta, chissà cosa racconta di me, chissà cosa andrà a dire in giro adesso. Senza sapere, senza domandare. Senza rispetto.
Rispetto mi ripetevo, Giulio merita rispetto…

Quarto contributo.

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
”Ha avuto un trauma, sai?”
Aveva l’aria soddisfatta, mentre lo diceva. Appagata da questa sua diagnosi spicciola.
Un trauma spiega tutto, no? Anche i serial killers ne hanno avuto di certo uno. E bello grosso.
Ma Giulio non è un assassino.
Non quel tipo di assassino, almeno.

Quinto contributo

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Al solito Anna aveva commesso lo sbaglio di non giudicare, come insegnano ad ogni assistente sociale che si rispetti (si dice “sospendere il giudizio”) e con il passare degli anni si stava accorgendo che a furia di “non giudicare” spesso non “coglieva”.

Sesto contributo

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatre anni”.
Quarantatre, ma come quarantatre, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.

Facile buttar lì “quarantatré!”, a mani giunte e voltando gli occhi in su, con quel movimento del capo che indica riprovazione e sconforto.
” E’ stato un caso. Solitamente non sa quel che si fa. T’è andata bene che sarà stato ai primi giri di bianco, di bar in bar, o non avrebbe avuto i riflessi tanto pronti!”
” Sì, ma se non mi avesse afferrata per un braccio, il ragazzetto in motorino m’avrebbe presa in pieno! M’ha tratta in salvo e se n’è andato subito, quasi avesse vergogna di sé…”.
Ha vergogna di sé, Giulio. Di avere un sorriso zoppo, perché gli mancano alcuni denti davanti e guarda negli occhi, fisso, la gente, soltanto per pochi attimi, poi volge lo sguardo a terra e se ne va al più presto, col suo passo un po’ incerto, bravo a fuggire quando vede Anna ed altre come lei, caritatevoli. Ispide.

Settimo contributo


Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Non fosse stato per lui, quella sera, attraversando il parco, ché da scema avevo pensato di far prima per arrivare al parcheggio, non so che fine avrei fatto.

Lui era lì, seduto sulla sua panchina, e aveva visto quei due arrivare da dietro. Allora si era alzato, mi era venuto incontro, e prima che capissi cosa stava succedendo, mi aveva fissato con due occhi chiari, mi aveva teso la mano e mi aveva detto:”Venga, si fidi.” Io non avevo potuto fare altro che lasciarmi prendere a braccetto, come se l’avessi sempre conosciuto, e arrivare con lui al parcheggio.

Ottavo contributo (?… poi ci si ferma, si vota, io dico di chi è il contributo scelto, e si va avanti finché non ci si incarta o non si scrive il primo grande…)

Facciamo così. Si possono inviare “contributi” fino a mezzanotte. Poi si vota.
E poi si andrà avanti.

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Responses

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  2. Adesso non ho la testa, sinceramente. Periodo nerissimo questo. Ma mi piace l’idea. Se nel frattempo non decidi di abbandonarla, ripasso molto volentieri. Tosto l’incipit… :->

  3. Non mi tornano una cosa.
    Se Anna ha detto a Tina, e se l’io è Tina, perché si dice che lei (Tina) è un’oca?

  4. a quell’oca di Anna, correggo.
    (che ho aggiunto prima e non figurava nel vecchio incipit), grazie annalisa.
    e comunque.
    ho riletto quel pezzo di manoscritto, 40mila battute circa.
    poi mi fermai, era troppo triste.
    ma – e questo lo dico per chi ha letto La donna che parlava con i morti – il personaggio di Giulio fu una sorta di precursore di Mario Tasti.

  5. Bella l’idea ma proprio non ho tempo da dedicare ad altro! U___U Le mie ferie lunedì terminano e ho il mio libro che ruba il poco tempo libero che ho! T_____T
    Però leggerò volentieri l’esperimento!!!

  6. ciao Remo.
    bella l’idea dei racconti a quattro mani; ho scaricato il pdf e gl’ho buttato un occhio. poi leggerò meglio.

    anche questa è carina.
    mi ricorda uno dei concorsi che c’erano sulla Settimana emigmistica.
    può darsi che si chiamasse “questo lo completo io”: ovvero qualche linea in un quadrato e un disegno da inventare.
    la cosa strana è che i vincitori mi sembravano sempre gli stessi – tipo: c’era sempre un omino tondo che combinava casini, sempre lo stesso.

    ciao Remo [sei amico di MRT su facebook :D
    io, in realtà credo che ne uscirò presto]
    enrico

  7. grazie a chi ha spedito
    (ciao enrico…di trani)

  8. Subito mi sono sentita a mio agio nel secondo contributo: autocritica sulla difensiva, in poche parole il personaggio c’è già. A mio parere. Poi può riservare chissà quali sorprese.
    Anna è un nome ti piace parecchio vedo:)
    Bella questa idea di scrittura di gruppo.
    Il micio?

  9. è tornato silvia (pesa la metà). quasi quasi scappo anche io 17 giorni, ma come lui. una cura dimgrante sicura e senza costi.

  10. A me già le robe degli incipit non mi tirano niente,
    ché c’è ancora in giro ‘na brutta razza di adoratori degl’incipit ch’è meglio che sto zitto, orca.

    E poi, Remo, te sei bravo, ma resti tra noi:
    st’inizio qui val proprio…
    Lasùma perde.
    Hai fatto bene a lasciarlo da parte.

  11. Sapevo del suo rientro e che era malandatino. Però non è malato è solo vissuto. Ha fatto bene.
    Anche tu vuoi vivere così pericolosamente remo?
    E dopo il tuo micio quanta strada dovrebbe fare per venirti a cercare? E poi ti piacerebbe svegliarti un gionro ed essere la metà di adesso? Guarda che chi si rifà i rudelli rischia di avere crisi di identità, dopo.
    Pensaci:)

  12. Anche il sesto mi piace.
    Le assistenti sociali non ne stanno uscendo benissimo…

  13. il quarto. fuori registro, apre scenari….sì, ecco.
    ps: però, non per dare ragione a Mario, ma quell’incipit è una tagliola. Mica brutto, anzi, però…effetto garrota.

  14. lo so (enrico).
    però qualcuno dei sei ha continuato in modo a simile a me.
    io scrissi quell’incipit.
    poi c’era un altro capitolo, senza Giuliano e Tina.
    poi ricamporivano, i due.
    ripeto: in modo analogo a una delle sei ipotesi.

  15. delle sette, chiedo scusa.

  16. Ciao Remo, qui non si dorme. Poi il mattino mi sembra di avere la colla ai neuroni…e la mia bimbetta invece che scalpita: c’ha da scoprire il mondo, lei.
    roberta

    Gli impreparati alla vita, come Giulio.
    Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha (aveva?) detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
    Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
    Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
    Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
    Ero sicura che sarei riuscita a spiegargli ogni cosa. E lui avrebbe capito, non poteva essere altrimenti. Avrei acceso quello sguardo che sembrava abituato a una smorfia di inespressività.
    – Il cappuccino è per lei?
    – Sì, grazie.
    Certo, non sarebbe stato facile trattenerlo, convincerlo a fermarsi un momento. ERa necessario dire in fretta: poche parole, quelle giiuste.
    – Il resto signora.
    – Ah, sì…grazie.
    Quelle giuste. In fretta. Mi sarei presa il tempo per pensarci bene. Non volevo sbagliare.

    Poi non se n’è saputo più niente.

  17. ahhahhah
    Remo, te l’ho detto che sono a corto di neuroni.
    Alla faccia dell’anonimato, dai, se sei sveglio tirami via di qua.
    notte notte
    o buongiorno, fai tu

    roberta


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