stasera…

Stasera sono a Imperia a dire, presentato e interrogato da Marino Magliani, de La donna che parlava con i morti (del libro, e di quello nuovo che uscirà, ho appena raccontato qualcosa, intervistato dalla Rai, sede di Genova, però).
Se qualcuno di quelle parti dovesse esserci mi scriva una mail, grazie.
Poi faccio 12, forse 13 giorni di ferie: Francia e soprattutto Spagna. Al ritorno vedrò e mi fermerò, due giorni credo, a Marsiglia, la città di Izzo.
Non ci sono abituato alle ferie io. Nemmeno ai week end prolungati. Se son libero la domenica, tutta la domenica, va di lusso.
Raccontiaquattromani comunque procede, procede grazie a Monia, sempre attenta a leggere e segnalarmi.
Io avrò dietro il pc (come sempre), e una connessione lenta (scheda telefonica). Comunque potete contattarmi (mi collego al mattino e la sera tardi).
Siamo arrivati a venti racconti senza troppi scorni. Vi prego di continuare così: ché si possono dire cose contrarie senza menare colpi bassi.
Ora, in anticipo, posto il racconto numero 19.

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9 pensieri su “stasera…

  1. I libri sono arrivati questa mattina:)
    Buone ferie.
    Un saluto particolare ad Imperia.
    A risentirci.

  2. A proposito di scorni. Ho voglia di dire a te e ai partecipanti che qualcosa mi ha infastidito.
    All’inizio del gioco si era detto, non più di x battute e con delle tematiche di base. Mi sbaglio? Io ho trovato che le battute fossero poche ma il mio compagno di scrittura ha detto, è una sfida, ed è più difficile così, raccogliamola. Eppoi, queste erano le regole, e le abbiamo accettate tutti.
    Pochi giorni fa ho visto i racconti con le battute indicate sotto e ce n’erano più di uno e più di due che le superavano abbondantemente (e sto usando un eufemismo). Mi si sono girati i cosiddetti!
    Allora, mi son chiesta, sarò sempre la solita fessa che non capisce che le regole ci sono solo per una formalità? Che non valgono a nulla se non in maniera del tutto approssimativa, come i semafori a Napoli?

    Oppure sarà che Remo aveva solo voglia di dare aria alla bocca quando le ha date? (del resto era il suo gioco e ne aveva ogni diritto)

    Mi sembra che il momento della discussione sia quando le si decidono, queste regole,
    se si vogliono delle regole, altrimenti basta dirlo prima, non c’è alcun problema.
    Insomma, alla fine ho l’impressione della solita cosa all’italiana però questa volta non mi va di sentirmi fessa solo per essermi attenuta a quelle regole e quindi, per coerenza, non voterò i racconti che superano le battute consentite.

  3. Io sono di Napoli, come i semafori infranti, ed anche un paio delle coautrici che partecipano a questo bel gioco insieme con me sono nate all’ombra del Vesuvio (e mi pare di ricordare che anche Sabrina venga da queste parti). Eppure credo che nessuno dei raccontini in cui sono stato coinvolto superi le 5500 battute.
    Però non ne farei un dramma (ridiamoci su, Sabrina cara). Anche perché io ho trovato stimolante (e perfino divertente) rispettare le regole del gioco. Dei limiti si può fare virtù.

    Pensate al povero Dante che, absit iniuria verbis, dovette scrivere tre cantiche, ognuna delle quali composta da 33 canti (più uno di prologo) articolati in terzine di versi di 11 sillabe in rima incatenata. E gli venne fuori un’operetta niente male, anche se a leggerla oggi, ogni tanto ci si deve aiutare con qualche notarella per capire che volesse dirci o rappresentarci.

  4. Non ci rido su (un po’ si, vabbé) perché mi sembra una delle ragioni per le quali siamo il paese che siamo. Non voglio ergere questo gioco ad emblema dell’Italia ma mi sembra uno dei tanti piccolissimi esempi del nostro modo di pensare. Non siamo noi che prendiamo in giro inglesi e tedeschi perché sono quadrati? Beh, non c’è nulla d prendere in giro. Siamo solo irrispettosi, ecco tutto.
    Sono sicuramente questi due mesi in Italia che mi stanno facendo il sangue amaro. E questi ultimi due giorni di vacanza mi hanno fatto ribollire il sangue: la spiaggia più famosa della città traboccante di cicche, etichette adesive, e vi passo il resto (mia figlia da sola ha dissotterrato una piccola discarica coperta).

    Passeggiate con il passeggino fatte a rischio della vita su marciapiedi alti come muretti (se no la gente ci monta sopra con le ruote), attraversando sulle strisce solo dopo essersi sbracciati per segnalare l’intenzione di attraversare.
    Va bene, basta, mi sto davvero innervosendo.
    Insomma, non è che ne faccio uno scandalo ma semplicemente, e senza rancori, sperando che fra i racconti più lunghi non ci siano i miei preferiti, voterò solo quelli che non superano il numero di battute richieste.
    E sono d’accordo con te, la lunghezza, la “cortezza” piuttosto, era una sfida perché una complicazione in più.
    Buona notte (stanca morta)

  5. Io sono d’accordo con Sabrina. Anche io e il mio compagno di scrittura ci siamo attenuti a tutte le regole, persino alle quindici righe per spiegare il procedimento col quale abbiamo lavorato e ha scocciato anche a me vedere quanti racconti superavamo i termini stabiliti. Quindi mi associo alla scelta di Sabrina. I miei voti vanno solo a coloro che hanno rispettato le regole.

  6. Memento :-)

    “Propongo anche il tema.
    Oggi.Vita, amore, morte, ricordi: oggi insomma.

    Post del 5 Luglio di Remo

    Personalmente sarà questo il punto da cui partirò per la “classifica”; e no, non mi autovoterò :-)

  7. Condivido, Sabrina, l’irritazione, e anche la rabbia, per questa Italia irrispettosa, questo paese che si crede intelligente perché ognuno cerca di fregare l’altro e considera la cosa pubblica come una casa privata in cui comanda chi grida più forte o la spara più grossa. Condivido lo schifo per un popolo di ridolini che si muovono a rilento per cercare di evitare gli sgambetti dei vicini, o per rimettersi in sesto dopo un ulteriore inciampo o caduta (d’altronde questo è il paese che si sceglie come capo il più furbo del quartiere e sotto sotto gli invidia pure la capacità di fare quello che gli pare.)
    Ma, mannaggia, non mi saranno bastati un decennio di fidanzamento con un a tedesca né i mesi di permanenza in Germania, Inghilterra, Scozia, Spagna e Portogallo (tutti popoli con più spiccato senso civico), perché io non credo che riuscirò ad allinearmi alla tua indicazione di voto. Magari ne terrò presente e attribuirò una ideale penalità a chi è uscito troppo fuori dagli argini.

    (Naturalmente, non mi autovoterò nemmeno io.)

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