l’eBook parziale

Racconti a quattro mani
c’è l’eBook parziale (1-22)
(grazie t).
se qualcuno, anche una percentuale minoritaria tipo rifondazione o destra nazionale, volesse darmi ascolto, e cioè rileggere tutti i racconti prima di esprimere un giudizio, mi farebbe cosa gradita.

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20 pensieri su “l’eBook parziale

  1. Ma come si vota? Cioè: ognuno di noi invia una propria classifica e poi ci pensa Remo? Oppure inviamo solo i nomi dei nostri primi sei? Oppure altro ancora?

  2. non ho capito come si vota né dove ma siccome oggi torno al mare per un po’ e non so se riuscirò a riscrivere metto qui la classifica da usare come voto se non torno in tempo, li ho riletti eh!
    Ovviamente ho votato anche il mio, sarà vs compito eliminare la votazione d’ognuno di noi per se stesso, giusto?
    1) La neve che non c’era
    2)L’uomo che vendeva sogni
    3) Stellamadre
    4)Efedrina
    5) Tutte cazzate
    6) Lo sguardo indifferente
    7) fuori dal villaggio
    8)Il canto del gallo
    9) scintille
    10) Haynt
    11)amore sessolingo
    12)rugiada
    13)asimmetrie
    14)pugni di sabbia
    15)con gli occhi spalancati
    16)odio l’estate
    17)vent’anni

  3. ehmmm… mi scuso con t. che ne sapevo io? :)
    t. è alquanto vago come nome. non si sa perché è diventato un ‘signor t.’. si sa, queste leggende metropolitane sono sempre infondate :)))
    ha comunque realizzato un ottimo lavoro, qualsiasi nome abbia

  4. Una modesta proposta.
    Mi piacerebbe che ogni votante, oltre a esprimere le sue sei preferenze, aggiungesse anche il nome di tre o quattro scrittori di racconti che considera maestri di scrittura breve. Questo aiuterebbe a capire con quali strumenti critici (magari anche inconsapevoli) si sono giudicati i racconti letti.
    Io, per esempio, non sono convinto che un racconto sia valido quando il lettore medio non si sente costretto a tornare a leggere un passo, una frase o tutta intera la storia. Quella della scrittura fluida e dell’andamento scorrevole dei pensieri mi sembra una formula valida per la redazione di tesi di laurea, articoli di giornale, saggi brevi e commenti di post. Ma la scrittura creativa è altro ed ha altre e molteplici forme. Non ci si può fermare ai dettami di queste incarnazioni ossimoriche dei nostri tempi che sono le scuole di scrittura creativa o ai consigli degli editori per vendere qualche copia in più assecondando la pigrizia del lettore medio di cui sopra.
    Con questi presupposti si finirebbe per considerare impubblicabile e perfino illeggibile l’opera letteraria di tutta una linea di autori classici che va da Kafka a Cortázar e da Cechov a Carver.

  5. d’accordo con Aitan.

    non si potrebbe escludere a priori il voto a se stessi? Così ci sarebbero sempre sei preferenze effettive.

    grazie t.!

  6. Escludo a priori il voto a me medesimo.
    Al massimo voto per mia cognata.

    La proposta di Aitàn mi garba, però non vorrei che rendesse macchinoso lo spoglio delle schede e poi vince al’Alì Berlù.

    Ho anche capito chi è la sig.ra T..
    ehhehhhehhe,
    grazie molte a te, o T.

  7. o T. :)
    Nel pdf c’è un testo dove manca una parola. In una frase molto… come dire? visibile. E’ stata tagliata incidentalmente con un ‘a capo’ di formattazione, poi l’ho lasciato così. Forse perché mi piace di più così, forse perché intuisco chi siano gli autori, dai quali accetto pure una bastonata. :))

  8. @ Aitan: io non amo leggere racconti. Non compro quasi mai le antologie, a parte quelle di Stephen King degli esordi e di Frederic Brown (fantascienza anni ’40), quindi non ho per giudicare altri strumenti che quelli del lettore medio che, se torna indietro, si infastidisce e passa oltre. Certo, questo non mi ha impedito di leggere Don DeLillo (lettura non proprio riposante) o di apprezzare Pavese, Duras o Steinbeck. Ma non erano racconti. Quindi, se Remo e’ d’accordo, io mi limiterei alle sei preferenze senza declinare il mio curriculum letturae :-)
    Laura

  9. p.s. aggiungo che non votare per se stessi e’ regola lapalissiana e che considerare Carver un classico al pari di Kafka (ho letto anche quest’ultimo) mi sembra un po’ stiracchiato :-)
    sempre Laura

  10. Oh. Grazie, signorina T :-) Mi scuso per l’involontario ribaltamento.

    Anch’io sarei a disagio a dire quali sono i miei riferimenti culturali, letterari (che spavento) in base ai quali valuterò i racconti.
    Forse sono pigra; mi innervosisco anche a dover tornare indietro per capire che cosa si racconta.
    Epperò, credo che Aitan intendesse altro (forse). Che a volte un racconto ti costringe a tornare sulle sue parole non tanto perchè è incomprensibile, quanto perchè ti accorgi che potrai cogliere da una frase, da un brano, da tutto lui, racconto, qualcosa che vale.
    E, ancora, credo che (tranne pochi fortunati casi che ho incontrato qui) la lettura a schermo è davvero più faticosa, meno ponderata e tranquilla di quella su carta, così che, quasi per obbligo o posizione, seduti così scomodi su un seggiolino davanti a uno schermo, siamo portati a preferire ciò che ci trascina velocemente alla fine. E se nel trascinamento c’è un inciampo, magari non ci pensiamo su due volte a dire: questo racconto non va, mentre invece, a rileggerlo, ci si accorge che va eccome.
    Con questo, alcuni racconti che ho riletto continuano a lasciarmi perplessa e altri, che mi sono piaciuti di primo acchito, mi piacciono ancora.

  11. quando, entusiasta di Saramago, diedi da leggere Memoriale del Convento a una scrittrice mia amica amante del periodo ‘latino’ disse “Ho letto poche pagine!E’ scritto veramente male!” Preciso: è un’insegnante di lettere. Un’altra mia amica, pure lei insegnante di lettere, mentre eravamo intente a preparare delle letture per la giornata dell memoria, disse “Ma chi ha scritto stà cosa, è scritta malissimo, guarda questo periodo!” era una pagina scritta da Primo Levi. Insomma, voglio dire che, a volte, le persone si fissano sulla pagliuzza e non vedono la trave. Sia chiaro che questo può succedere a tutti, in questi tutti ci sono anch’io, questo per dire che concordo on Aitan sulla lettura di un testo. Ciao Lucia

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