Da Saviano a Gherardo Colombo

Prima sul blog di Serino e poi in quello di (un’insolita, pungente) Loredana Lipperini, nei giorni scorsi c’è stato l’ennesimo scontro su Saviano.
E su Gomorra.
Dico subito: su Saviano e su Gomorra a me piace ascoltare che impressione ne hanno ricavato soprattutto i lettori del sud. Ho ascoltato, ascolterò.
Per me è un buon libro, ma non un capolavoro.
Colpevolizzare Saviano perché ha pubblicato con Mondadori mi pare sbagliato.
C’è l’ombra di Berlusconi, è vero, dietro la Mondadori. E non solo l’ombra. Ma ho conosciuto persone, serie, del gruppo, e so che non ci sono ingerenze nelle scelte editoriali della narrativa (sulla saggistica devo chiedere).
E comunque. Non mi piace che si tappi la bocca a chi dice che Gomorra non è un buon libro, perché ogni libro è imperfetto e perché un libro si può incontrare, ma si può anche non incontrare, con la percezione del o dei lettori.
Non mi piacciono alcuni siluri verso Saviano.
Che ha fatto di male? Ha scritto un libro, ha vendute tante copie. Non per tutti ma per tanti è diventato un simbolo. Magari imperfetto, magari è solo una moda il “savianismo”. Magari Saviano ha fatto ombra ad altre voci del sud (ma questo, io credo, sia un argomenti di difficile trattazione sui blog: porta a infinite accuse e controaccuse). Ma sarà il tempo, io credo, a dire.
E comunque: Saviano-uomo merita rispetto non foss’altro perché vivere sotto scorta non è vivere.

Ho appena conosciuto Gherardo Colombo, ex magistrato di mani pulite.
Quando parla al pubblico (stamattina era di fronte a 150 studenti delle superiori, adesso, mentre sto scrivendo, invece si incontra con degli universitari) ha un atteggiamento autorevole, a tratti spigoloso. Si infastidisce se qualcuno disturba mentre parla, non vuole essere interrotto (c’è anche da dire che oggi era un po’ influenzato, il che non aiuta).
Parla soprattutto, Colombo, di regole e di rispetto.
E sa spiegarsi bene. Fa esempi concreti, sa farsi ascoltare.
(Le regole della lingua italiana: vanno osservate così che ci si possa capire, ha detto).
Abbiamo parlato un po’ andando a pranzo (fuori dal suo ruolo di personaggio pubblico è affabile, mite, gentile con tutti), così ne ho approfittato per chiedergli del sud.
Che pensano i ragazzi del sud quando lui parla di regole che vanno rispettate, educando, in primo luogo, noi stessi alla cultura del rispetto?
Mi fa: Ha visto alla fine che alcune ragazze mi hanno fermato e mi hanno fatto altre domande?
Sì, ho visto, gli ho detto.
E lui: Guardi, recentemente a Lecce ho rischiato di perdere l’aereo, i ragazzi continuavano a chiedere, è un problema che sentono. Certo, più al sud che al nord.

(Gherardo Colombo dice che – oggi – il vero trasgressore è colui che chiede l’applicazione di regole finalizzate al rispetto degli altri. Dice che trasgredire le regole è diventata una norma: devastante).

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

32 thoughts on “Da Saviano a Gherardo Colombo

  1. Certo, cercare in un libro il capolavoro del secolo è come cercare la perfezione nell’essere umano, nel saggio, nell’individuo. Il libro di Saviano ha dato, tanto, ma non tutto. Forse, in un futuro, sarà storia, storia di quel passato che oggi stiamo vivendo con gli occhi annebbiati.

    Rino

  2. Caro Remo, io sull’affaire Saviano mi sono sempre rifiutato di esprimere il mio parere, perché gli argomenti del dibattito – molto francamente – mi annoiano. Penso: 1) Saviano è un narratore più che bravo, 2)dice cose che non sono certamente novità assolute, ma racconta la camorra, ha fatto incazzare i camorristi, e questo è un bene. Vive sotto scorta, e questo è un male. Merita stima, non polemiche farcite da invidia. E dico sin da ora che non mi farò trascinare all’interno di polemiche che forse seguiranno anche a questo post come accaduto da Serino, dove non ho commentato di proposito. Qui lo faccio perché apprezzo quello che hai scritto tu di Saviano, uomo.

    Ne approfitto per porre all’attenzione tua e dei tuoi lettori degli ultimi sviluppi della vicenda umana di Pino Masciari, di cui ricorderai i miei post passati. Un testimone di giustizia che lascia il paese in cui è nascosto per sfidare l’associazione criminale da un lato e lo stato, che lo ha abbandonato, dall’altro, merita spazio e vicinanza.

    Antonio

  3. grazie aitan, ricordo molto bene anche cosa dicesti tu.
    e fu un bel contributo.

    hai ragione rino, gentile com sempre

    antonio, so che oggi pomeriggio un gruppo di persone ne ha parlato, di Pino Masciari, durante l’incontro con Colombo.

  4. Non so, Remo, perchè Gomorra non l’ho ancora letto. In compenso sarò inciampata in trecento tra post e commenti. Ogni blog letterario che si rispetti ne ha parlato almeno due volte. Questa ultima discussione da Serino, ci sono finita solo perchè mi interessava dire di La stanza di sopra. Di cui si è parlato troppo poco, in generale. E, magari sbaglio, per distrazione, ma mi pare che si dicano e si ripetano sempre le stesse cose. Moltissimo di Saviano (ora pure di cosa racconta a cena, poveraccio) e pochissimo del valore letterario del libro. Come lettrice potenziale, credo di non aver mai letto tanto di un libro sapendone alla fine di meno. Si parla di camorra, e fin qui ci siamo. Ma c’è una trama, c’è un protagonista, ci sono nomi veri o inventati? E’ un romanzo o un saggio? Boh. Io giuro che non l’ho ancora capito.

  5. Grazie. :)
    Questa è chiara e non ha quell’odore un po’ stantio di salottini. Mi sembra equilibrata anche: parla della storia, della scrittura, della ricerca ( e solo un rapidissimo accenno alla scorta). E, sarà un caso, ma seguono solo 4 sintetici e civilissimi commenti.

  6. Be’, mi piace l’idea di Colombo che si infastidisce se qualcuno disturba mentre parla :-) Lo capisco bene, e capita spesso che chi viene a parlare con i ragazzi a scuola tenda a mostrarsi indulgente verso certi comportamenti. Un po’ come le amiche che, quando tuo figlio non saluta o fa il maleducato, ti dicono sorridendo e scuotendo la testa: ma fa niente, fa niente, saluterà un’alra volta, sarà educato la prossima volta… Fa niente un tubo! :-)
    Colombo lo sto usando a scuola. Avendo inaugurato la simpatica consuetudine di imparare un brano a memoria ogni settimana (sia io che i ragazzi), abbiamo iniziato con una delle prime pagine di Colombo (“Sebbene ci sia chi pensa il contrario, delle regole non si può fare a meno, perché non si può fare a meno di applicarne, magari inconsapevolmente…”).

  7. pensa a quale è la conseguenza estrema delle ultime righe del tuo topic:

    il 90% dei meridionali non si ricorda più di avere dei diritti
    o strapotere o nulla

  8. Concordo con quanto scritto dal Sig. Consoli e da Te Remo in merito all’uomo ed allo scrittore Saviano.

    L’assuefazione, la passività, l’ignoranza dell’italica gente insieme alle connivenze ed alle coperture dei poteri istituzionali nei confronti delle “mafie” del sud e delle “mafie” finanziarie del nord è devastante.
    E’ rimasto qualcos’altro da devastare, visto l’annullamento di una coscienza comune civile, visto l’imbarbarimento della società “civile”, vista la depredazione dei territori, visto il silenzio a cui vengono ricondotte poche voci libere inascoltate……..?
    E’ un Paese, il nostro, che vive e si nutre ancora di “eroi”…. perchè tali considero oggi Saviano e Gherardo Colombo.
    Ma io non voglio più eroi sotto scorta, non voglio più eroi che saltano in aria.
    Io voglio un paese… normale.
    Con profonda e continua amerezza.

  9. grazie orsa rossa,
    ho letto, mi pare molto interessante il libro; tornerò a ri-vedere il blog, invece, magari stanotte
    (un tuo commento era finito in moderazione: automatismo di wordpress quando ci sono due link).

    lavostraprof,
    non so, può essere che tu abbia ragione; la scorsa settimana ho fatto una lezione di scrittura a novanta studenti. dopo un’ora, molti di loro pensavano ad altro, parlottavano.
    ho pensato: sono io che non riesco a catturare la loro attenzione (a differenza di altre volte, quando invece ero riuscito a coinvolgere). ne ho parlato con colombo alla fine, e lui mi ha detto che le reazioni dei ragazzi spesso sono collegabili alla bontà dei loro insegnanti. lo penso anche io: qui a vercelli, per esempio, c’è un gruppo di prof che organizza incontri con autori contemporanei, riuscendo a coinvolgere i ragazzi.
    certo dipende un po’ da tutto: famiglia, insegnanti, amicizie, il caso. (anche l’aspetto numerico, incide: parlare a novanta ragazzi, come ben sai, non è come parlare a un gruppo ristretto).

    redpasion,
    quello che viene fuori, ascoltando chi vive tra nord e sud è questo, piuttosto: che mentre al sud c’è – magari dura un attimo: si veda la reazione dopo le morti di falcone e borsellino – voglia di riscatto al nord c’è assuefazione. anche una sorta di “meridionalizzazione” nel senso peggiore del termine. è non è colpa di cosche mafiose infiltrate in padania; è colpa di una mentalità clientelare, che è la scorciatoia – purtroppo – per vivere meglio. sembra quasi, anzi senza quasi, che chi preferisce le regole alle conoscenze e alle amicizie e alle raccondazioni sia un fesso.

    sandro,
    hai ragione. colombo e saviano, magari criticabili, restano comunque simboli di un’italia che vuole rialzare la testa.
    torno su saviano. gli si sta facendo la radiografia. tutto quello che fa è sotto osservazione. poi è anche vero questo: se ha degli sponsor antipatici e saccenti per reazione si tenderà a dire che lui è poca cosa.
    ma se lasciamo perdere i discorsi da salotto e vediamo invece quel che pensa la gente, scopriamo che saviano è un esempio positivo: per la vecchietta che fatica ad arrivare al 27, per il metalmeccanico, lo studente.
    e ripeto: saviano a mio avviso ha scritto un buon libro, ma da bravissiomo giornalista.
    io, ai miei giornalisti, mi sento, pensando alla scrittura, di consigliare la lettura di Gomorra. o di Un eroe borghese, di Stajano.
    e mi fermo.
    grazie a tutti

  10. Francamente sono arcistufa di tutto questo gran parlare di Saviano.
    Mi sorprende che anche tu non ti sia sottratto a questo dazio da blog letterario.
    Non mi si dica, per favore, di leggere altro: io leggo blog di scrittura e/o letterari, oltre che di cazzeggio per la simpatia che mi ispirano i tenutari di questi ultimi.
    Ho letto il post di Serino – e se fossi l’autrice del libro che è stato recensito nello stesso post e della quale – guarda tu il caso – non ricordo neanche il nome, mi sarei adombrata non poco per via del fatto che il caso Saviano mi avesse fatto passare in quarto piano.
    Ho letto anche il post di Lipperini, che interviene, sanguigna come di consueto, sul caso Saviano Serino-relato perché lei è fatta così: si schiera, motiva il suo prendere posizione e che dio ce la conservi così.
    Sì, perché Saviano è stato citato in diversi blog, tanti che non riesco a ricordare, e quindi bisogna dare indicazioni precise.
    Saviano ha scritto un bel libro: chi se ne frega se non cambia la storia della collettività o la mia personale? Rimane il fatto che è un bel libro e che lui non è Karl Marx. Me ne rido di chi si aspetta che un libro tra cronaca, politica e narrativa possa cambiare la storia.
    Ha pubblicato con la casa editrice dell’uomo nero: e quindi? Che s’abbia tutta la mia stima e la mia ammirazione per questo, giacché suppongo che non s’abbia venduto il deretano per farlo. Che s’abbia anche la mia sana invidia, che invece pubblico con un editore così detto di nicchia alla periferia del regno e non mi legge nessuno.
    Credo che tutto questo parlare su Saviano come scrittore e come “essere umano” sia assurdo (chi se ne cale di Saviano mammifero, ma si vuole scherzare davvero?)
    Credo anche che sempre lo stesso gran parlare del più volte citato sia, )(semplicemente, banalmente) dettato da invidia.
    Non sana come la mia, però.

  11. Gomorra… se ne parla fin troppo. Sono certissimo della buona fede e del valore dell’autore. Il libro l’ho abbandonato dopo poche decine di pagine, perchè per me era noioso e prolisso. La mia opinione l’ho data, ma sono stato attaccato aspramente per aver detto che non mi piace il business che si è generato intorno al libro. Eppure credo che chiunque possa esprimere il suo pensiero, senza necessariamente essere un critico letterario.
    Che dire di più? Una volta l’Espresso vendeva di più quando in copertina c’erano le tette. Ora quando ci mettono Saviano in bianco e nero. Tempi che cambiano.

  12. interessante, noioso, libro essenziale, capolavoro.
    sta bene tutto, credo.
    purché in assoluta buonafede.
    e io non sto a sindacare lipperini o serino.
    sono stati chiari.
    piuttosto non capisco le aggressioni dei seguaci tra seguaci.
    lì, sinceramente, non so distinguere tra buona fede o meno.
    in ogni caso.
    i libri che non hanno detrattori non sono libri che restano, solitamente.
    si pensi a Céline…

  13. serino non lo conosco.
    ho letto con attenzione quel che ha scritto su saviano e ricordo di aver letto su un blog molto frequentato (ma non mi va di attizar fuochi) parole di ammirazione, per lui; per essere andato, sulla questione saviano, controcorrente.

    sulla lipperini posso dire questo.
    crede fermamente in saviano: e lo ritiene un grande scrittore.
    lo conosce e, credo conosce retroscena.
    certo, fa paura lo schieramento pro saviano: lipperini, wu ming, nazione indiana, moresco.
    però non è questo che deve farci giudicare o mano la bontà di un libro.
    c’è una cosa che un po’ mi spiace.
    un blogger siciliano scrisse che il libro di lirio abbate era più importante di gomorra.
    mi spiace questo: che si parli poco di lirio abbiate (il cui coraggio, per esempio, è stato sottolineato di marco travaglio).

    finisco sulla lipperini.
    difende saviano, difende babsi jones. li apprezza e li conosce e si arrabbia se li vede criticati (spesso in modo acido, stupido: da chi per sempio non li ha letti; e nel blog di serino, si vede, è per esempio intervenuta gente che ha tuonato cobntro saviano senza averlo letto).
    bene, a me è successo la stessa cosa.
    ho letto in bozza Mi vendo di saradisperata, conosco l’autrice (Serena), ho seguito la gestazione e il parto di un libro onesto. e quando sento dire che è una furbata mi altero anche io.
    serena la furbata la fece col blog, era una furbata provocazione.
    ma poi ha ricevuto la proposta di scrivere un libro, e l’ha fatto, impegnandosi. e continuando a fare la precaria.
    l’hanno bombardata.

  14. io non l’ho letto ma mi sembra di conoscerlo già e non mi interessa, diciamo.
    sulla persona, sinceramente, non ho elementi per criticare nè per apprezzare.
    diversamente, ad esempio, per babsi jones, di cui leggevo il blog e che mi è caduta in basso come persona (non come scrittrice. il libro non l’ho letto e quindi non posso giudicare)quando ho visto l’orrido trailer che realizzato per pubblicizzare il tutto.

  15. Saviano ha fatto bene a scrivere cio’ che , per coloro che fanno i cronisti a Napoli e dintorni, é “pane quotidiano”. E rischiano, come la mia collega Rosaria Capacchione messa sotto scorta.
    Ma la questione é un’altra. Non é la scorta o il fuoco d’artificio. Ma cio’ che ancora nei libri non é stato detto.
    Mondadori.
    Il libro di Saviano non é un libro che turba politicamente. E’ camorra. Camorra legata a interessi grossi, certo. Ma nomi di politici non ce ne sono. Dunque é un testo che produce indignazione. Ma dietro l’indignazione c’é una reltà esplosiva, dove la macchina della politica é nello sfacelo, con responsabilità enormi da parte di soggetti che hanno nomi e cognomi.
    Ma, ripeto, rispetto il lavoro di Saviano. Rispetto meno l’eroe mediatico che sembra diventato il riferimento unico di chi scrive di camorra. Hanno ammazzato Siani, e molti colleghi vivono quotidianamente nella minaccia. Ma di quei colleghi si parla poco. Le notizie di cui scrivono restano nelle cronache locali come del resto tutta la problematica legata alla Campania esplosa con la monnezza.
    Ricordo che poco prima che scoppiasse la tragedia scrissi qui per Remo, che gentilmente mi ospito’ ,un post che raccontava Napoli e i rifiuti. E mi ricordo che qualcuno commento’, sia pure con garbo, che sembrava esagerazione. O che quel post era alla “Saviano”.
    Via, basta andare, vedere, scrivere!. E pubblicare per chi fa audience. Il giovane Saviano lo ha fatto diventando, secondo me il simbolo, di tanti anonimi cronisti che rischiano ogni giorno.
    Ciao a tutti

  16. Il buon Gherardo Colombo giustamente
    “Dice che trasgredire le regole è diventata una norma: devastante).”
    Io mi domando e dico:
    Dov’è che si insegnano le regole da rispettare,
    dov’è che le si martellano in testa ai ragazzi,
    dove sono gli insegnanti che fanno davvero il loro dovere ed insegnano l’educazione civica, ovvero il rispetto delle leggi per la crescita democratica?
    Se i primi a violar schifosamente le leggi sono i legiferatori, il paese si violenta e si distrugge.
    MarioB.

  17. Colombo é uno che durante tangentopoli ha fatto cose oscene sul piano della procedura penale. Mi spiace Remo ma non ho nessuna stima nei suoi confronti.
    Qui la faccenda é un po’ come Napoli. Conosciamo tutti i titoli dei TG ma non i particolari in cronaca.
    Oppure non ci siamo soffermati. Evito casistiche e analisi per non tediare.
    Ma lui era nel famoso pool….
    Buona notte
    Stefania

  18. la stagione di mani pulite, io credo stefania, può avere tante letture.
    io, per esempio, sarei stato schiacciato se non ci fosse stata.
    su colombo, che poi non ha avuto vita facile, posso però dire che ha ricevuto diverse attestazioni di stima anche dai suoi avversari (ed era un magistrato molto quotato ancor prima di mani pulite, si pensi all’inchiesta sulla P2 o al caso Ambrosoli).
    suppongo (è farina del mio sacco questa) che avrebbe anche potuto fare carriera politica, e magari altri al posto suo, visto anche la vita non facile che ha avuto dopo mani pulite, avrebbero accettato, così da potersi togliere dei sassolini.
    invece lui va in giro a parlare di regole e di rispetto.

  19. Credo che Saviano vada rispettato non fosse altro perchè, a trenta anni, vive un’isolamento indegno ed incivile pagando a caro prezzo ogni riga scritta in GOMORRA.
    l’ora è tarda ed è stata una settimana dura… a domani.

    rossa

  20. qulcuno mi vuol spiegare per cortesia, qual è il vero problema in tutto questo parlare di Saviano? Perché con i pochi elementi in mio possesso non arrivo a fare due più due e cioè a partecipare a questa polemica.

    1) Roberto Saviano è un buon giornalista (ho letto degli ottimi pezzi suoi su “diario”, soprattutto sulla camorra.
    2)Ha scritto un libro che parla di camorra che non è un romanzo ma una sorta di testimonianza minuziosa, puntigliosa e aneddottica sul fenomeno e i suoi protagonisti.
    3)il libro ha riscosso e riscuote, in Italia come all’estero, un grande successo, perché la gente vuole sapere, capire soprattutto, aggiungo io.
    4)la divina commedia (affresco grandioso e ancora non superato di splendori e miserie dell’umanità) è stato scritto da Dante, se non erro.
    Ancora una volta: qual è il problema?

    p.s. nel commento 12 Sandro dice meglio di me ciò che penso, ma forse, forse il successo del libro di Saviano ci può far sperare che un lumicino di rivolta sia ancora vivo in noi.

  21. Io credo che chi denuncia delle situazioni inaccettabili vada rispettato, così chi vuole fare rispettare delle regole giuste.

    Detto questo, per fortuna la vita è ancora un mistero e gli esseri umani sono uguali ma diversi. Per questo le regole su cui qualcuno si fissa tanto e che sembrano tanto importanti magari per altri vanno strette o sono totalmente fuori luogo. Le regole sono importanti ma bisogna saper riconoscere le eccezioni, mentre certa gente si innamora di leggi e burocrazia al punto di scordarsi che nascono per proteggere l’essere umano e non per danneggiarlo.

    In questo momento mi viene in mente l’impiegato pubblico che alle 12 in punto sbatte la porta in faccia alla gente che arriva di corsa, io che con tanto di iscrizione all’albo servo lo stato facendo fotocopie e caffé, oppure certi compagni di studi che prendevano tutti 10 o 30 e 110 e lode perché altrimenti “poi non trovi lavoro” ma quando ci parlavo mi parevano vuoti e lontani.

    Ciao!

    Simone

  22. quello che dice Gherardo Colombo lo sperimentiamo continuamente nella nostra vita di cittadini. E’ un fenomeno che sta corrompendo ogni nostro residuo senso civico.
    saluti, marina

  23. Io sono nato a Napoli, conosco tantissime persone di Napoli e non ve n’è una soltanto che non farebbe immediatamente a cambio con la vita di Saviano. (del quale, francamente, non riconoscono alcunché. Qualsiasi cosa si riconosca a Saviano, e io anche gliela riconosco, gli viene riconosciuta dalla critica, dagli intellettuali, dagli alto-borghesi. La gente che lo stesso Saviano vorrebbe raccontare nel libro sta tutta da un’altra parte)

    Scorta o non scorta, farei volentieri a cambio immediatamente anche io.
    [Ste]

  24. rispondo a eva, che ho appena riletto.
    su saviano m’interrogo, per esempio leggendo come scrivo.
    ho preso la sua scrittura e l’ho confrontata con quelle di Travaglio, Stajano, Massimo Novelli. L’ho fatto per farmi un’idea. Allora, per me non ha una scrittura alla Travaglio: Marco è bravo, veloce, senza fronzoli. Marco ha anche il ritmo del giornalista: è velocissimo (ho appena ricevuto il suo ultimo libro, suo e di Gomez, Se li conosci li eviti).
    Di Stajano ho solo letto il bel romanzo Un eroe borghese. Di Massimo Novelli, invece, ho letto articoli e libri. Ecco, benché sia noto solo in Piemonte, Novelli ha una doppia scrittura: quella nevrotica, veloce, da giornalista ma che non è la scrittura dei suoi libri, che son saggi, ricostruzioni, scritti più da narratore che da storico-giornalista.
    Alcune pagine di Gomorra sono belle pagine, ma che mi ricordarno lo stile giornalistico, quello più elevato, comunque.

    paola (rossa). ti auguro una settimana meno dura, serena. anche oggi, qui a nord, è un giorno di sole. da passeggiata 8che farò, quando arriva il buio). ciao

    sabrinamanca, anche tu hai detto bene. spesso su Saviano ci si infila in discorsi che non portano a nulla.

    antonio, un cavaliere no?

    simone, già succede che ti chiudano lo sportello in faccia. son cose che vanno denunciate e io, come cronista di provincia, lo faccio; un paio di anni fa facemmo un inchiesta sulla mala educacion. ma anche su quella buona, che è rara ma che va segnelata

    hai ragione marina,
    sembra che il messaggio nascosto sia: il mondo è dei furbi. ci si deve opporre. colombo ha ricordato gli applausi, cattivi, della folla, qunando venivano arrestati i politici. la stessa folla (non tutta per fortuna) però, rifiuta il concetto delle regole.

  25. stefano (noantri), mi piacerebbe ospitare ui un dibattito sereno, tra due persone che sanno e che vivono il sud e la campania e napoli in particolare.
    e che su saviano la pensano in modo diverso.
    o anche più persone, perché ci son quelli che apprezzano, pur con delle perplessità.
    il problema, e qui ha ragione eva (carriego), è che si scatenano sempre guerre, scontri, con gente che poi esagera.
    quelli che dicono che è tutta un’operazione di marketind dovrebbero
    1. o portare delle prove
    2. oppure dire che da alcuni elementi vien da pensare male.
    ma che sia tutta un’operazione, concordata, di markenting a me pare impossibile. troppi soggetti doversi – da nazione indiana a mondadori all’espresso – hanno concorso al successo di saviano. e anche tanti suoi estimatori, come biagi e stajano.

  26. Remo: chi ha detto che sia TUTTA un’operazione di marketing, scusa?
    Io, piuttosto, o più precisamente, ho detto che scorta o non scorta farei volentieri a cambio anche io seduta stante. Io sono esattamente uno di quelli che apprezza, pur con delle perplessità.

    Non c’è bisogno di portare delle prove.
    Chiunque di noi può produrle: fate un giro a Napoli e fate quattro chiacchiere con la gente, con i ragazzi, con i pizzaioli, con gli infermieri e i medici, con i tabaccai, con gli operatori portuali. (io l’ho fatto recentemente nel Quartiere Sanità per lavoro: preparavo il materiale per un documentario sul centro di igiene mentale ASL) e lì il nome di Saviano equivale a quello di un qualunque astronauta. (o di un personaggio dei fumetti, semmai molto ammirato, ma fintanto che non si deve uscire di casa per andare a fare la spesa o per alzare la saracinesca dell’esercizio che faticosamente si prova a mantenere attivo)

    p.s. a me i dibattiti sereni non piacciono, comunque sia. Un dibattito sereno costituisce un ossimoro. Non ho alcun interesse a partecipare a un dibattito sereno. Spero di partecipare a un dibattito intelligente, a un dibattito costruttivo, giammai a un dibattito sereno. Nessuna cosa grandiosa, o financo appena utile, è mai stata fatta in serenità.
    [Ste]

  27. noantri,
    qualcuno, per esempio nel mio vecchio blog disse che era TUTTA un’operazione a tavolino, e che il libro non valeva un’acca. allora un conto è avere delle perplessità, un’altra è dire tanto per dire: nei blog si può.

    tu avrai fatto un giro a napoli, città che non conosco, e quindi ti credo.
    io faccio un giro per la mia città, dove vivono tanti napoletani (tutte le pizzerie, a vercelli, sono loro: e la qualità della pizza vercellese è superiore) e in rapporto a quel che sento dico che saviano è da qualcuno una voce ascoltata. e non mi riferisco ai salotti, che non frequento.

    sui dibattiti sereni.
    senti, io non so tu ma mi son rotto i coglioni di leggere in rete gente che si insulta e che provoca. gente che poi, se la vedo, è tutt’altro che aggressiva.
    un frequentatore di questo blog, che di lavoro fa anche l’editor, la scorsa estate mi disse, eravamo in puglia, che gli piacevano gli interventi a gamba tesa.
    gli risposi che di interventi a gamba tesa ne ho fatti tanti in vita mia, ho anche le cicatrici, ma erano veri, per esempio alzare la voce in fabbrica per difendere ragazze madri, oppure alzando la voce come giornalista.
    ho visto che su saviano, tu sei intervenuto in un certo modo. non mi è perso che tu sia stato scorretto (ma non ricordo a memoria tutto quel che ho letto sul blog della lipperini).
    non so, tu dici, che Saviano non ha lasciato segno a Napoli. che segno ha lasciato, mi chiedo e ti chiedo, marco travaglio, che è pure amico mio?, tra la gente, o a torino dove vive e dove scrive ogni domenica su repubblica?
    magari è presto per dire.

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