troppo?

ho riletto due racconti di calvino, stamani. uno, mentre aspettavo il mio turno per il prelievo del sangue, l’altro in macchina (son quasi a marsiglia, ora).
e ho pensato ai “nostri” racconti.
c’è troppo, spesso.
in “Gli amori difficili”- quante saranno, 20mila battute? – Calvino racconta di una donna che, facendo il bagno in mare, s’accorge di non avere più gli slip. alla fine – delle 20 mila battute – arriva una barca, con padre, figlio e una gonna, provvidenziale. padre e figlio s’erano accorti della nudità della donna andando sott’acqua. il resto (i pensieri della donna, sulla vergogna ma anche sul rapporto con il proprio corpo) è bella scrittura.
un po’ datata, forse, ma sempre da assaporare.
soprattutto nelle descrizioni finali, che sanno di dopoguerra e di Liguria.

buona giornata

PS Si vota dal 16 al 18, forse. Dipende se per il 15 avrò tutto tutto.
L’eBook sarà pronto per il 20, credo.
Ma son condizionato dalla bntà degli invii.

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11 pensieri su “troppo?

  1. però leggendo (della donna gnuda in nare) non so perché ma ho pensato: gregori avrebbe scelto un altro finale

  2. Non ho letto i racconti di Calvino, come ho già detto prima di questa kermesse difficilmente leggevo racconti. Ma concordo con Remo: per quel racconto di Calvino, Gregori avrebbe scelto un finale pirotecnico. E gli sarebbero bastate ben meno di 20 mila battute :-)

  3. Calvino sapeva raccontare in maniera magistrale. E secondo me la lunghezza di una storia dipende da ciò che si vuole raccontare e comunicare. Non credo possano esistere delle regole standard su questo, anzi, tutt’altro. Ogni racconto varia in base al singolo autore e al suo personale sentire.

  4. questo e’ buffo. stavo leggendo esattamente quel racconto ieri sera, prima di crollare dal sonno.mi pare che si intitoli “l’avventura di una bagnante”. ora pero’ mi hai tolto un po’ il gusto di finirlo.
    a presto :)

  5. @ Monia: sono andata a leggere Covacich e devo dire che senza aver mai sentito prima quelle sette regolette, mi ci sono attenuta da quando ho cominciato a scrivere racconti. Anche se su una cosa non concordo con lui. A me (e so per certo di non essere l’unica in questo come in altri consessi) la pagina bianca non mette alcuna angoscia. Quando apro un documento di Word le parole per riempirlo fluiscono da sole. Se poi siano parole che vale la pena leggere… è un altro paio di maniche.

  6. @Laura: Grazie, Laura. A me hanno colpito, soprattutto per averle incontrate per caso: certe volte il caso ne sa più di noi.

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