e ancora

Nuovo aggiornamento.
Partecipano:
1. Paola Cingolani – Elisa
2. Cristina Bove – Cinzia Pierangelini
3. Biancamara (1) – Mario Bianco
4. Biancamara (2) – Aitan
5. Gea – Enrico GrEgori
6. Laura e Lory – Antonio Consoli
7. Barbara (Rael) – Damiel
8. Remobassini – Donna Laura
9. Irene Leo – Libra
10. Stefano Mina – Morena Fanti
11. Elys – Dario
12. Al3sim – Silvia Leonardi
13. Biancamara (3) – Demetrio Paolin
14. Annalisa – Bepi Vigna
15. Simona Loiacono – Massimo Maugeri
16. Roberta B. – Allerta
17. Katia – Roberto M.
18. Aitan (2) -E.L.E.N.A.
19 Cristina Bove (2) – Armando Tranchino
20 Eva Carriego – …
21 Giorgio Bona – …
22 Sabrinamanca -…
23 Lucia Cronomoto – Arimane
24 Sandra Biondo – Dante A. Ristori
25 Flounder – Manginobrioches
26 Flavia – …
27 Simone vita da outlet-

Se nessuno ha obiezioni direi a Francesco Giubilei che la sua proposta è ben accetta.
(Io, magari sbagliando, ma ho sempre fatto così: ho pubblicato con il primo editore che si è dimostrato interessato alle mie cose).
Copio incollo la presentazione che ha fatto di sé Francesco Giubilei

I nostri libri sono pubblicati con codice ISBN e stiamo per sottoscrivere un contratto con un importante distributore Del Porto (distribuisce fra gli altri Einaudi, guardate il sito).
Poi, per rispondere ad Al3sim, abbiamo un grafico ed un impaginatore e anche un editor che contattiamo quando ci serve (in questo caso lo farebbe Remo).
Inoltre stiamo sempre trattando con vari uffici stampa per la promozione di libri.
L’attività vera e propria incomincia dopo l’estate, per ora pubblichiamo “solo” una rivista letteraria e abbiamo già pubblicato un libro di narrativa “Le colpe dei padri” di lauraetlory, che dovremmo ristampare dopo l’estate.*
Questo per dire che anche se ho 16 anni non sono un dilettante allo sbaraglio, dilettante forse sì ma non allo sbaraglio :))

Dell’editing me ne occupererò io insieme a Monia e Criscia.
Insieme a Enrico Gregori valuteremo i titoli dei singoli racconti e qello dell’intera raccolta.
Mi piacerebbe poi:
Che della copertina si occupasse Alessandro (Al3sim), raccordandosi con me e Francesco Giubilei.
E che alla fine del racconto, oltre alle tre righe tre sui duei autori, ci fosse una postilla: spiegando come i due autori – alcuni già si conoscevano, altri per niente – hanno lavorato.

Per il resto vale quello che ho già detto.
Fatemi sapere.
Chi si è fatto avanti, fino a oggi, lo reputo abile e arruolato. Se non si trova il socio mi offro io.
E buone cose a tutti

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45 pensieri su “e ancora

  1. ciao remo,
    rispondo all’appello con clamoroso ritardo. Come sai sono reduce da un incidente e la mia attività è a mezzo servizio.
    In ogni caso ci sono se sono ancora in tempo
    giorgio

  2. Allora è fatta! Vedrete, ne vedremo delle belle con questo libro dopo l’estate, sto organizzando la distribuzione già da ora…

  3. evacarriego e sabrinamanca: una coppia si è formata su possibili affinità territoriali (irene leo e libra, entrambi pugliesi).
    sulla sardegna, ci potreste essere voi.
    sempre che vi vada ispirarvi alla sardegna (magari eva vuol fare qualcosa di diverso).
    ditemi qualcosa.
    giorgio, sono contento. un altro scrittore che si mette in gioco (senza puzza sotto il naso): grazie.
    e comunque: magari altri scrittori o non hanno tempo o non sanno.

  4. ancora due cose.
    la prima. quando avrò definito tutti gli accoppiamenti dirò, indicativamente, la data di scadenza. che non sarà (limite massimo massimo) entro il 20 di agosto.
    la seconda, su francesco giubilei.
    mi ha contattato alcuni giorni fa. e ci siamo accordati per la pubblicazione, di cui si accolla lui l’onere, del mio racconto Tamarri, che rivedrò.

  5. francesco,
    ho in mente alcuni “paletti” per il contratto.
    dovremo sentirci. anche telefonicamente (magari sabato, che oggi ho problemi col giornale e domani ho una doppia presentazione del libro di franz krauspenhaar, Era mio padre).

  6. A Remo, assolutamente, meglio per telefono, sabato però di mattina, se mi scrivi ti do il mio telefono.
    Presenti Era mio padre, è un bel libr? Volevo acquistarlo, me lo consigli?

  7. [OT]
    E’ venuto dalle mie parti padre Luisito Bianchi. Ci sono andata, ci ho trascinato delle amiche che non lo conoscevano. Ma ci sono andata perchè ne ho sentito parlare qui.
    Volevo solo dirti grazie.
    Grande, forte, tenerissima persona. Pericoloso, anche (l’ho ascoltato ieri, sto leggendo i diari oggi).

  8. Quando ci presentiamo agli altri ci presentiamo con la maschera migliore che abbiamo.
    Era mio padre è un libro con più maschere.
    La vita di Franz Krauspenhaar con l’ombra del padre, che ha combattuto per l’esercito tedesco.
    Un libro di viscere, sincero, onesto.
    Franz non nasconde le sue maschere peggiori, le sue debolezze, la sua aggressività, la sua incapacità a vivedere e ad adeguarsi ai gruppi.
    (aspetto, questo, che mi è particolarmente caro).
    franz è un anarchico di destra (con amici e richiami di sinistra), senza carta di indentità.
    non è tedesco, non è italiano, ma è italiano ed è tedesco.
    non è mai fiero di quel che fa ma un po’ lo è: perché – almeno – ti dice chi è lui, apertamente.
    senza filtri.
    una auto biografia non è mai sincera, perché anche con noi stessi noi non siamo sinceri.
    ma io i complimenti a franz li ho fatti, in una mail: si è denudato, senza paura, lasciando alla scrittura, che non è mai perfetta, il compito di fare luce.

  9. Forse è troppo tardi, ma pagherei di tasca mia un accoppiamento (letterario) con Flounder.
    Bella iniziativa Remo, e quante belle penne.

  10. scusami, non ho letto tutte le varianti da cima a fondo, vedo solo ora un tot di persone singole in fondo alla coda.
    Significa che si può far da sé?
    Io parteciperei ma ora ho talmente poco tempo che non mi sento di coinvolgere qualcun’altro.
    Non è che posso scrivere a quattro mani con la mia gemella finta?:))
    (faccio domande sceme eh? partecipare ad un concorso a quattro mani con solo due mani..)

  11. flounder e manginobrioche.
    la coppia è confermata.
    sugli esiti non sappiamo, poiché siamo piuttosto prese da impegni. però ci proviamo.

  12. Franz è molto bravo,
    spero, domani sera,
    di essere a Trino con voi per abbracciarvi!

    Cavoli!!!
    Manginobrioches & Flounder!!!!
    Verranno fuori cose magnifiche!

  13. e di che cosa dovremmo scrivere – con rispetto psrlando – di dolenti madri dell’ucciso e di pastori banditi?

    scusa remo, io apprezzo sabrina (ciao sabrina), ma le affinità territoriali mi innervosiscono
    non dirmi che potremmo scrivere una storia ambientata a Bolzano – non ho dubbi che potremmo farlo -, ma è il vizio di procedura che mi spinge a chiamarmi fuori

    io vi seguo e aspetto fiduciosa di leggere i vostri racconti

  14. mica so, io, cosa scriveranno le ragazze pugliesi.
    ci sono accopiamenti con affinità e accoppiamenti casuali. io ti ho mandato una mail con due opzioni, eva.
    perché se trovo il tempo io con sabrinamanca scriverei volentieri.
    boh.

  15. ecco, io ho anche chiesto a Eva, ma l’idea della sardegna, così come a lei, non è che mi attiri tanto :)
    Inoltre io sono una sarda un po’ fasulla perché conosco solo la zona costiera. Il che mi frustra non poco (ora forse sarei una seconda Marcellina Fois, o una fresca Salvatorica Niffoi).
    Avevo voglia di trovare uno che scrivesse cose diverse dalle mie, ma completamente. Del tipo gialli, fantasy, tanto per divertirmi un po’. Dai, vediamo che succede e poi al limite, e va bene!, sarò costretta ad accontentarmi di te.
    Questo mi ricorda le elementari,il mio compagno che nessuno voleva finiva sempre accoppiato con il migliore (lui, invece, disperato)e io ero sempre gelosa. Finalmente mi prenderò la rivincita!

  16. ciao posso dire una cosa.
    non voglio fare il rompi della situazione. ma volevo sottolineare una cosa molto strana.

    io mi sono sempre divertito a questi giochi e ludi internettici, ma una volta avevano un valore che mi pare perduto.

    qualcuno di voi, forse non tutti, si ricorda il blog rodeo, oppure l’avvenutra di Pinokkio…?

    nacquero entrambe per giocare, per divertirsi, per provare a scirvere qualcosa… ma c’era una gratutia totale.

    qui, uno lancia un’idea e siamo già pronti a farne un libro, si parla di copertine, contratti, editing etc etc…

    ma un po’ di sano cazzeggio no?
    il fatto di voler scrivere per scrivere no?

    e questo clima che non mi piace del web 2.0 o del web 3.0, e non è un caso che molti penso ad Herzog abbiano deciso di mollare la baracca.

    a me ad esempio non interessa niente essere pubblicato o finire su di un libro o una antologia (facile qualcuno dirà tu sei già stato pubblicato, al che rispondo: io ho aperto un blog per conquistare 18enni facili e sono finito a scrivere libri sugli anni ’70, c’è sempre una sproporzione tra i desideri e la realtà).

    questo volevo dirlo, perchè mi pare che questo atteggiamento sia sintomatico di un modo di fare
    che a lungo andare svuoterà il web di ogni sua vitalità.

    d.

  17. sono d’accordo con quello che ha scritto demetrio.
    un gioco.
    quella era ed è l’idea.
    poi è spuntata la proposta di francesco giubilei.
    ben accetta ma prematura (però io francesco lo ringrazio, per la fiducia).
    io avevo in mente di contattare un editore piccolo piccolo ma per valutare solo dopo, a racconti ultimati, una eventuale pubblicazione.
    se ho pensato a copertina, editing e tutto il resto l’ho fatto per rispetto di Francesco Giubilei, scusate, è lui che caccia, pochi che siano, i soldi.
    e comunque.
    spero non sia sfuggito.
    oltre al racconto io ho previsto alcune righe di spiegazione scritta dagli autori, su come si formata la coppia e su come si è proceduto.
    scaletta.
    un pezzo io un pezzo donnalaura.
    sette ore al telefono e 24 mail.
    per il resto si vedrà.
    se il gioco procede bene, bene, se procede così così o male amici come prima.
    per gli accopiamenti, io ho proceduto a tentoni.
    eccerto che cerco affinità. la prima è la voglia di scrivere, come fosse un gioco senza prendersi sul troppo serio.

  18. Daccordissimo con Demetrio, bisogna preservare lo spirito del gioco, prima si scrivono i racconti, per divertimento degli autori e poi, eventualmente si pensa ad altro, accantoniamo momentaneamente la mia proposta, ne riparleremo più avanti.
    Ora divertitevi e scrivete delle buone cose.
    F.G.

  19. oops eva, era per fare un complimento a Remo…anche tu già sei migliore! Anche io pensavo a giocare, e per giocare si gioca meglio in due! Giochiamo dunque senza preoccuparci di pubblicazioni varie, senza prendere il tutto troppo sul serio. ciao

  20. caro Francesco,
    facciamo così.
    dimentichiamo la tua proposta.
    e poi, magari, la “riesumiamo”.
    prendendo in considerazione tutto.
    1. la pubblicazione di tutti i racconti.
    2. la pubblicazione solo di alcuni racconti
    3. la non pubblicazione.
    resta il fatto che tutti i racconti verranno pubblicati in rete.
    tornassi indietro, ma è cosa che ho messo in frigorifero, accentuerei ancora di più l’aspetto “gioco”.
    insomma, la prosssima proposta che farò, spero e voglio, avrà un connotato: sarà più divertente.

  21. ciao demè,
    chello che hai scritto e sostenuto(o abuiri tra un paio di mail?)mi é piaciuto. Un tripo clap!
    Io all’inizio mi sono divertito molto. E ho provato piacere, linguistico narrativo e fisico, perché mi esprimevo rispetto a un qualcosa, tra l’altro vastissimo, di la da venire e che ci lasciasse altro tempo. E non pensavo subito a dei racconti digitali e poi anche a un libro cartaceo. Tale indirizzo ha irrigidito e accellerato il prosieguo del discorso iniziale, che invece andava ancora praticato e sviluppato nel tempo con la corsa della mirabilia della vetrina. Non sono per nulla contrario che si pubblichi e si venga pubblicati, ci mancerebbe, specie non per quelli che hanno talento, e per quelli che hanno da raccontare con la loro voce particolare, che spesso non é e non si esprime nell’altissimo tasso letterario del Sommo Dante. Tale rigidità svilisce, almeno in questa fase, ciò che invece andava privilegiato:pratica, creatività e l’only connect di cose e fatti lontani tra loro, e anche il talento del cavallo brado al galoppo. Si dice, ed é vero, che il genio in scrittura non esiste e che la scrittura é lavoro artigianale giornaliero. Però…- Poi dicono che uno si butta a…- come diceva Totò.
    Con ciò non voglio dire che non debbano starci certe paletti e regole rispetto alla composizione di un racconto, una poesia, un monologo e via discorrendo. Ad esempio, come esiste una stanza tutta per sé, il lavoro stesso di editing potrebbe essere una formidabile ” Palestra di scrittura” quotidiana per crescere, ma fatta da tutti quanti insieme. Nel senso che chi ha voglia intervenire interviene. O no? Io credo, da quelli che già hanno pubblicato all’ultimo scafesso, che il lavoro della nascita di un abbozzo di racconto nelle sue varie fasi sia assai importante. E poi, dato l’imput iniziale, semmai sviluppare una serie di spunti venuti fuori da ciò che ognuno aveva scritto. Non zò, ciao! Scusatemi se mi sono”allargato”tanto. Può anche darsi che io non abbia capito un tubo dell’inizativa e che le mie sono solo chiacchiere.
    a.

  22. Ma quale puzza sotto il naso.
    Gli Odori è bene sentirli tutti, sì, compresi i Profumi e le Puzze.
    Tu eri partito col fatto che fosse una idea un po’ balzana e a me continua a sembrare tale.
    Però tecnicamente fai benissimo, da esperto di marketing (era il mio serio mestiere) ti dico che per due mesi avrai visite strabocchevoli.
    Poi esistono altri aspetti, in sequenza: umano, di scrittura, culturale. E non dire che lo fai per gioco, che ti cresce la punta del naso.
    Ma tu non comprenderesti le mie ragioni come io non comprendo le tue. No problem, non esiste, per fortuna, l’Ufficio delle Ragioni e dei Torti.
    Leggerò con attenzione e spero anche con divertimento.

    saludos
    Solimano

  23. Posso dire una cosa? Perche’ l’idea di Francesco Giubilei toglierebbe a tutto questo girotondo di racconti il valore del divertimento? Non sono d’accordo.
    Remo e’ il padrone del giocattolo e mi rimetto alle sue decisioni, pero’, sinceramente, nell’entusiamo di Francesco (e in quello altrettanto grande di Remo) non ci vedo niente di male, anzi. Pubblicare non significa che questo atteggiamento sia sintomatico di un modo di fare
    che a lungo andare svuoterà il web di ogni sua vitalità.

    Cosa c’e’ di piu’ vitale della voglia di fare di due ragazzi (uno di sedici anni, l’altro di qualche annetto piu’ adulto)?
    Cosi’, tanto per dire.
    Laura

    p.s. Remo, Antonio Consoli e noi credo cominceremo a lavorare seriamente tra un po’. Io devo assentarmi qualche giorno, ma insomma, l’idea ce l’abbia gia’ e mi sembra funzionante, anche se non ha niente a che fare con le connessioni territoriali :-))

  24. pubblicare su carta.
    vediamo.
    vedremo.
    se il prodotto è buono si può fare, altrimenti è meglio di no.
    per il resto vale quel che ci siamo detti fino ad adesso.
    anni fa scrissi un libro, orribile, di poesie. a pagamento. i miei compagni di università mi dicevano, Ma che bravo che sei. Bene, di quelle ottocento copie un po’ le ho usate quando avevo un caminetto e un po’, adesso, sono in cantina a marcire.
    (tornassi indietro risparmierei un milione e 200 mila lire, mi pare).
    scrivere e pubblicare non deve essere una sfida, una dimostrazione.
    uno comincia a scrivere, poi si vedrà.
    per ora questa iniziativa mi piace.
    (tornassi indietro accentuerei il gioco).
    mi piacerà soprattutto leggere, a racconto finito, quale metodo o non metodo di lavoro hanno utilizzato i due autori.
    magari sarà la cosa più interessante di tutto l’esperimento.
    pace e bene.

  25. Laura,
    la proposta di pubblicare su carta andrebbe fatta dopo e mai prima.
    Io volevo contattare un piccolo editore.
    Scrivendo, Eventualmente se…

  26. Solimano, le punte massime di visitatori in questo blog hanno registrato un 932 e un 662.
    ieri 500 e qualcosa.
    un po’ al di sopra della media.
    l’ho già detto e lo ripeto.
    se scrivo di manoscritti (e ogni tanti scrico di manoscritti) il contatore si impenna, se scrivo di chat (difficile) si impenna ancora di più, se scrivo di Fenoglio o di Manchette (e scriverò, di sicuro di Fenoglio, Manchette, Luisito Bianchi) il contatore va giù.
    ho sempre usato questa tecnica, io.
    postare la prima cosa che mi viene in mente.
    solitamente in fretta a furia.
    ciao solimano

  27. Processo aziendale,
    processo anatomico,
    processo di Norimberga,
    Processo di Kafka,
    Processo di Welles,
    Processo filosofico,
    Processo cognitivo,
    Processo alle intenzioni.

    Quest’ultimo è distruttivo.

    Complimenti a Tutti (pacca sulla spalla a Remo).
    Aspetto di leggere le Vs. creature con impazienza.

  28. Non credo di riuscire a partecipare, ma mi impegnerò a leggere tutti i racconti. Ci sono molti partecipanti che conosco e apprezzo, e ce ne sono molti che non vedo l’ora di conoscere.
    In bocca al lupo a tutti!

  29. Carta non carta che eterno dilemma?! Secondo me è inutile preoccuparsi ora di questo, dal mio punto di vista è bene pensare a scrivere divertendosi. ^___^ Non credo che la carta sminuisca il web che vive di vita propria e neanche il contrario?!

  30. Come già comunicato via e-mail, se sono ancora in tempo – e se si può – gradirei partecipare anche io. Insieme ad aitan, che mi ha già fornito “l’autorizzazione a procedere” ;-), con un racconto che abbiamo già scritto insieme a quattro mani, qualche tempo fa.

  31. Già vi siete dimenticate di me. Chi sono? Sono Sgarollo Coniglio il rasoterra. Avete un bel lamentarvi di scrittura web, cartacea, distinguo, fughe, ammutinamenti, chiacchiere e parole urlate o taciute. Si sa che urlare o tacere, bene o male, é una scelta.Voglio intervenire, adesso che ne ho facoltà. Intanto nessuno di voi mi ha chiamato e chiesto:-Sga cosa ne pensi? Parla! – Parla, poi. Oppure cosa. Al posto di parla, dico. Niente.Né alternative né niente. Appunto, niente.
    Io e tutta la Coniglieria degli Ammazzati abbiamo da fare rob e dire cose. La Coniglieria degli Ammazzamenti di massa tipo epidemia per virus e sterminio per mano umana, ci può stare. Noi, dopo tutto questo andare avanti nel tempo delle rincorse per le terre, delle chiusre in gabbie e relativi prelievi di sgozzamenti, scuoiamento e impiccagioni ai ganci pirati delle Chianche e delle Macellerie paesane e cittadine ci stiamo. Il fatto che a noi non va giù é la cazzimma che ci né stat inferta allora e per lìeternità; Lui però al limite dirà che é stato uno sbaglio e una dimenticanza in fase di creazione della Coniglieria. Veniamo ai fatti e al dunque.
    Io ho trovato il medium della scrittura e della mia espressività attraverso il computer e quindi la rete con i suoi blog di coglioni disperati aspiranti Scrittori & Associati.
    Ma la Coniglieria in generale soffre per la sua condizione oltre che di Ammazzati Innocenti Sacrificali(sic!), ma per il fatto che non abbiamo…stavo per dire,la voce. Va bene, niente voce, okkey(non abbiamo nazione, la nostra nazione é il mondo intero:basta che si vada per le terre). Però, ecco la nota dolente: l’uccellino cinguetta, l’elefante barrisce, il delfino stratuffa e quasi fischia, la tortorella e i colombi tubano glu glu glu(traduzione:che bellu culo ca tiene); il leone ruggisce, la leonessa va a caccia;la pecora bela, la capara é ignorante come una capra che anche lei ha una specie di belare un po’ più aspro e sonoro. A proposito della capra. Una cosa davvero gratuita nei confronti della capra é quando giuriamo sull’analfabetismo e l’ignoranza della caprosità in generale e individuale. Mica voi giornalisti o Scrittori Associati le avete fatto un intrvista e cose del genere per sapere e informarvi. Insomma quando io e la Coniglieria stiamo male per una malattia non abbiamo né la voce e nemmeno un qualcosa per richiamre i nostri padroni e dire: – – Mi fa male la schiena. Mi brucia lo staomaco. La zampa mi tira e tutto quanto – Niente. E voi, state lì a disqusire di scrittura web e cartacea. Ma andate a raccogliere le pigne, vatteleppesca e compagnia.
    Sgarollo Coniglio deputato della Coniglieria.

  32. Aggiorna, Remo. A scopo ludico e con serenità, s’aggiunge in coppia con me Gaja Cenciarelli. Ci sentiamo poi per i particolari…sempre che tutto abbia lo spirito che ha fino ad ora: mescolarci, parole e idee in un collage variopinto di casualità, che è poi la parodia della vita, no?
    Vedo che Biancamara è in coppia con più penne. Mi piace l’esercizio di accostarsi a personalità diverse. E’un gioco d’adattamento mentale e stilistico che porta un po’ di sale ( e umiltà) nella scrittura.
    Avverto anche Alfio Squillaci, come scrittore e per pubblicizzare l’evento su “La Frusta”. Ci ci sente, ciao!

  33. Ma, sì,facciamo, ‘n bel gioco,
    tanto la vita è breve
    morir si deve,
    la fama è parente della fame,
    e lontana ormai dalle mie brame…
    MarioB-))

  34. Scusate.
    Ma tutto questo inorridire per la proposta cartacea e il gridare “al gioco, al gioco” non rischia di diventare la posa un po’ ipocrita di aspiranti scrittori che alla fine fingono di scrivere per gioco (ma sognano la copertina in libreria)? Io se fossi uno che prova a scrivere sarei solo contento di finire in una raccolta di racconti cartacei.
    L’inorridimento / timore avrebbe più senso se i partecipanti fossero persone che non hanno mai scritto, ma a quanto ho capito, gran parte di voi ha già pubblicato qualcosa (interessante: quanti di voi sono alla prima prova di scrittura, in assoluto? Non vi conosco tutti.)

    Non fraintendetemi: non vuole essere un intervento antipatico, ma voglio capire.

  35. Capisco.
    Però dicevo: una cosa è un gruppo di s/conosciuti che si “sfidano” a scrivere un racconto, un’altra è un gruppo di scrittori!

    Perché sei stufo di pubblicare? Se hai voglia di dirmelo.

  36. io quoto il primo intervento di demetrio, che avevo anche anticipato – male – dicendo che s’era partiti con il trofeo fantozzi per arrivare alla milano sanremo.

    Io non stigmatizzo la pubblicazione in se’. E comunque non ci vedo nulla di ipocrita nel non gradirla a tutti i costi: non ho mai pubblicato su carta e ho aderito al gioco ancor prima che se ne parlasse, per me l’obiettivo, il divertimento, e’ scrivere una sturielett e – nello specifico – farlo con un’altra persona che non conosco nemmeno. Una sfida per me, non certo contro gli altri.

    Il fatto di averla nominata ancora prima di iniziare a GIOCARE, puo’ far perdere la freschezza, il sano cazzeggio riprendendo demetrio, dell’iniziativa lanciata da remo.

    Ho partecipato con poca convinzione (oltre che per la poca fiducia nel mio lavoro anche e soprattutto per le modalita’ di selezione) ad un concorso partito da internet con il proposito di pubblicare i “piu'” meritevoli (leggi i piu’ meritevoli fra i piu’ votati da partecipanti, cugini e amici).
    Beh, il premio in ballo ha esacerbato (wow, finalmente l’ho usato) la disputa in termini non sempre gradevoli.

    Non credo certo che in questo contesto ci si ripetera’, ma mi chiedo comunque perche’ dover pubblicare? solo perche’ questo blog e’ frequentato da persone che scrivono piu’ o meno professionalmente?
    E’ come se un calciatore dovesse per forza disputare una partita ufficiale per poter far due palleggi in tutta tranquillita’ coi suoi amici (il paragone calcistico in genere funziona).

    beh, ora non mi resta che augurare a tutti una piacevole esperienza di scrittura collettiva, ricordando che in prima battuta e’ un’opportunita’ che permette contatti, interazioni e – si spera – fusioni di culture e contesti (non solo geografici) diversissimi.

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