Pubblicato da: remo | 19 agosto 2008

Marsiglia, ultimo giorno

Raccontiaquattromani: T. scrive: si accettano consigli per la copertina.

Notte tra il 18 e il 19 agosto: per me significa un triste ricordo.
Da ricordare.
Ciao fratello fragile.

Penultimo giorno di ferie, ultimo giorno di permanenza a Marsiglia, oggi. Ieri sera sono andata da Paul, ristorante citato da Izzo.
In una grande libreria di Marsiglia ho visto libri di Baricco, Tabucchi, Eco, Camilleri.
Non ho visto libri di Izzo, che strano.

Buona giornata

Mi pare, anzi ne son certo: questo commento di Biancamara merita maggior risalto.

oggi, Remo, approfitto del tuo spazio per dare visibilità ad una faccenda che mi sta a cuore e che è davvero poco ludica: il licenziamento, da parte di Trenitalia, di Dante De Angelis, macchinista ed Rls, che si è permesso di denunciare la poca sicurezza degli ETR “danneggiando gravemente l’immagine dell’azienda”.
conosco Dante personalmente. E’ un uomo generoso e impegnato nei temi della sicurezza sui luoghi di lavoro. Per questo, per aver detto anziché taciuto, ha perso il suo lavoro.
Ringrazio, a nome di Dante, tutti coloro che vorranno lasciare il proprio sostegno.
per tutti coloro che vorranno dimostrare la loro solidarietà a Dante, una delle tante iniziative di questi giorni la troveranno qui:

Solidarietà per Dante De Angelis

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Responses

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  2. un abbraccio

  3. ho letto tutto con la pelle d’oca nelle braccia e nelle gambe (ecco, nelle gambe non l’avevo mai provata così, leggendo).
    ho letto da mamma, da chi sa cos’è un riconoscimento e da chi trema per le persone che ama e da chi conosce la fragilità.
    un abbraccio

  4. Caro Remo come ti capisco, perché anch’io come te ho perso un fratello e più volte mi sono domandata forse avrei potuto aiutarlo se fossi stata più attenta. Claudio era un po’ come Moreno, buono e triste. In questo momento piango per Claudio e Moreno, ma queste lacrime mi fanno bene.
    Un bacio
    Dory

  5. sono di nuovo io.
    per tutto il tempo dei nostri “giochi letterari”, me ne sono stata in un cantuccio – come al solito – a leggere, sorridere, storcere la bocca qualche volta, ma ben intenzionata a seguire l’indera faccenda per quella che era stata concepita: un gioco.
    oggi, Remo, approfitto del tuo spazio per dare visibilità ad una faccenda che mi sta a cuore e che è davvero poco ludica: il licenziamento, da parte di Trenitalia, di Dante De Angelis, macchinista ed Rls, che si è permesso di denunciare la poca sicurezza degli ETR “danneggiando gravemente l’immagine dell’azienda”.
    conosco Dante personalmente. E’ un uomo generoso e impegnato nei temi della sicurezza sui luoghi di lavoro. Per questo, per aver detto anziché taciuto, ha perso il suo lavoro.

    scusa se ho “invaso” il tuo spazio. ma qui c’è molta visibilità.

    Ringrazio, a nome di Dante, tutti coloro che vorranno lasciare il proprio sostegno.

    per tutti coloro che vorranno dimostrare la loro solidarietà a Dante, una delle tante iniziative di questi giorni la troveranno qui:

    Solidarietà per Dante De Angelis

  6. agosto è un mese strano
    per lo più lo associ al sole/mare/sorrisi, poi c è chi si porta appresso il ricordo triste di una notte da ricordare, o chi, come me, un pomeriggio quello del 25, quando ad andarsene fu mio padre.
    e l’assenza non diventa mai vuoto, ma bruciante presenza.
    nonostante il tempo che passa.
    perdonami l’intruisione, non lo ho la pretesa di capire ciò che provi, ma forse in qualche modo la condivido.

  7. un abbraccio
    lucia

  8. Ciao Remo, anche a me sono venuti i brividi pensando che anche mio fratello da ragazzo entrava a casa dei miei passando per il terrazzo. Forse è stato solo un po’ più fortunato e alla fine, non si sa come, ha trovato una sua strada.
    Ti sono vicina e ti abbraccio.
    Elena

  9. @ remo:
    di moreni bassini è pieno il mondo. di fratelli che sanno amare ce ne sono forse pochi. amare dicendo “mio fratello era una gran testa di cavolo e non ero orgoglioso di lui” è amore immenso. è amare nonostante, amare senza pretendere nulla in cambio. che moreno abbia pace

  10. mio padre morì a ferragosto, mia madre il 24, quattordici anni dopo. ed era agosto anche venticinque anni fa quando il fratello del mio migliore amico, l’amico vero, l’amico del cuore, precipitò in una cava abbandonata.
    era un moreno anche lui, e a trent’anni non ci arrivò neanche lontanamente.
    far capire alle persone quanto siano amate alle volte sembra la cosa più difficile.
    quasi quanto perdonarsi.

  11. mi piacerebbe che un’opera di mariobianco atterrasse, come neve, sulla copertina del libro. A dare nuove speranze a gnufologi da ogni latitudine.

  12. Nella mia famiglia ci sono stati tanti morti, vecchi e giovani, ma per uno ancora non mi do pace (io che sono viva).
    Mio zio, Nuccio, fratello di mia madre. Qualche anno più di me, amico più che parente. Il sabato è passato a casa scherzando – dov’è quella stronza di tua madre…- la mattina dopo una sconosciuta è piombata in casa a dirci che Nuccio, il mio Nuccio, era morto.
    Non è tanto la morte ma sono quegli istanti prima a tormentarmi. Ha capito? Ha avuto disperatamente paura? Si è sentito solo?
    Spero che tu ti sia arreso all’insensatezza della morte (e della vita). Io non ci riesco.
    Un abbraccio

  13. La mia affettuosa vicinanza.
    per Dante ho firmato.

  14. Un’anima in pena, un’anima fatta di filo fino, in un mondo di lana caprina. Un’anima in bilico tra volere andare e restare, tra crescere e tornare da dove tutti si viene: quel nulla sopraffino che i credenti chiamano “possibilità vitale” e chi non crede… “fiducia riproduttiva” :-). Così si sorride quando una vita nasce e si piange quando una muore. In realtà forse bisognerebbe essere più titubanti nel sorridere alla nascita e più mesti e composti quando una… volta l’angolo. Con il suo cane. Immagina che si sia allontanato da una vita che faceva male sulla pelle nuda, perché troppo ruvida.
    Un abbraccio. Se lo permetti, un bacio.
    La mia vita è lastricata di perdite e penso s’intenda, leggendo tra le righe del mio riso amaro.

    Firmerò senz’altro per Dante De Angelis.

  15. Per la copertina, anch’io ci vedrei bene un qualche acquerello visionario immaginifico di Mario Bianco.
    (Bravo Mario e brava Piera per “La neve che non c’era”, il mio preferito, e bravi tutti, non era facile scrivere con venti dita).

  16. molte delle quali andavano lasciate
    in visita nelle quattro narici

  17. dunque, venti dita, quattro narici, quattro orecchi… è il ritratto di uno gnufo!

  18. Adesso ci penso,
    vi ringrazio molto.
    Sto facendo un trasloco ed ho poco tempo.

    MarioB-))

  19. Ci vuole coraggio a parlare del dolore. Come a lasciarlo lì facendo finta che non ci sia.
    Ci vuole coraggio a fare tante cose, a volte ne serve ancora e ancora di più. Moreno lo sapeva bene. Lo sai anche tu che devi vivere senza di lui, ora.
    Moreno manca a tutti noi, perchè tutti abbiamo una parte di cuore che non vorrebbe arrendersi mai, ma deve.
    Un abbraccio
    Silvia

  20. gli occhi sono lucidi e non so trovare parole…che forse neppure servono,
    Un abbraccio Remo
    stefano

  21. niente scuse signore Mario, domani tutti a casa tua per spostare scatoloni.

  22. ben venga la copertina di mario, dunque.
    quattromani io lo vedo come un buon lavoro di gruppo.
    grazie a tutti per le belle parole
    (sonia la tua è una bella intrusione).
    e buona serata
    (Biancamara, hai fatto bene, certo)

  23. Remo, conoscevo da un anno il bellissimo post che hai scitto per ricordare tuo fratello. Non finisce mai di commuovermi e mille volte sono stata tentata di riportarlo sul mio blog ma ho capito che non posso farlo. Avrei l’impressione di violare qualcosa di troppo intimo e doloroso, qualcosa che è giusto rimanga nel rapporto diretto che hai con gli amici che ti leggono qui, sul tuo blog.

    Ti abbraccio
    H.

  24. Grazie Remo.
    Ti abbraccio ancora tanto.

    p.

  25. .

  26. cara habanera,
    quel post l’ho incollato l’anno scorso, due anni dopo.
    pensai che quella mia lettera preghiera -la cosa più difficile che io avessi scritto – dal momento che era era già pubblica, poiché apparve sulla pagina delle lettere del giornale dela mia città nel 2005, potesse apparire anche qui.
    la scorsa notte mi sono addormentato davanti al computer, chidendomi cosa fosse giusto fare.
    poi ho messo il link, d’istinto, appena mi sono svegliato.
    habanera, prendila se vuoi.
    in questi giorni sto pensando di farla diventare carta, quella testimonianza: come appendice a Tamarri, il racconto che scrissi proprio grazie a mio fratello.
    buone cose habanera
    e grazie ancora a tutti

  27. L’ultima bozza, in attesa di copertina:
    http://files.splinder.com/1599d527defa5ec4313fb93f14de301a.pdf

    Il pdf definitivo sarà caricato su questo blog, al rientro di Remo. Intanto se volete dare un’occhiata…

  28. E come se avessi visto/conosciuto Moreno,
    perché me l’hai raccontato tu, di faccia,
    Remo.
    abbracci

  29. (Però il Titolo del post è buffo:
    Marsiglia ultimo gorno….-)))

    Potrebbe essere il titolo di un romanzo intrigante, anche: Marsiglia, ultimo porno.

  30. facciamo lo sciopero dei passeggeri

  31. @ mario:
    che ne dici di “marsiglia, ultimo corno” e lo scriviamo a 4 mani io e te?
    :-)

  32. grazie…
    a presto allora…
    e buon rientro.

  33. Brividi. Anch’io ho un fratello “difficile”, che di anni ne ha 49 e vive coi vecchi, da cui è mantenuto malgrado lavoricchi (i suoi soldi li spende in sigarette, bevute, scommesse e abbonamenti a sky). Anch’io non sono orgogliosa di lui, mentre lui – dicono – lo è di me per i miei scarsi, miseri successi (mai che una parola di sostegno, di affetto, di complimento la dica a me). È un cruccio costante per tutti, soprattutto per i vecchi che sanno bene come andrà a finire: loro verranno meno e io non mi accollerò il fardello di un fratello umanamente fallito. Non so se potrei fare più di quello che ho fatto, di quello che faccio; mi fa tanta rabbia perché è un uomo intelligente, ma incapace di prendere in mano la propria vita con responsabilità e coraggio, e imprimerle una svolta. Se gli parli di cercare un aiuto psicologico diventa una belva. Una volta, dopo un litigio violento con i vecchi nel quale è quasi venuto alle mani con nostro padre, invalido, e lo ha insultato pesantemente, ho chiamato la polizia e ho chiesto se si poteva denunciare un figlio per assedio psicologico contro i genitori. E ho desiderato che morisse… Che stronza.
    Scusate il coming out, necessariamente anonimo. Non sono cose che si raccontano a cuor leggero. Ma mi fa bene farlo qui, ora.
    Per Remo: senza parole.

  34. Non sono storie che si raccontano a cuor leggero, ma sono le uniche che valga la pena di raccontare. Vere. Niente di onirico, visionario, dandy o nostalgico d’un mondo contadino che non esiste. Retorico. Questa è vita vissuta. Ciò che vale la pena di trasfigurare in narrativa. Realtà nuda e cruda dei fatti, su cui giocare d’introspezione e quant’altro. Il resto, letterariamente e umanamente ,per me ( ed i lettori come me) è aria fritta. Per non dire “stronzate”, insomma…

  35. Io invece avevo una sorella forte.
    Anche lei se n’è andata all’improvviso. Anche lei ad agosto. Anche lei sul filo dei 30 anni. Anche lei ha provato l’ebbrezza del volo, scendendo dal Monte Bianco.
    Sono passati 10 anni, e solo adesso riesco a scriverlo nei blog.
    Eravamo gemelle identiche. Dal giorno, io sono rimasta la metà di me stessa. Eppure ho imparato a correre con una sola gamba, amare col cuore spezzato e piangere con un occhio solo.
    Ti abbraccio e ti capisco e ti sto vicino.
    Mi auguro che Moreno e Meritxell si saranno conosciuti nel cielo o nell’inferno.
    Scometto adesso dividono risate, birre e sigarette mentre noi ci mettiamo tutti questi problemi.
    Un bacio. Ti leggerò ogni giorno. Sei bravissimo!

  36. “Dal giorno, io sono rimasta la metà di me stessa. Eppure ho imparato a correre con una sola gamba, amare col cuore spezzato e piangere con un occhio solo.”
    ecco.
    non c’è altro da dire.
    in queste parole è inciso tutto.
    un abbraccio.

  37. Con le lacrime agli occhi, oggi come allora. Lo sai che ogni volta che sento quella canzone di Vecchioni penso a lui?
    g.

  38. povero figlio.
    ciao remo.

  39. Remo, se ci fossero parole da stendere come balsamo sul cuore te le regalerei tutte. Accetta un abbraccio fortissimo a te e alla tua famiglia. La fragilità a volte ci spezza tutti.

    Ringrazio tutti quanti stiano diffondendo la vergognosa notizia del licenziamento di Dante De Angelis, accaduto in pieno periodo Ferragosto (vigliacchi).

  40. leggendo i commenti sembra quasi che le parole di Remo abbiano permesso a chi leggeva qui, a me per prima, di aprire e di condividere con altri il peso dello zainetto che tutti, silenziosamente, si portano sulle spalle. E’ vero, fa bene.


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