Raccontiaquattromani/17

Fuori dal villaggio

La spiaggia. Solo loro, sedute sulla sabbia tiepida a guardare il sole che se ne va a dormire, il mare che si inquieta, pieno di riflessi tristi e dorati.
– Non dici niente?
L’altra non si volta, non risponde, seguendo con lo sguardo un gabbiano che in lontananza stria il cielo con le sue grida acide.

Il ragazzo aveva due occhi chiari e una voce calda che diceva sempre ti amo, ti amo. Lei rispondeva lo so, lo so.
Un giorno è ritornato da un viaggio.
Ha detto.
– Vieni con me, io so che cosa fare. Prima che sia troppo tardi, prima che ci caccino tutti dal villaggio, prima di disperderci, di perderci. Vieni con me, conosco un posto, una città, dove avremo un lavoro, e anche un tetto sulla testa, e da mangiare, per sempre.
Lei chiese.
– Perché dovrei lasciare il villaggio, la famiglia?
– Perché qui non c’è più speranza, né per me né per te.
Perché aveva due occhi chiari e una voce calda, lei lo ha seguito.
In città non c’era lavoro, né da mangiare tutti i giorni. Giusto un letto in qualche lurido albergo.
Lui disse.
– Ti porterò degli amici. Tu sarai gentile con loro. Ti daranno del denaro.
Lei non voleva. Voleva tornare a casa, al villaggio, anche se lo avevano quasi distrutto.
Ma lui diceva ti amo, ti amo. E lei rispondeva lo so, lo so.
Gli amici erano sempre più numerosi, e anche i soldi. Lei aveva nuovi vestiti, da mangiare. L’albergo era meno sporco.
Gli amici sono diventati meno gentili. Lui ha preso a picchiarla, farla bere, picchiarla ancora.
Lei non voleva più.
Lui le ha detto che non avrebbero avuto più soldi, né da mangiare, e che doveva continuare.
Aggiungeva ogni volta ti amo, ti amo.
Lei rispondeva, sempre più lentamente, sommessamente, lo so, lo so.
Lui le offriva dei regali. E gli amici ritornavano.
Un giorno lui è partito per un viaggio, per affari. Le ha detto di aspettare. E lei ha aspettato dei giorni, delle settimane dentro a quell’albergo di nuovo sporco.
Al suo ritorno gli si è gettata fra le braccia. Lui aveva ancora i suoi occhi chiari e la voce calda,
ma ha dimenticato di dire ti amo, ti amo.

Il sole declina ancora. Il mare ha ora schegge di sangue.
Lei si alza.
L’altra le domanda.
– Dove vai?
– A fare il bagno.
– Tu non sai nuotare.
– Lo so, lo so.

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45 pensieri su “Raccontiaquattromani/17

  1. Sono la prima e sono contenta, perchè questo per me è uno dei più belli.
    Mi piace tutto, com’è scritto, come scorre, come dice e quel che dice. Mi piace. Proprio.

  2. c’è qualche vocabolo che (a me) non suona. ma è solo per fare una critica. :-)
    per il resto, sì. sa essere drammatico senza enfasi e senza effetti speciali. non ci si terrorizza, si pensa un po’. il che non guasta

  3. Non l’ho letto, il racconto. Come non ne ho letti molti altri, di questa carrellata.

    Non mi piace leggere letteratura a monitor (è un mio limite cui però sono molto affezionata).

    Se invece il racconto l’avessi letto e decidessi di dire che cosa me ne pare mi sforzerei anche di argomentare il mio parere. Positivo o negativo.

    Perchè credo non sia bello per qualsivoglia autore o autrice vedersi sparato un “non mi piace” senza uno straccio di argomentazione.

    D’altra parte, ormai si sa. Questo dello sparare sentenze senza argomentare quasi mai alcunchè è uno dei grandi vizi del web.
    Pazienza. E’ cosa con la quale credo ormai tocchi convivere. Però a me pare mica bello, eh.

  4. su Millelibri lessi, saran passati vent’anni, di una scrittrice inglese, giallista, che un giorno scopre che anche il suo giardiniere scrive gialli, solo che nessuno se lo era mai filato.
    la scrittrice inglese decide così di fare uno scherzo turco alla propria casa editrice: invia un proprio manoscritto, ma firmato dal giardiniere, poi inivia il manoscritto del giardiniere spacciandolo per suo.
    la casa editrice naturalmente si complimentò per il manoscritto del giardiniere ma con firma d’autore.
    (ce ne son tanti di scherzi turchi così, nella storia dell’editoria).
    ecco, io non l’ho fatto ma la tentazione di fare anche qui uno scherzo turco, confesso, l’ho avuta.
    (Non l’avrei mai fatto e mai lo farò: questione di carattere).
    E a proposito di quel che ha scritto Gabriella sulla lettura a video. Condivido. Per questo spero che t. mi dia una mano a fare un ebook da stampare, poi.
    Che poi, magari, uno ci ripensa. Perché ho la sensazione – pura sensazione – che quando si legge sul monitor si tenda a essere frettolosi.

  5. La lettura in video è difficoltosissima e condiziona non poco il modo che alcuni blogger hanno di scrivere, credo.
    Ma una grossa mano me la dà ( scusate l’ignoranza caprina, mi mancano i termini giusti)quel comando di word, “lettura”(xp): ti spalanca il foglio come un libro e trasforma il carattere in uno decisamente più leggibile.Fantastico. Soprattutto se hai, come me, la stampante fuori uso.
    Saluti a tutti.

  6. è un bel racconto.
    stringato, non si sbroda.
    mi ha fatto venire in mente un libro che avevo da bambina, di fiabe africane. misteri della memoria.
    :-)

  7. per quanto riguarda la lettura a video a me piace moltissimo perchè ha un andamento verticale e la riga successiva è sempre una sorpresa mentre, ahimè, della pagina tendo sempre asbirciare l’insieme, a leggereventirighedopo, ad “avvantaggiarmi” per paura di rimanere confusa (o delusa).

    Il racconto è bello.
    Non nuovo come soggetto, ma vivo nel suo racconto di morte.
    E’vero l’iterazione è il suo fulcro.

    Una domanda: ma il gioco richiede che tutti si trasformino in critici letterari, producendo giudizi sulla scrittura piuttosto che raccontare le emozioni del lettore?

  8. gabriella, se ho voglia di sparare “non mi piace” non morivato in un pomeriggio d’estate fresco d’aria condizionata, lo faccio senza rimorsi e me frego bellamente delle lezioncine non richieste.
    Se vuoi argomentazioni motivate su scrittura o scrittori, puoi leggere gli altri miei commenti su questo blog oppure veri o propri post sul mio blog.
    Permettimi di dirmi che ti ho trovato fastidiosa come una mosca nella mia minestra.

  9. “Mah” per certi commenti poco educati in risposta ad osservazioni generiche.
    Il racconto: complimenti agli autori. Certe storie meritano solo di essere lette ed assaporate nel loro bagaglio di emozioni.

  10. Ha il ritmo che piace a me.
    Per raccontare, racconta e fino alla fine e senza pietismi. Forse a volte troppo in fretta, ma preferisco così piuttosto che soste vuote.

    @Remo, hai ragione che il monitor non aiuta la lettura, per questo post più lunghi di una pagina diventano difficili da leggere e le persone che al pc hanno sempre fretta, leggono due righe e poco più. Però diamo a Cesare quel che è di Cesare: sarebbe possibile tutto questo altrimenti?
    E allora leggiamo al pc, magari con più attenzione. O rileggiamo più volte, tanto non scappa niente.

  11. Remo, ma il pdf non lo doveva fare una certa Pia (Anima di cognome, credo)??
    vabbe’, lo farò io, va’ :))

    (anzi, posso farne uno provvisorio, senza gli autori, così chi vuole rileggere su carta, prima di votare… ti manderò il link)

  12. Lo trovo alquanto naïf. (Ma lo so bene che anche Henri Rousseau, Antonio Ligabue e Arnold Kramer hanno il loro seguito. E mi sembra più che giusto.)

    Per il resto, credo anch’io che la lettura a video sia spesso piuttosto frettolosa.

  13. Mica devo votare io, eppure questi racconti li sto leggendo tutti, attentamente. Così, semplicemente perchè mi va di farlo.
    Ho letto alcune cose che mi sono piaciute molto e puntualmente è arrivato anche un giudizio positivo dalla severissima Eva Carriego.
    Anche questa volta credo di intuire cosa non le piace in questo racconto ma non posso certo motivare io a nome suo. ;-)

    Ciao Remo
    H.

  14. Acci, sono maledettamente in ritardo sulla lettura. Intanto mi esprimo su questo: lo trovo un po’ troppo raccontato, ma non è male direi.Credo rifletta amaramente molta triste realtà e siccome non son di quelli che ‘dettano’: realtà sì o no, ma mi limito al piacere della lettura (così come della musica, a prescindere dall’epoca e dallo stile)do un voto medio: ben scritto, chiaro, uno stile sempre coerente (e questo, secondo me, per chi scrive per la prima volta con uno sconosciuto era davvero uno scoglio.

  15. Allora, a me e’ piaciuto moltissimo, credo che salira’ ai primi posti della mia personale classifica. Riguardo all’invito a leggere e rileggere, tranquillo Remo, non sono una che tira via i giudizi. Per quel che mi riguarda, leggere sul monitor non mi crea nessunissima difficolta’. Preferisco i libri, direi che e’ ovvio, ma la lettura su monitor non e’ questo mostro additato da parecchi blogger, non solo qui.
    Veniamo al racconto: e’ ben scritto, e’ incalzante, e’ commovente, racconta ed e’ esattamente quello che un racconto, a mio parere, deve fare. Quindi si, mi piace un sacco

    1) L’uomo che vendeva sogni
    2) Stellamadre
    3) Scintille
    4) Fuori dal villaggio
    5) Efedrina
    6) Amoretorico sessolingo
    7) Haynt
    8) Vent’anni
    9) Lo sguardo indifferente
    10) La neve che non c’era
    11) Odio l’estate
    12) Tutte cazzate
    13) Rugiada
    14) Pugni di sabbia
    15) Il canto del gallo
    16) Asimmetrie
    17) A occhi spalancati

    Bella l’idea dell’e-book. Spero se ne faccia uno a gioco finito cosi’ lo possiamo conservare.
    Laura

  16. Chiedo scusa ma io ho detto solo che

    a) mi riesce faticosa la lettura a monitor di testi lunghi . Lo dico in generale e non riferito specificatamente ai testi di questi racconti. Descrivo solo una situazione/condizione soggettiva. Si tratta di un problema dei miei occhi e nessuno può farci nulla. Non demonizzo, non faccio teorizzazioni o questioni ideologiche nè intendo formulare leggi universali. .

    b) mi sono poi permessa di dire che se fossi un autore (e non lo sono) mi piacerebbe che i giudizi soprattutto quelli negativi fossero un minimo motivati e argomentati. Che andassero oltre il secco “mi piace/non mi piace”.

    Non mi pare ci fosse niente in queste due cose di così offensivo da meritare in cambio frasi del tipo “tanto fastidiosa quanto una mosca nella minestra” che insomma non è che mi sembri tra le massime espressioni delle possibili modalità argomentative.

    Comunque va bene, prendo atto e non insisto.

  17. E quindi:
    Che ci faccio qui?

    Per chi non avesse colto, è un’altra citazione, al pari di “Fastidiosa come una mosca nella mia minestra”, che i più scicchettosi scambiano per commenti “poco educati”.

    Remo, colgo invece il tuo messaggio tra le righe e non disturbo più: da ora in poi sarò molto diplomatica e non più “poco educata” (le pazze risate).

    Un’ultima cosa e poi la smetto, sul serio: ho come la sensazione che l’area commenti inizia a odorar di sacrestia (questa non è una citazione).

    Ciao a tutti, belli e brutti.

  18. Eva,
    io, qui, lascio fare l’ho sempre detto.
    però consentimi: se io reputo non offensivo quel che tu ritieni offensivo che succede?, che divento di sacrestia?
    boh

  19. Stavo rileggendo i racconti, con commenti annessi e ho colto tante nuove cose interessanti. Soprattutto nei giudizi espressi. Secondo me gli autori di questo bel racconto non dovrebbero prendersela se leggono che la signora Eva ha scritto un sempplice “non mi piace”…lei si esprime in tantissimi modi diversi. Ci sono dissertazioni così precise da fare la pernacchia a un Croce, a un Contini o a un Serra. Belle lunghe pure. Ci sono pareri un pochetto più lunghi. Stringatissimi (ho letto un metaforico “umhf”)e quelli che sono una via di mezzo…quindi io le farei l’inchino! ^___^ E mi perdoni tanto se le ho dato involontariamente della maleducata non notando la sua citazione o per meglio dire non riscontrandola (ne parlerò con i miei professori!). Che poi mi chiedo: a me tutto il commento era parso poco simpatico…quindi…
    Ridiamo tutti, ha ragione. Un sorriso al giorno toglie parecchi acidi dallo stomaco. Giusto? Ovviamente non mi sto riferendo a lei dandole dell’acida. Non vorrei scatenare un inutile e improduttivo putiferio!! U___U

  20. Signora Elys, prendo il suo commento per ciò che è – e m’inchino, tra l’altro, per la sua pazienza nel rileggere(in un’unica tirata) racconti e commenti -: ovvero un commento diplomatico e, se mi si concede il francesismo, simpaticamente perculeggiante. Io sono pronta a ribaltarmi dalle risa, sono caratteriale, è vero, però d’indole allegra. Inoltre, scusate se personalizzo, ma credo che quest’informazione serva ad autori e lettori a capir meglio i miei pareri sui racconti: sono la più severa critica nei miei stessi confronti. Sono uno “scrittore della domenica” e non ho mai rifiutato un giudizio negativo su ciò che scrivo: molto spesso ho tagliato o corretto intere frasi (vabbè, capitoli), e questo per chi scrive è come privarsi di gocce di sangue, è notorio.
    A ogni modo, signora Elys, se cerca di estorcermi informazioni sulla prima citazione (ché la seconda è facilina) se lo scordi. E non l’aiuteranno neanche i suoi docenti, a meno che… non siano collezionisti ( suggerimento).

    Remo: tu hai sempre lasciato fare e continua così, uomo di molte qualità. Che c’entri tu con la sacrestia? Mi riferivo a una certa intolleranza che mi pareva serpeggiasse – a torto, evidentemente – nella tua area commenti.
    Boh, vado a leggere l’ultimo.

  21. O___O Veramente signora Eva io non volevo ASSOLUTAMENTE estorcerle a chi appartiene la sua stupenda citazione…e per un motivo molto semplice: non m’interessa. Il riferimento ai docenti era relativo al fatto che non essendomi accorta della citazione, mi sarei rivolta a loro per una “punizione” tipo scrivere mille volte “non lo farò più”. Spero di essermi spiegata meglio!

  22. Ah dimenticavo sul tempo di rileggere tutto con calma, che c’è di tanto strano? La lettura è un piacere mica un dovere?!

  23. Posso simpaticamente introdurmi in questo scambio di opinioni?
    Chiedo venia poiché non ho partecipato e sono quel che si suol definire “l’intruso capitato quasi per caso”! A mio favore porto il fatto d’aver seguito più o meno assiduamente questa traversia scrittoria! Ho letto gran parte dei racconti pur non invadendo lo spazio dei commenti e mi sono sempre ritenuto dal commentare in virtù del fatto d’esser di passaggio. Mi avvalgo, però, della facoltà di esprimere nei limiti della libertà concessami il mio pensiero. Credo che qui si stia facendo un po’ di confusione e quello che era iniziato come un gioco e un modo per divertirsi e scambiare opinioni si sta pian piano trasformando in una sorta di silente e serpeggiante guerra!
    Vorrei ricordare che: 1- non tutti i partecipanti sono scrittori; 2 – sono racconti a 4 mani; 3 – sono racconti brevi e realizzati da persone sconosciute le une alle altre.
    Tenuto a mente questi presupposti, per quanto mi riguarda credo sia più lodevole l’essersi messo in gioco, accettando critiche e giudizi, da parte di scrittori e non-scrittori piuttosto che il dare giudizi tanto bruschi e rigidi magari al fresco dell’aria condizionata …
    Se è lecito esprimere un’opinione asciutta quale un “no” o un “non mi piace”, è altrettanto lecito il considerare tale modo di esprimersi poco rispettoso nei confronti di persone che nel bene e nel male hanno dato parte di loro in questi scritti.
    E secondo certi parametri … miei per carità! … quando ci sono delle mosche nella propria minestra può esser che o la mosca ha trovato “invitante” tale minestra oppure è caduta inavvertitamente mentre la si preparava! Per dire, a scanso di equivoci, che trovo alquanto strano tanto fastidio nei confronti di un’opinione innocua e senza malizia espressa da Gabriella … a meno che tali parole abbiano “toccato” qualche bizzarra e furbetta corda del nostro io!
    Consideriamo inoltre che ci sono tantissimi modi di percepire/recepire quello che vien definito humor … il problema è in chi lo mette in essere o in chi lo “riceve”? Farsi tante risate non serve (se non a livello personale) se a godere di tanta “simpatia” è il solo “mittente”!

    Chiedo ancora scusa del mio intervento, ma non ho più resistito di fronte a certe risposte! Penso anche nelle critiche negative si debba avere rispetto. Un racconto può non piacere, un giudizio lo si può non condividere, ma il tutto dovrebbe essere fatto con la massima civiltà, con il massimo rispetto e soprattutto con umiltà … che spesso vedo mancare, purtroppo….
    Buona serata!

  24. non amo le stroncature cattive.
    non ho una particolare propensione per i giudizi tranchants.
    ma tollero ancor meno la mancanza di sense of humour e adoro l’autoironia, per cui sto preparando uno striscione con scritto ”eva carriego forever”. posso non condividerne le opinioni, ma non riesce a non essermi simpatica.

    (ho poi un’idiosincrasia per puntini di sospensione e punti esclamativi. problema mio, mi rendo conto)

  25. Quoto in tutto Ananchel! Ha espresso quanto avrei ribadito io. E non credo di dover rivedere il mio senso dell’umorismo, anzi, sono anche una persona molto ironica! Se io non percepisco quanto detto dalla signora Eva come umorismo, direi che c’è un problema nel suo modo di esprimersi, no? Quando si scherza si usano gli emoticons proprio per sottolineare un determinato tono ed evitare fraintendimenti. E mi pare che la signora Gabriella non sia scoppiata a ridere a leggere l’intervento della signora Eva. L’ironia, mi spiace dirvelo, è tutt’altra cosa. Come l’umiltà.

  26. Gea nessuno dice chi si deve trovar simpatico e chi no! Puoi fare anche mille cartelloni e gridare al megafono “Eva forever”!
    Personalmente non formulo giudizi di simpatia o antipatia verso nessuno per una semplice ragione: non vi conosco! Non mi reputo così borioso da etichettare un individuo senza essermi neanche minimamente “accostato” ad esso! Ho espresso un’opinione soltanto in virtù della lettura di alcuni commenti!
    Sull’autoironia e l’humor, condivido! Ma vorrei tanto sapere cosa c’è di così “simpatico” e “autoironico” nel dire ad una persona che è come una mosca nella minestra e ribadire subito dopo che è “fastidiosa”! Senza contare che Gabriella ha espresso un parere, per altro generale, visto che la signora Carriego non è stata l’unica nella storia dei commenti a scrivere un solo “non mi piace” o un “no” e via dicendo!
    Forse ho percepito male io le parole che ha scritto, ma più che autoironici i suoi commenti mi sono parsi (e sottolineo parsi) sarcastici! ?
    Anche il tono usato con Elys non mi è parso tra i più “simpatici”! Se poi lo era …chiedo scusa per la cattiva interpretazione!
    Se i punti sospensivi ed esclamativi non ti piacciono, non so cosa fare! Esistono e purtroppo hanno un loro significato! Mi spiace! Li uso, perché spesso mi servono per far comprendere il tono della frase. Purtroppo è difficile comunicare e capirsi soltanto attraverso i commenti scritti! Cerco solo di essere più chiaro possibile!

    Ps.: tanto per chiarire, non si sta portando avanti nessuna guerra contro la signora Eva!!

  27. “un gabbiano che in lontananza stria il cielo con le sue grida acide”
    mi ha un poco tramortito, devo essere sncera.
    graziose però le ultime righe suicidarie.

  28. opi sono cinque minuti che rido al tuo commento, è bellissimo. Se devo essere sincera pure a me il gabbiano aveva fatto un certo effetto.

  29. Mi accodo a opi e a silvia riguardo alla frase con i gabbiani. L’ho dovuta rileggere tre volte.
    Il racconto, nel complesso, l’ho trovato gradevole più per il non detto che si intuisce che non per il detto. C’era un’idea, insommma…

  30. Io l’ho trovato disperatamente bello. Di più in quello che non dice, chè, a mio avviso, i racconti belli son anche in quello che sussurrano e non gridano.

  31. Mi ribalto ripetutamente dalle risa: Sabrina, questo racconto che mi ha così colpito al punto di non ricordarne una parola, questo racconto che ha suscitato commenti ora risibili ora fastidiosi (come una mosca nella mia minestra, per dire), questo racconto scritto insieme a uno scrittore vero e che io ho brutalmente stroncato: questo racconto è tuo???

    Sacrableu! Che farai adesso? Venerdì prossimo mi picchierai con le posate per il pesce oppure mi affogherai nelle verdi acque del mare davanti casa? Aspetto, trepida, qualsiasi punizione, che certamente accetterò di buon grado. A presto.

    ps: dimenticavo, un commento mi è piaciuto molto, quello di gea (Mondìeu, spero di non aver stroncato anche lei, corro tosto a vedere)

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