oppure, Fa che ogni tuo giorno conti

L’inizio di una storia, per me, non comincia mai davanti al pc o a un bloc notes.
Inizia mentre cammino, o penso di notte, in cucina, solo, in compagnia del borbottio della caffettiera e del cane che spera in una crosta di formaggio e fa le ore piccole con me.
Così nei giorni scorsi, camminando, ho intravisto una storia.

Non v’annoio.
Immaginate un sessantenne scorbutico, capo di un ufficio, sempre efficiente, sempre arrabbiato.
Arriva presto, pensa solo al lavoro.
Gli altri lo sanno che lui va in ufficio anche la domenica.
Gli altri lo sanno che è un infelice…
Eccetera.
Ecco, qui ho visto un evolversi, altre cose, e via discorrendo. Però non ho scritto ancora niente e niente scriverò di quel che ho visto, camminando.
Mi son fermato alle prime righe, non scritte, del primo capitolo, che mai scriverò.
Comunque, questo l’ho visto: un mattino, il tipo, invece di radersi, leggere il giornale, salire in macchina, fa una cosa che non è da lui.
Va al fiume a vedere l’acqua che corre, in bicicletta.
Quando arriva al ponte uno dei suoi impiegati lo incrocia e pensa, Questo ormai è andato (oppure pensa: speriamo s’affoghi).

E quindi.
Non ho scritto niente.
Stamattina mi sono svegliato e non ho fatto la barba, ché la faccio una volta ogni sette giorni, io, solitamente il venerdì.
Ma, in bicicletta, sono andato al fiume, a vedere l’acqua che corre.
Strada sterrata, calda di luglio. Era la strada di Barone, il mio vecchio cane.
Alò Barone.
Non c’era nemmeno un cane, stamattina, lì.
Ma ho visto che quel che avrei dovuto scrivere era meglio viverlo perché io, quando pensavo di scrivere, ho pensato e visto il mio protagonista che, un mattino, svegliandosi, si dice: Voglio dare un senso alla mia giornata, oggi, e quindi?
Quindi cerco qualcosa che mi faccia venire in mente Verde che te quiero verde…O Fa che ogni tuo giorno conti…

E poi.
Uno. Domani a Fahrenheit, c’è Franz Krauspenhaar (ore 17). Dirà di Era mio padre, il suo ultimo libro.
Due. Il libro che invece ho appena scritto uscirà, così pare, a marzo 2009, prima del Salone. La donna che parlava con i morti è stato il titolo più lungo dei romanzi che ho scritto. Il titolo di quest’ultimo sarà invece il più corto (qualche amico lo sa, ma per ora preferisco tacere).
Tre. E infine. Venerdì a Vercelli c’è il mio amico, poeta, gran poeta, Guido Catalano. Provo a rilanciare l’appello che feci, tempo fa, a tutti gli assessori d’Italia. (Ma mi sa, Guido, che gli assessori d’Italia mica mi ascoltano a me).

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

4 thoughts on “oppure, Fa che ogni tuo giorno conti

  1. bisognerebbe coltivare ‘l’ora’ in modo ossessivo e adorante, allora non ci assalirebbe la nausea, bensì qualche spruzzo d’acqua fresca e in lontananza latrati di affetto.
    ciao remo.

    p.s. comunque attendiamo un seguito della storia come e quando vuoi.

  2. Pingback: Libru » oppure, Fa che ogni tuo giorno conti

  3. ci vuole un coraggio da leoni per scrivere davvero
    mi s’intrecciano storie continuamente, nella testa
    ma poi mi annoiano così profondamente
    e così tanto è stato detto e benissimo

    ti ho preso in parola, Remo
    giro questo tuo appello agli assessori d’Italia
    al mio assessore

    saluti
    rob

  4. Remo, ero a passeggiare con il cane ieri notte (dopo la mezzanotte) nella spiaggia vicino casa (la casa è a letojanni, un posticino tranquillo in provincia di messina), e penso che anche per me sia nata una storia da raccontare. Ho rivisto una signora che appartiene al mio passato, di quando andavo a scuola, una signora vestita di nero, occhiali spessi, capelli bianchi unti, una signora che era venuta a scuola a cercare sua figlia, scomparsa da quattro anni. Da un’immagine (lei che in un giorno di pioggia arriva davanti alla scuola e trova il coraggio di entrare e chiedere notizie di sua figlia) ne sono nate altre, tante altre immagini, tanti collegamenti, link. E stasera, o comunque quando sarà il momento, mi metterò a scrivere questa storia, sperando che non mi abbandoni come solitamente accade (a me) con le storie.

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