Raccontiaquattromani/23

Maria

Al pranzo di Natale mia madre invitò tutti i parenti.
Rifiutò solo la vecchia zia di mio nonno: chiusa in una casa di cura, centoquattro anni, ricordata solo se si parlava di eredità. E parlare d’eredità, be’, era la caratteristica dei miei parenti.
Alle riunioni di famiglia, sotto Natale, si deve essere pronti all’ordine, alla fatica, all’esaurimento. Una catena di montaggio, oppure un’esercitazione militare, ognuno con un compito: io dovevo sistemare cappotti e soprabiti di chi arrivava in camera da letto e tenere chiuse a chiave tutte le stanze. Mia madre non voleva che i bambini giocassero soli nelle camere o che qualcuno potesse entrare nelle stanze per frugare tra le nostre cose. Quindi ogni porta aperta poi veniva chiusa con un paio di giri ben decisi, e la chiave finiva sopra il frigorifero in cucina: mi sentivo San Pietro. Uscii in giardino a farmi una canna – non potevo resistere a una serata del genere senza un tocco di marijuana- e chiusi persino la porta di casa, rientrando. Poggiai le chiavi sul frigo, in alto, con le altre.

La cugina Adele durante le lasagne aprì la bocca, la pasta triturata tra i denti, e disse:
-Quando muoio brucio tutto e a voi lascio niente. Tiè.
Poiché era famosa per ubriacarsi con un crodino, nessuno la ascoltò davvero. Ma quel “Tiè” attirò l’attenzione di mia madre, che inarcò un sopracciglio: io seguii il suo sguardo, rimanendo affascinato dal cibo masticato in bocca ad Adele che ripeteva a voce sempre più alta “A voi non lascio niente di niente brucio tutto e poi mi ammazzo. Tiè“.
Il brusio calò piano. Adele aveva tutte le cose dei trisavoli. Incartamenti. Foto. Lettere dal fronte, medaglie al valore. Porcellane, lenzuola ricamate. E niente era mai uscito da casa sua. Aveva foto mie che mia madre neppure ricordava di aver scattato. Nubile, unica figlia della sorella di mio nonno Mario e cugina prima di mia madre e delle mie zie: alla sua morte ci saremmo scannati, mamma vittoriosa su una collina di parenti cadavere, in mano un quadro e nell’altra un centrino.
-Ne parliamo un altro momento e comunque non è giusto che ti tieni tutto tu, uno di ‘sti giorni vengo da te e guardiamo assieme le cose.
Mamma Annamaria dice.
-Quando vai me lo dici che vengo anche io, comunque quello che prendi tu devo vederlo anche io.
Zia Luisamaria puntualizza.
-E io, che sono, la figlia della serva? Comunque il cavallo di ceramica è mio.
Zia Mariarosa risponde.

Mettere in tavola un coltello di venti centimetri per affettare il roast-beef è pericoloso. Non contando una cugina adolescente interessata solo al suo cellulare, due cuginetti impegnati a farsi dispetti e un tizio così fatto di maria da parlare con la bottiglia di vino davanti a sé, c’erano dieci parenti e un coltello lungo e affilato: Adele fu la più veloce. Zia Mariarosa gorgogliò cadendo dalla sedia.

Io mi ricordo solo di aver messo le chiavi di casa da qualche parte, o sul top del frigorifero oppure nel vaso del ficus in ingresso. Adele ha appena fatto fuori anche mia madre, mio padre e ora ce l’ha con zia Luisamaria.
Scappo sul divano con i due cuginetti e la quindicenne sempre attaccata al cellulare. A chi manda gli sms, cosa scrive? Spedisce un ultimo messaggino al suo ragazzo, tvttb io&te 4 mt sottoterra?
Adele ammazza tutti come mosche. Si lanciano per fermarla e lei sembra uno spadaccino: ferisce, colpisce, affonda la lama, è contro un angolo della stanza ma non è una posizione a suo sfavore, anzi, nessuno può prenderla alle spalle.
Lo zio che rubò le cornici d’argento chieste inutilmente? Abbattuto.
La prozia che volle in prestito una pelliccia e non la restituì? Eliminata.
I miei bisnonni fissano la carneficina dalle foto sulla credenza: vivevano con Adele dopo che la figlia, Vittoria, la mia prozia, morì di un brutto male seguita dopo pochi mesi dal marito. Quando anche i bisnonni morirono, rimase tutto ad Adele. I soldi erano scomparsi da tempo.
La cugina Flavia che ha telefonato ai carabinieri e poi ti si è avventata addosso? Uccisa.
Il marito di Zia Mariarosa, che ha chiamato la polizia e poi ha voluto fare l’eroe? Ammazzato.
Adele fissa me seduto sul divano che abbraccio i tre ragazzini. Dalla nebbia dello spinello natalizio mi rendo conto di essere orfano. Provo a salvarci, le parlo con calma.
-Dammi il coltello adesso, dài.
Subito me lo offre dalla parte del manico, educatamente. Sento le sirene, in strada, si avvicinano. Mi rendo conto che io e i tre cugini erediteremo tutto. Adele ha il coltello puntato contro il proprio ventre, porgendomelo dal manico: con una spinta del piede destro, veloce e pesante, glielo affondo in pancia.

Guardo mia cugina.
-Hai mica visto dove ho lasciato le chiavi di casa?
-Sì, in cucina sopra il frigo, ti ho visto metterle lì.
-Vai a prenderle e mettile nella porta. E anche le altre, mettile a posto. Come ti chiami che non mi ricordo mai? E loro due?
-Daniela. Loro sono Giuseppe e Paolo.
Vado in bagno: Daniela, sì, ora mi ricordo, mia madre la chiamava sempre Danielina, ha infilato nelle toppe tutte le chiavi. Vedo la maniglia della porta del bagno abbassarsi piano, non arrivare in fondo, risalire. Poi di nuovo giù, decisa, scatta, la porta si apre, Danielina è nello specchio con me, le mani sulle spalle di Giuseppe e Paolo, stravolti, bianchi e muti. Lei invece è tranquilla, come se avesse visto un film alla tv. Mi sta chiedendo qualcosa, gli ultimi fumi dello spinello spariscono del tutto.
-Domani o appena riusciamo andiamo a trovare anche la vecchia dell’ospizio? Sai, la zia dei nonni?
Rido.

Annunci
Questo articolo è stato pubblicato in Raccontiaquattromani da remo . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

17 thoughts on “Raccontiaquattromani/23

  1. Bello, rido anch’io
    (qualche pesantezza nel raccontare il passato, magari inverosimile, ma non ci si fa caso, è proprio bello)

  2. Buona la prima metà.
    Da un certo punto in poi diventa pesante,
    perché nel voler essere realistica,
    diventa di un grottesco insostenibile.
    Cioè avrebbe bisogno di ‘na bella sgrossatina essendo buono, brillante lo spunto iniziale.

  3. La strage dell’Adele mi è piaciuta, come i nomi delle pronipoti: Annamaria, Mariarosa e Luisamaria. Mi ha ricordato la bella commedia francese di Francis Veber.

  4. Parenti serpenti con qualche pesantezza di troppo. Però divertente. Ho bisogno di rifletterci, ma non credo che mi entri nella sestina dei favoriti. E… no, Gregori, tranquillo, non la ripubblico, così ti risparmio di ripetere per la 23sima volta che non è ancora tempo di votare. Va bene? ;-)

  5. Buono. Magari ha ammazzato troppi parenti ma per chi come me ha il culto del film ‘parenti serpenti’ è come sfondare una porta aperta. Sono d’accordo con chi dice che andrebbe ripulito ma insomma, me gusta. La prima parte poi è superlativa.

  6. Ammaniti docet (questo è “l’ultimo capodanno dell’umanità” in sedicesimo…).
    Però mi piace.

  7. Mi è piaciuto, anche se ho trovato qualche parte fuori tono (tipo la tirata dell’essemmesse della cugina quindicenne).
    Nel complesso sono d’accordo con opi che è d’accordo con greg che è d’accordo con mario. Tuttavia, non escludo di includerlo nella sestina.

  8. invece secondo me si avvettono le 4mani perchè i 2 autori si sono lasciati prendere dal divertimento di far secchi tutti.
    solo alla fine uno dei due, rinsavito, ha detto: no, i bambini, no| Però poi l’altro ha risposto: ok, ma si deve capire bene che non è finita mica qua. :)
    p.s.
    ma come si vota?

  9. Pingback: Damiel

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...