Pubblicato da: remo | 21 luglio 2008

una cosa importante, credo

Ieri sera, domenica, ero In Valsesia, a Varallo. (La Valsesia mi fa pensare, sempre, a Dino Campana: pazzo d’amore, che insegue in una terra che non conosce Sibilla Aleramo). C’era un concerto di Fiorella Mannoia (a suggello di una manifestazione seguitissima in valle, detta Alpàa). Penso che la Mannoia abbia più o meno la mia età, ho visto che è brava, e poi di lei so cose che mi ha raccontato il mio amico Pier Michelatti, bassista di De Andrè, certo, ma anche di altri, come Vecchioni, la De Sio, Vasco Rossi.
O che sarà che sarà…
Sarebbe bello che Pier mettesse nel suo sito L’ave Maria: si sentono solo il suo basso e la voce di De Andrè.

Mio padre è sul depresso. Dice che è strano l’orto, quest’anno. Ma non solo per il tempo. Dice mio padre che i pomodori, la scorsa settimana, sono stati “bruciati” in una notte.
Non l’avevo mai vista una cosa così, ha detto il mio vecchio, che di verde se ne intende.
Ho pensato, io: cosa succede nell’aria?
Oh che sarà che sarà…

Sto leggendo due buoni libri, poi ne dirò poi ne scriverò (da qualche parte).
Mangiacuore, di Francesca Bonafini (Fernandel) e Chiedi alle nuvole chi sono, di Giorgio Bona (Besa) (il quale Giorgio Bona partecipa al gioco).
Ora metto da parte i sei libri (due al giorno) che leggerò quando andrò in ferie, dopo la presentazione della donna che parlava con i morti, a Imperia.
Farò un giro in Provenza, andrò nella Marsiglia di Izzo, poi qualche giorno in Spagna. Niente Puglia, insomma, come avevo ipotizzato.

Ma proseguiamo coi racconti, ché a me il discorso ferie, a dire il vero, smarona sempre un po’. Mi sembra folle doverle programmare, le ferie. Che a me piacerebbe, potessi, dire: toh, ho 600 euro, che faccio vado due giorni a Parigi o tre in Sicilia? E non mi piace (più) guidare, e odio gli aerei e gli aeroporti (soprattutto quelli di Milano dove io, regolarmente, mi perdo e mi incavolo pure).

In Spagna, due anni fa, scrissi questa cosa qua. Una cosa importante, credo.

Annunci

Responses

  1. […] post here Share and Enjoy: These icons link to social bookmarking sites where readers can share and […]

  2. Vorrà dire che se passi da queste parti ( non è necessario l’aereo anche se in bici però è troppa strada :-)))) mi fai un fischio. Presentare qui da Macrì, no? Presente Spendibene? Ha la Libreria Mondadori ( e pubblica per Robin in qualità di scrittore…).

  3. (Quest’estate io in Spagna ci sarò nella seconda metà di agosto. Non è che ci incrociamo aldilà dei Pirenei? ;o))

  4. # elisa scrive:
    14 Agosto 2006 alle 22:10

    io non ho mai misurato le cose e le persone in termini di ricchezza e povertà “miseria e nobiltà” forse perchè povera non lo sono mai stata, e ricca neanche. Non mi ponevo e non mi pongo il problema. Non è per me un metro di giudizio valido.
    Comunque non è il passato che mi interessa ma il presente ed il futuro. Il passato è andato nel bene e nel male.
    Buon Ferragosto a tutti
    Elisa
    # paola scrive:
    14 Agosto 2006 alle 22:14

    Grazie al cielo non mi è mai mancato nulla, anzi … ero invidiata x mille e + ragioni .
    In ogni modo concordo appieno con Elisa: guardiamo avanti !
    Rossa

    *** Scrivemmo insieme io ed Elisa, esattamente 2 anni fa. Era appena morto mio padre da 1 mese. Lei mi era stata vicina, tanto vicina: durante i momenti belli con mio padre, durante la sua breve e fulminante malattia, nel momento peggiore della dipartita… Ti rispondemmo, insieme, da casa sua: mi ha sostenuta con la sua presenza mentre ero in uno stato di limbo pietoso.
    Quest’anno saremo ancora insieme. Non è questa la novità, certo. La novità è che ferragosto, contro ogni previsione, da ieri lo abbiamo inventato quà da me, al mare, sotto l’ombrellone dove non lo passavo più con lui da almeno 3 anni!
    Ci sarà anche Gabriella e staremo insieme a lanciarci gavettoni on the beach: il mio giovanissimo vecchio era un mito nel prenderli dai ragazzini amici di mia figlia Giulia facendo credere loro che non si era accorto. Tutti guardavano Lelle, nonno Lelle che diventava bambino con loro e giocava ai gavettoni…
    Gabriella, io, Elisa, la mia Giù e tutti gli altri quest’anno ci godremo il nostro mare e, al lago Sirio, in Piemonte, forse verrò dopo.

    Paola Cingolani

  5. fosse valida la scuola di pensiero sulla musicoterapia per le piante, potresti dire a tuo padre di far ascoltare ai pomodori un disco della mannoia. hai visto mai?

  6. Quanto è vero ciò che dici! L’inadeguatezza è una delle costanti con cui devo combattere ogni giorno.
    Non sono mai la persona giusta al momento vivo, non dico mai la cosa giusta e nemmeno faccio la cosa giusta. Poi vengo a sapere con mio sommo stupore, che sono presa ad esempio. Allora, mi dico: significa che esprimo il disagio in modo universalmente riconoscibile. Mal comune mezzo gaudio si dice. Una cosa giusta la faccio anch’io và mo là:)
    Mi piace la cosa dell’orto del tuo vecchio.
    Mai sottovalutare gli orti dei vecchi, svelano misteri insondabili.
    A presto:)

  7. Remo il tuo vecchio si intende di verde e di orti: il mio si intendeva di azzurro e di mare! Era “L’EMPORIO DEL PESCATORE” ma anche di orti si intendeva, non credere! I coltivatori della zona, quando aveva anche un commercio di ortofrutta (le primizie erano tutte le nostre, avevo delle ciliegie io, in estate, grandi come mele della Val Di Non) facevano a gara per lasciare a Lelle i loro raccolti migliori !!!
    Ricordo che una sera sedetti su di una cassetta di fichi d’india sbuffando perchè aspettavo babbo che mi portasse con sè… Imparai con stoica sopportazione che il gelato a me costava molto più caro: interminabili attese e notevoli fitte al sedere. Anche questo era il senso di essere “la figlia di Lelle”. Come quando volli imparare, da sola, a pescare: mi agganciai l’amo al sedere e feci un bel giro al pronto soccorso. Tornai vergognandomi a casa. La figlia di un pescatore che serviva persino gli agonisti della subacquea… pescatasi da sola: che sputtanata !!!
    Paola Cingolani

  8. io credo che quando un pomdoro spaventa un contadino (bravo, ché mio padre con la terra lui parla) c’è da preoccuparsi.
    guardate i critici letterari.
    uno dice che il tal autore è un genio, l’altro dice che è una mezzasega.
    la stessa cosa ce la raccontano gli scienziati.
    nucleare sicuro, inceneritori sicuri, discariche sicure.
    a me quelli che son troppo sicuri mi fanno effetto.
    dicono che viviamo in un paese di santi e di artisti, mica vero.
    viviamo in un paese di preti.
    tutti che sanno.
    ma su tutto.
    tutto, tutto.
    poi davanti alla morte o a coe inspiegabili si grattano la testa.
    già

  9. Fiorella Mannoia.
    mi viene in mente – Il cielo d’Irlanda –
    “Il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisarmonica…” e quel musicista che ci hai raccontato, quello che con la fisarmonica era tutt’una sola cosa… quel gitano che carezzava la sua fisarmonica e che ha ammaliato te e noi.

    paola cingolani

  10. – flavia, io presento dappertutto. librerie, bettolacce, davanti a una pizza. devo solo trovare il tempo che, in genere, ho i mercoledì e il venerdì sera oppure di sabato (la domenica mattina no, sembro uno zombie).
    – aitan, io dovrei ripartire il 17 o il 18, magari ci sentiamo, mi farebbe piacere, certo
    – paolo, lo so, passerete un bel ferragosto tu e l’altra: un caro saluto e un abbraccio a tua figlia giulia.
    – enrico, mi sa che la febbre ti è passata, ti “sento” in forma. ma non t’affaticà.
    – sai silvia, conosco persone che si sentono inedeguate soprattutto a dire, e che sono per me punti di riferimento (una mi legge, tutti i giorni qui, ma non è mai intervenuta). a presto.
    – paola, e questa?

    era una bambina, eravamo bambini allora…
    io nel 1984 lavoravo come portiere di notte, studiavo; avevo una piccola agenda, che ho conservato. Il giorno del mio cmpleanni srissi: 28 anni, 8 esami, una figlia.

  11. In un momento
    Sono sfiorite le rose
    I petali caduti
    Perché io non potevo dimenticare le rose
    Le cercavamo insieme
    Abbiamo trovato delle rose
    Erano le sue rose erano le mie rose
    Questo viaggio chiamavamo amore
    Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
    Che brillavano un momento al sole del mattino
    Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
    Le rose che non erano le nostre rose
    Le mie rose le sue rose.
    Dino Campana a Sibilla Aleramo, 1917

  12. oh, ma in spagna dove???

  13. bella estate ti aspetta.
    lontana da qui, purtroppo.
    E.

  14. Io remo i “saponi” non li sopporto. Mancano di luce.
    Se colei che legge ogni giorno e non dice è colei che penso io e si sente inadeguata, dimmelo ti prego che io mi sotterro subito.

  15. Ti trovo la meglio bettolaccia! Ho “anche quella” :-)

  16. una moneta dall’inestimabile valore. due facce della stessa medaglia, a volte di bronzo altre d’oro.
    io & quell’altra !!!
    staremo benissimo
    :o))

    PS: la canzone è quella sul link che ho messo ma, anche la tua, mica male !

    paola cingolani


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: