Pubblicato da: remo | 27 agosto 2008

esempi

Presso il salone del…
Quindici punti all’ordine del giorno del consiglio comunale di…
Abbiamo intervistato…
Giovedì si è svolto…

Nella cronaca, spicciola e meno spicciola, chi ha poca esperienza di cose giornalistiche inizia gli articoli in questo modo.
A scrivere sui giornali, però, volendo si impara.
Questi sono alcuni esempi di attacchi, o lead.
E buona giornata.

ATTACCO A: criterio nominale
Si comincia con una frase senza verbo, un’affermazione decisa che dia il senso generale della situazione.In questo caso la notizia dovrà poi essere precisata nella frase successiva.
Esempi:
– Tempi duri per i contrabbandieri.
– Ancora scontro sulle pensioni.
– Dibattito acceso ieri in Giunta.
– Nessuna notizia del medico rapito.

ATTACCO B: criterio dell’enumerazione
Elencare fatti o decisioni, per poi spiegare dove si sono verificati.
Esempi:
– Quattro morti, decine di feriti e le comunicazioni tra Parigi e Lione bloccate per ore. E’ il bilancio della sciagura avvenuta questa notte….
– Stangata dei prezzi, riduzione del debito pubblico e situazione politica sono all’ordine del giorno…
– Aumento delle imposte, tagli nella sanità, decreto per i terremotati.Il Consiglio dei ministri ha deciso oggi di…

ATTACCO C: criterio dell’enunciazione
Si sfrutta subito ad effetto, nella prima frase, l’elemento più importante della notizia.Deve però essere semplice e immediato.Funziona se la frase è corta ma contiene tutti gli elementi significativi.
Esempi:
– Il sindaco si è dimesso.
– Gli italiani che guidano l’auto sono 24 milioni, le donne meno della metà.
– Un aereo della TWA è scomparso ieri al Polo Nord.Si teme…

ATTACCO D: interrogativo
Quando ci presentiamo con un dubbio.
Esempi:
– Suicidio o omicidio?
– Ce la farà questa volta il Presidente del Consiglio?

ATTACCO E: criterio del virgolettato
Quando iniziamo riportando le dichiarazioni di qualcuno.
Esempi:
– «Non ho mai detto che mi dimetterò» precisa, arrabiatissimo, il Ministro.
– «Finalmente giustizia è fatta»: Caterina Rossi è felice dopo essere stata assolta.
-«Un’intesa debole e incerta».Così il il commento del…
– «O vinco o mi ritiro»: questa volta Alberto Tomba fa sul serio.

ATTACCO F: criterio del particolare
Porta il lettore nell’atmosfera del fatto.
Esempi:
– Riverso sulla poltrona, il pugno ancora serrato sul trenino elettrico che voleva regalare al figlio di 5 anni: così un vicino ha trovato il cadavere di…
– L’altra notte, nell’ufficio del Procuratore verdi, la luce è rimasta accesa fino all’alba.

ATTACCO G: criterio del personaggio
Una frase breve, che mette a fuoco la personalità di chi è al centro della notizia.Deve essere una frase significativa.
Esempi:
– Sulla scrivania di Marco Verdi, accanto alla foto della moglie che sorride ai due bambini, c’è un piccolo ritratto di Fidel Castro.
– Da 30 anni, quando sono le 6,30 del mattino, Luigi Rossi ha già fatto diverse telefonate ai suoi collaboratori.

Gli ultimi due attacchi, secondo me, van bene anche per “raccontare storie”.
Mesi fa lessi l’attacco di un pezzo di nera sulla Stampa di Torino. Avrei voluto riproporlo: meglio di tanti incipit.
Poi mi son dimenticato, e ora non ho voglia di cercare.

Annunci

Responses

  1. […] post here Share and Enjoy: These icons link to social bookmarking sites where readers can share and […]

  2. I suoi racconti e i suoi silenzi. Eccolo, il direttore de “La Sesia”.
    Remo Bassini ha il piglio del cronista di razza, caratteristica che non ha abbandonato ora che si trova al timone del giornale di Vercelli.
    Riunioni (quelle che i colti chiamano breafing) che servono a mettere in moto la macchina del periodico. Discorsi operativi per garantire informazione precisa e comprensibile. Velocità ed efficienza, è il suo motto. E a “La Sesia” si marcia alla grande.

    ps: me la sono cavata, collega?
    :-)

  3. quel corso di giornalismo non si fece, ma non sia mai che con remo si recuperi comunque qualche interessante lezione sui trucchi del mestiere. a partire da questa eh.

  4. Questo significa che prima o poi potrò invitarti nella mia classe? :-)
    (in attesa delle prossime lezioni, grazie :-)

  5. – enrico,
    io penso che il bello di questo mestiere è vedere e raccontare.
    cosa che si è persa.
    in provincia si tenta di resistere.
    grazie
    – allerta,
    quando vuoi
    – annalisa,
    sempre accettato di parlare ai ragazzi di scrittura (se però mi propongono le 8 del mattino vado in crisi).

  6. @ remo:
    qualcuno resiste tetragono anche nella capitale. ma se nei pezzi scrive “tetragono” io me lo inculo
    :-)

  7. Le undici e venti? :-)

  8. vada per le 11 e 20

  9. Istruttivo & didascalico & pedagogico, ecco :-))

  10. Mi appunto tutto. si sa mai… :-)
    alle 11 e 20, allora?

  11. anche prima, ma non troppo prima, cara morena

  12. @ a mario:
    anche sinottico, in un certo senso
    :-)

  13. Fuori tema: ho pubblicato il riferimento all’iniziativa e il rimando all’e-book anche sul mio blog pubblico. Ormai è cosa fatta, calma piatta, con tanto di copertina. Ci vorrebbe un segnalibro da scaricare con il libro…:-)
    Poi leggo il post. Molto tecnico, mi ci vuole concentrazione.

  14. Letto.
    La tecnica giornalistica consiste nel rapire il lettore per poter informare. Il titolo e il sottotitolo sono importantissimi, per me. L’inizio in corsivo , che apre il post,sembra più una cronaca scolastica. Manca “mi sono recato a…”, che si scrive soltanto a scuola. Bsmbini e ragazzi “si recano” sempre da qualche parte, crescendo non si reca più nessuno, ci va :-)

  15. grazie della prima puntata del corso, ne farò tesoro se dovessi decidere di cambiare mestiere.
    Sempre grande Remo

  16. che bel post, ciao Remo!
    e.

  17. Quando ho “lavorato” (lo metto tra virgolette perchè in realtà non mi davano una lira…) per un settimanale della mia città mi impartirono pochissimi criteri base necessari a scrivere un articolo di giornale. Non avevano tempo! Quindi dovetti praticamente essere autodidatta. Il primo giorno in cui m’affidarono un articolo mi spedirono direttamente nella fossa del leone. Niente di che. Ma per una ragazzina di appena diciotto anni trovarsi nell’aula delle assemblee comunali, di fianco a giornalisti di tutto rispetto, fu un vero colpo. Caddi nel panico totale. Me la cavai ma avrei preferito qualcosa di diverso. Comunque l’esperienza è stata utile a farmi capire che il giornalismo non era fatto per me?!

  18. i primi esempi in corsivo SONO esempi scolastici

  19. @ remo:
    ma la flaviablog che ci dà lezioni di giornalismo, per sottotitoli cosa intende?
    io credevo fossero quelli che scorrono in basso sulle pellicole cinematografiche per tradurre i dialoghi del film.
    gli altri io li chiamo catenacci. tu?
    :-)

  20. Chiamali in gergo come vuoi, la sostanza non cambia. Esiste titolo e sottotitolo, in carattere secondario, inferiore al carattere del titolo. In italiano. Che poi “voi” giornalisti li possiate chiamare anche ugo, m’importa un tubo. Non è questione di dare lezione, ho espresso un’opinione da lettore ( anche se qualche articolo l’ho scritto).
    E bit-ti a post. E set capissi nenta, fat spieghè dal Bianco.

  21. Per Remo: sono infatti esempi scolastici su come
    *non* si scriva. L’avevo capito. Fin lì ci arrivo senz’autobus. Fai bene a premetterlo, insegnando ai giovani come si scriva su un giornale. E’ l’approccio didatticamente più valido e te ne rendo merito.
    Sottolineavo appunto il fatto che esista una sorta di prosa scolastica, che s’apprende nella scuola dell’obbligo, che persevera nell’uso d’un linguaggio obsoleto, nel tentativo di dare ordine al pensiero per iscritto, che a volte persiste oltre i primi anni di scolarizzazione e alfabetizzazione. Aveva un tempo una sua validità didattica, ora mi sorprende che sopravviva nella pratica scolastica, quando l’espressione scritta di giornali e libri è ben diversa. Nel parlato è differente. Nella forma epistolare non ci si esprime così. E’ una modalità ben radicata, tuttavia. Dura a morire.

  22. “Mesi fa lessi l’attacco di un pezzo di nera sulla Stampa di Torino. Avrei voluto riproporlo: meglio di tanti incipit.
    Poi mi son dimenticato, e ora non ho voglia di cercare.”

    Interessante, magari prima o poi..

  23. ma perchè questo post?
    c’è bisogno di altri giornalisti a questo mondo? :-PPP

  24. isabella,
    nemmeno di scrittori e di poeti ci sarebbe bisogno, vista la sovrapproduzione.
    c’è gente, giovane o meno giovane, che sogna di fare questo mestiere.
    ne vedo tutti i giorni, io.
    a volte collaborano con un giornale senza sapere.
    si è svolto presso si legge ancora.
    anche in certi post che tendono o hanno l’ambizione di fare informazione.

  25. @ flavia:
    tu puoi anche chiamarli pentacosiomedimni, resta il fatto che non si chiamano così. io mi faccio spiegare le cose da mario e tu da remo, va’

  26. e ancora a flavia:
    e semmai il tuo sottotitolo è inferiore di corpo, non di carattere. il corpo si indica con numeri (24, 26 etc). il carattere si indica con le fonti (times, permanent, suez etc).
    Ma ovviamente tu invece che corpo puoi chiamarlo Fidelio, mica si va in galera

  27. Mi si è parato davanti Mentana, li usa tutti e a ritmo serrato.
    Bel post:)
    Ciao remo

  28. Sai cosa mi fa ancora rabbia, Remo? (“ancora” nel senso “dopo 26 anni di uso quotidiano della lingua italiana”)
    Molti di coloro che devono rivedere – per la loro “posizione”, diciamo – quello che scrivo, a me che/perché sono straniera correggono frasi “più italiane” rispetto allo standard in frasi insipide “sotto standard”. Condendo la correzione con un benevolo sorriso. E lasciando magari qualche sballato tempo di congiuntivo che, ahimè, spesso mi sfugge.

    “Riunioni (quelle che i colti chiamano breafing) che servono a…”, per esempio, a me straniera sarebbe stato sicuramente “editato”. A un noto giornalista “parlante nativo” penso di no.

  29. @T.: “riunioni che servono a…” può essere giusto, se non ha valore finale :-))
    Io non te lo avrei *editato*, in una frase del tipo: ci sono riunioni che servono a…

  30. “servire, nel senso di essere utile, necessario per ottenere un dato risultato, per raggiungere un determinato scopo. esempio: quella finestra serve a dare luce alla stanza”

    (De Mauro-Il dizionario della lingua italiana)

  31. sarò straniera ma non analfabeta.
    “Riunioni (quelle CHE i colti chiamano breafing) CHE servono a…”
    “Riunioni (i colti li chiamano breafing) che servono a…”,

  32. ho detto che sei analfabeta?
    la frase tra parentesi è come una cosa a sé stante, quindi la ripetizione del “CHE” non è scorretta. fermo restando che è corretta anche la tua versione

  33. Sarà anche corretta la prima, ma chi se ne frega, la seconda suona tremila volte meglio! Viva gli stranieri che ci insegnano l’italiano, ne abbiamo bisogno! Un articolo deve anche suonare bene, per me. Una lettura in generale ha un suono che preferisco armonioso.

  34. @ monia:
    ne sei così certa?
    nella seconda c’è quel “li” che lascia dubbi sul fatto che sia concordato giustamente. essendo maschile, è errato concordarlo a “riunioni”, se si concorda a breafing la frase non è perfettamente costruita.
    la prima frase non lascia dubbi

  35. @ Gregori: è vero, doveva essere LE. Anche con LE, però, preferisco la seconda, ma il mio “mestiere”(vocazionale) è leggere, mi fido del tuo che è scrivere.

  36. Rileggo: è proprio che io mi incaglio in tutti quei CHE…

  37. Le mie figlie se la ridono alla grande per tutti i miei errori di concordanza del genere; la mia lingua ‘un celà, poverina, così faccio ‘na fatica, anche dopo 26 anni.
    Me ne sono accorta subito dopo (mi accorgo purtroppo sempre dopo…) ma volevo evitare un altro commento.
    E, credimi Monia, non volevo fare alcuna “lezione”, no. Riflettevo soltanto sul credito che si accorda incondizionatamente (?) ai parlanti nativi, mentre si è prevenuti con chi usa l’italiano come seconda lingua.
    Anche in questo caso, vedi, l’occhio è andato subito al mio presunto errore di considerare errore l’uso della ‘a’. Dando per acquisito che il resto – scritto da un giornalista italiano – non potesse contenere alcunché da “editare”.
    (E se anche questa volta mi ha sfuggita qualche refuso, chiedo venia in anticipio, non lo coreggerò e non repplicherò “me ne sono accorto subito dopo…”)
    :)

  38. @t.
    Le migliori lezioni me le ha date chi diceva di non aver nulla da insegnare.

    I colti li chiamno breafing e sono riunioni che servono….
    Come la vedete?

  39. “Sfiorata la tragedia.
    Alle 7 e 45 di questa mattina, presso l’azienda A. di Padova i dipendenti hanno vissuto momenti di terrore.
    L’unica macchinetta produttrice di un caffè decente si è guastata.
    A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione di taluni impiegati che, tutt’ora, versano in coma irreversibile.”

    vabbè… io c ho provato…

    ps. temo che se lavorassi per il sig. luigi rossi penserei seriamente a dare le dimissioni.

  40. ma sì, e quali lezioni? si fa per discutere. e, peraltro, sinceri complimenti a t. che, essendo straniera, conosce l’italiano benissimo.

  41. l’uso di quel “che” fatto da gregori diciamo che mi mette in crisi, o forse no.
    provo a raccontare.
    finisco di scrivere Dicono di Clelia.
    poi, alla fine, fase di riscrittura, li controllo tutti i che, e ce ne sono di sbagliati, da matita rossa, e quindi li tolgo: tutti.
    poi faccio leggere a una brava editor, ma brava per davvero. e un po’ di che me li rimette lei, per rendere più scorrevole la lettura.
    (la scrittura, a volte, deve dilatarsi, mi disse più o meno).
    io dico quindi che dipende.
    dipende dal contesto, dipendo da tanti fattori.
    nei mesi scorsi ho letto pagine di un critico letterario nato a Cortona, ma famoso (collaborò col Corriere, qualche suo libro, ora è in ristampa, credo per La terza).
    si chiamava Pietro Pancrazi, questo critico.
    bene, negli anni Cinquanta si lamentava del fatto che gli scrittori non tenevano conto delle buone regole di italiano.
    è un bello scontro, questo, tra puristi, innovatori e… casinisti.
    per me la bella scrittura è quella che comunica, prescindendo dalle regole.
    penso alla punteggiatura, alle ripetizioni.
    gli scrittori alle prime armi le temono le ripetizioni, se si leggono scritture “evolute” mi pare invece che ci sia abbondanza.
    non è comunque un discorso facile da affrontare.
    io penso che alla fine la peggior scrittura è quella che ti costringe a rileggere due volte.
    regola mia, questa.

  42. Monia, dipende.
    ma la tua versione diciamo che scappa via, è frettolosa.
    anche solo l’uso delle parentesi induce il lettore a soffermarsi.

  43. le ripetizioni non mi spaventano e ne faccio uso. moderato, ma ne faccio. come hemingway
    :-)

  44. scusate l’interesse privato in atti d’ufficio, ma talvolta, essere troppo cavillosi sulla lingua italiana, è controproducente

    http://enricogregori.splinder.com/

  45. e gli anacoluti, scommetto, come manzoni…

  46. io avrei editato ”breafing”.
    ”briefing” è la parola corretta..
    :-))))))
    (non vi arrabbiate, per favore)

  47. @ gea:
    e ci hai ragione, ci hai, ma ti giuro che quello fu proprio refuso da tastiera. un po’ di inglese lo conosco. du iù anderstend?
    :-)

  48. @ remo:
    sì, però gli anacoluti solo al burro. ché alla pizzaiola li digerisco a fatica

  49. è partito a monte, probabilmente come refuso, ed è rotolato a valle a valanga.
    è normale, penso.
    perché non ci si pone il problema, perché la mente e la mano si adattano, perché sì, alla fine.
    perché si focalizza su altre cose e queste sono secondarie e si danno per scontate.
    è uno dei motivi per cui l’editing e la correzione di bozze sono una cosa seria.
    e la mia invece era al limite della battuta.
    per alleggerire.
    :-)

  50. Gregori.Tu puoi sottolinare e rivendicare il diritto a specificare un linguaggio da addetti ai lavori,bene, ma sai, che il muratore chiami per nome la calce m’interessa ben poco.Mi preme che tiri su un muro come si deve. Senza scomodare dizionari raffinati, prendo un semplise Palazzi, neanche tanto nuovo. Sottotitoli: T, giorn. titolo secondario,impresso in carattere inferiore a quello normale. E così sia. Soffia dentro ad una lattina vuota, che la vendiamo come spocchia di gregori e poi che cos’è questo continuo richiamo a remo ad ogni cosa che scrivi, non sei autosufficiente? Cerchi rinforzi per insegnare agli altri a stare al mondo?
    Bit-ti a post significa mettiti a posto. Meno arroganza. Cala un filo. Fai il tuo mestiere, bene e stai al tuo posto, come tutti. Chiamalo carattere, corpo, vai di corpo con carattere. Vedi tu di far il tutto brillantemente.

  51. Flavia. Se io non parlo mai di ricamo al tombolo è perché non ne so nulla. Fai altrettanto. Cala tu un filo. Chiamare, chessò, trinchetto il rastrello del giardiniere e avallare la cosa dicendo “mi piace così”, non è da arroganti, ma da disadattati, presuntuosi e supponenti. Io di corpo ci vado, forse tu no. Tanto che sembri stitica in ogni dove. Soprattutto nella testa.
    Quanto ai miei richiami a Remo, chiedi a lui. E spero che ti risponda come faccio io, ossia che sono cazzi nostri.

  52. Hai l’età dei datteri, ma resti un po’ bisognoso di chioccia e decisamente presbite. Inforca gli occhiali e leggi, che t’ho spiegato per benino tutto e con il vocabolario in mano.Io sarò stitica, tu scagazzi ad ogni post commenti da piccione.

  53. il Palazzi può scrivere quello che vuole ma “carattere inferiore” è concetto sbagliato. in quanto il carattere può essere, ad esempio, tondo oppure corsivo e non mi pare che uno possa essere considerato inferiore all’altro ma, semmai, diverso in riferimento alla fonte.
    ma continua a insistere, non c’è problema. prima o poi qualcuno ti darà ragione, fosse pure un piccione che scacazza. nel caso, riparati la testolina col Palazzi.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: