Pubblicato da: remo | 22 luglio 2008

Raccontiaquattromani/4

Amoretorico sessolingo

(Nei calzoni di un uomo)

«Il sesso senza amore è un’esperienza vuota,
ma tra le esperienze vuote è una delle migliori.»

Woody Allen

Una strada buia affollata solo di pensieri e qualche passante distratto.
Mi guardavo intorno. Stavo riscoprendo l’eccitazione di un gioco dismesso troppo presto. Più passa il tempo, più si diventa grandi, più ci si cala in una sciocca maturità che indurisce. Un involucro protettivo che fatalmente, prima o poi, si rompe.
Mi ero messo al riparo dalle insidie d’amore – come molti – dentro una plumbea sfera di gesti ripetitivi, di svuotanti incontri. Occasionali frequentazioni senza fantasia né smarrimenti e, spesso, senza neanche più un volto, un gesto, un sussulto, un guizzo sentimentale da ricordare.
Ma l’amore, l’amore che strappa i capelli e ti cambia la vita, No. Non più cercato, non più trovato. Gettato in uno scatolone della mia più impolverata memoria. .
Qui il gioco finisce: l’amore dei poeti non esiste. E’ un’invenzione letteraria enfatizzata, una metafora che ci piace costruire a nervi scoperti, da soli, e appassiona perché ci fa star male e si riduce, nonostante tutto, soluzione di tutto, ad essere esattamente quello che ci manca. Un desiderio assoluto di ciò che non hai e che probabilmente non potrai mai avere. E’ un’illusione che ti predispone a non pensare in termini reali e che sconfina nei fiabeschi territori dell’assurdo. Spazi non definiti, elastici, mutanti.
Ora mi chiedo: “Dove cazzo sto andando?”
L’ultima cosa che ricordo è il rumore della porta che sbatte. Nessun dramma, solo un mare di rimpianti.
Frugo nelle tasche e c’è soltanto la polvere di pochi spiccioli. Che ci faccio ora? Magari potrei affogare in qualche pub, in un polverone di fumo e solitudine, nell’attesa che una qualche disgraziata si avvicini proponendomi una notte di sesso senza amore.
Già, esiste il sesso senza l’amore? Una mia amica dice di no! Che bugiarda del cazzo! (Tiro su il bavero, fa freddo ed ho una istintiva paura del buio).
In verità è che non so se ha ragione lei e cosa voglio chiederle io. Forse magari di capire quello che io mi impegno a non comprendere. Vorrei fare solo del gran sesso senza dover lasciare nessun documento sentimentale in pegno. Ma poi, mi chiedo, l’idea di godermi una donna non è forse l’inizio dell’ipotesi che mi invaghisca di quel giocattolo? E’ giusto definire una donna un giocattolo? Una bambola gonfiabile? No, idea molle. Sulla scatola ci sarebbe scritto “Bambola dell’amore”, ma quale amore? Ipocrisia dell’uomo che commercia compromessi. Bambola del sesso, di lei sì, di una bambola non ti puoi innamorare. L’amore invece appartiene alle persone, e abita da qualche parte nella loro carne, nascondendosi bene e mescolandosi al profumo cerebrale dell’eros, con un’alchimia perfetta che rende ridicola ogni sintesi formulatoria. Non c’entra nulla il cuore. Con una bambola non fai sesso, se riesci a fartela bastare allora stai prendendo per il culo te stesso e stai svilendo, questa volta sì, la bellezza di una donna, ispirazione di poesia e di riti dionisiaci immaginati ma taciuti in omaggio a questo strano umano buon senso. La donna non è una bambola gonfiabile. Non è materia inerte, incerta, vacua e grottesca, non è un buco e basta. Semmai, volendo rimanere nei confini asettici di questa analisi, la donna è tutto ciò che c’è di magnetizzante intorno a quel buco.
La luna in cielo è pallida. Dovrebbe starsene a casa ogni tanto, ha una faccia stressata. Si fottano i poeti e si ispirino ad altre seghe che non quelle mentali.
La luna ha una sua dignità. Così tonda e intrigante. Mi ricorda una donna perfetta. La vedi li in cielo che t’illude, e poi sparisce, di giorno, quando i sogni sono coscienza effimera. La luna è sesso. Altro che amore. Tutti vorrebbero toccarle il culo. Mica per sposarla. Solo per una notte, per poi tornare da un’altra donna, vigliacchi, di giorno.
Mi sento solo per dio.
Dov’è una donna che mi prende per mano e che mi sdraia facendomi vergognare di non esser mai stato uomo?
Dici amica mia: “Niente sesso senza amore”
Non si può fare sesso con uno sconosciuto godendosi tout court l’esercizio? E se ci fosse empatia? Un amico lo si può scopare? Lo dico non in senso lato, mi chiedo se un amico può consolarti al punto di venire a letto con te, ma anche di inginocchiarsi per baciare il tuo umore più agitato.
E poi che rimane sul comodino? Un sorriso, un preservativo per domani? O peggio qualche frase detta tipo “non è successo niente”.
Cazzate!
Io vorrei una donna che esageri chiedendomi cose da farmi vergognare.
Una femmina che mi succhi l’anima dall’uccello, per poi riposarla sul comodino con un biglietto che mi dica “ci vediamo più tardi (forse)”.
Una che mi ascolti e mi dica mentendo che io sono un tipo giusto, non il tipo giusto.
Una che bussi da me nuda, che mi getti sul tappeto senza preoccuparsi se la porta dietro è chiusa, con una valanga di intenzioni becere, a travolgermi di umori, a possedermi fomentando e tirando fuori dalla mia psiche timida la bestia che sogno di essere e che ogni volta, quando il mio sogno diventa un incubo, non riesco più a liberare.
E tutto deve essere perfetto e cerimonioso, con un andamento ritmato dai colpi di bacino e musica di chitarra turgida su un tappeto armonioso d’archi, bestialità su armonia, quella di un corpo di donna che s’inarca gettando dietro capelli e passione, disegnando ombre diaboliche sul muro e incastonando sensazioni divine sul tuo sesso.
E se quella donna èun’amica? Allora l’amicizia si crepa. Mostra vene e pelle nuove, segni forse di un progetto immaturo di amore, o forse solo di un tradimento, oppure solo uno sfogo fisico alla volontà repressa (da sempre) di vivere egoisticamente.
Sesso senza amore. Forse hai ragione amica mia. Al solo pensiero mi viene duro. E poi però mi viene voglia di chiamarti per chiederti qualsiasi cosa.
Sesso e amore. Connubio incredibile. Non credo ci sia una risposta. Rimane solo una certezza. Ti farei mia e ti chiederei di raccontarmi le tue fantasie. Che son stufo di immaginare d’essere un uomo.
Nell’amore c’è sempre desiderio di possedere il corpo, di penetrare nelle viscere, di schizzare fino all’anima, di sentire il cervello pulsare al ritmo dei battiti del piacere. Nel sesso c’è sempre una briciola di follia che solo l’amore sa perdonare.
Ma io da cosa sto fuggendo?
Dove cazzo vado non lo so, stasera. Fa freddo fuori di questo cappotto. Io sono al riparo qui dentro, mani in tasca e mento basso, a giudizio della vita. Ho molti pensieri a farmi compagnia, la strada è lunga, ma è ben più dispersiva la strada della mia solitudine. Arrivo, prima o poi arrivo. Non so se ti incontrerò. Ma stasera vorrei tanto scopare. Un bel culo chiedo, niente più, e nessuna morale. Quella l’ho lasciata a casa.
Ché stasera voglio vivere. Al limite morire.
In una strada buia e affollata.

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Responses

  1. c’è molta donna in quest’uomo, secondo me.
    e una frase memorabile, che da sola varrebbe tutto:

    ‘La luna in cielo è pallida. Dovrebbe starsene a casa ogni tanto, ha una faccia stressata. Si fottano i poeti e si ispirino ad altre seghe che non quelle mentali.’

    piaciuto.

  2. Delizioso! Veramente! Per quanto mi riguarda il migliore in assoluto! E la frase segnalata da Gea è la stessa che volevo indicare io! Effettivamente per essere “uomo” è parecchio celebrale, per cui secondo me l’autore è donna, anzi, donne. O un uomo e una donna? Sono curiosa! Devo dire che all’inizio, letto il titolo, ho fatto una smorfia pensando: “Ma che razza di titolo hanno scelto?”, poi ho letto quella famosa frase di Allen e mi sono detta “ottima scelta per la citazione”. Dopo le prime dieci righe, mi aveva totalmente conquistata. Un monologo, direi. Un monologo veramente ben riuscito. Complimenti vivissimi agli autori! ^__^

  3. femminee c’astrazioni…

  4. te(coppia)nei calzoni, col buio, porta almeno 30 euro: altrimenti, per l’ora tardina, quanto te la scopi ‘sta donna che ti guarda e dice: – Bello! e movete che qui famo notte. A rimbabito, scendi no da dentro sto catorcio de machina fuoristrada –

    Tra i primi racconti e quest’ultimo, siamo scesi, almeno di primo acchito, dalla testa al basso ventre infuocato. Son passaggi repentini da cogliere al volo, altrimenti s’ammoscia tutto.

  5. non ha la struttura del racconto, immagino volutamente, bensì dello stream of consciousness, che davvero non è il mio genere
    mi asterrò dall’esprimere giudizi sulla forma, che reputo assolutamente inutili in questo bel consesso di scrittori

    (mi incuriosiscono le citazioni di poeti cantanti e di comici cabarettisti di sinistra: cito “l’amore che strappa i capelli” e “sesso senza amore”)

    P.S: Remo, bella questa storia delle quattro mani, è divertente

  6. una bella prova, gli stili si fondono e il risultato è davvero gradevole.
    “…Nel sesso c’è sempre una briciola di follia che solo l’amore sa perdonare.”
    questa frase mi è piaciuta moltissimo.
    e la chiusa “…Ché stasera voglio vivere. Al limite morire.
    In una strada buia e affollata.”
    intensa.

  7. Il titolo è bellissimo.
    Film tutto al femminile.
    Un maschio che vuole scopare credo che abbia altri pensieri, anzi uno. Lo si può dire?

  8. Mi ha fatto venire in mente la scena di “Non ti muovere” nel vicolo buio sotto la pioggia natalizia.

    Bella remo questa idea dei racconti millemani.

  9. un pò di donna ci dovrebbe essere anche secondo me.
    titolo strambo che però attrae l’attenzione e la catalizza come la successiva citazione di Allen.
    il resto è in bilico fra seghe più o meno mentali: la luna ha una faccia stressata, sì, ma anche un bel culo a quanto pare. voglia di fisicità ma, mi pare, non soltanto… però ci si accomoda, per vivere o per continuare a morire di voglia di.
    rossa

  10. grand guignol della coppia e del sesso. ma sesso a effetto, per sorprendere. ma, dico, sorprendere e provocare nel 2008 quando già nelle caverne si disegnavano graffiti di gente che faceva a incularella? boh! mi pare superato (abbastanza) anche woody allen, almeno nella frase all’inizio. però bello, bel racconto…di fantascienza

  11. Parte fiacco, secondo me, poi pero’ acchiappa al punto che mette in crisi la mia personale classifica. Ci ho sentito parole che conosco, non so chi l’ha scritto, mi sono fatta un’idea, ma non credo sia giusta… Pero’, secondo me, dietro c’e’ un uomo. Certe frasi le ho gia’ sentite :-)
    Bello. per me a oggi ex-aequo con “L’uomo che vendeva sogni”.
    Laura

  12. Che dire? Mi state mettendo in crisi…bello anche questo, e anch’io concordo con chi dice che almeno due delle mani che l’hanno scritto sono femminili.

  13. ah… una donna di sicuro. forse due.
    ma anche un uomo che ‘finge’ di essere donna. trascinante fino in fondo al vicolo.

  14. magari gli autori sono 2 trans, perché no?
    EBBASTAAAAAAAAA!!!!
    :-)

  15. Mi ha messo tristezza.

  16. evacarriego mi ha espressa.

  17. Un racconto da portare in una seduta di psicoterapia, ma mi è piaciuto, nonostante le imperfezioni. Trasuda sincerità, anche nelle innumerevoli domande che si pone questa coscienza confusa che parla.

  18. Lodevole

  19. Letto tardi, davvero.
    Però ben soddisfatto sono di avermelo proprio slurpato bene. Assai godurioso, riflessivo, umano, sensuale insieme e dal ben articolato linguaggio colorito de rosso carnale.

  20. si, forse è scritto da una donna giacché gli uomini non pensano, è risaputo.
    però(vizio femminino)insiste troppo, in certi punti, per farti entrare bene le idee in testa.

  21. siii, opi,
    non pensiamo, orca,
    sempre solo a dire e a fare e a rompere i coglioni stiamo
    :-))


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