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	<title>Commenti a: Pavese. Un film in rete. Gli scrittori di serie A, oggi</title>
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		<title>Di: roby</title>
		<link>http://remobassini.wordpress.com/2008/10/11/vivere-e-crescere-leggendo-pavese/#comment-3895</link>
		<dc:creator>roby</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 21:48:32 +0000</pubDate>
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		<description>capperi, in poche settimane leggo due volte di questo &#039;rosso menopausa&#039;: potere della rete. Sono contenta, almeno so da dove è partita quest&#039;immagine che m&#039;ha fatto arrovellare per giorni. Insomma, so che non è un&#039;arguta invenzione di qualche - più o meno - anonimo navigatore. Ovunque mi giri, negli ultimi tempi, non vedo altro che rosse e a chiedermi: &#039;ma che rosso sarà?&#039;. Sul mio, quello che porto malamente in testa, soprassiedo...tanto il più delle volte non lo vedo.
Questo mio profondo pensiero mi pare un&#039;ottima chiusa a questa discussione. Tiriamo innanzi.
Un saluto stanco stanco, che non so nemmeno più come mi chiamo ormai...e forse non è una brutta cosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>capperi, in poche settimane leggo due volte di questo &#8216;rosso menopausa&#8217;: potere della rete. Sono contenta, almeno so da dove è partita quest&#8217;immagine che m&#8217;ha fatto arrovellare per giorni. Insomma, so che non è un&#8217;arguta invenzione di qualche &#8211; più o meno &#8211; anonimo navigatore. Ovunque mi giri, negli ultimi tempi, non vedo altro che rosse e a chiedermi: &#8216;ma che rosso sarà?&#8217;. Sul mio, quello che porto malamente in testa, soprassiedo&#8230;tanto il più delle volte non lo vedo.<br />
Questo mio profondo pensiero mi pare un&#8217;ottima chiusa a questa discussione. Tiriamo innanzi.<br />
Un saluto stanco stanco, che non so nemmeno più come mi chiamo ormai&#8230;e forse non è una brutta cosa.</p>
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		<title>Di: flaviablog</title>
		<link>http://remobassini.wordpress.com/2008/10/11/vivere-e-crescere-leggendo-pavese/#comment-3888</link>
		<dc:creator>flaviablog</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 14:05:31 +0000</pubDate>
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		<description>Non è per nulla una banalità. E&#039; una significativa verità. Resta il fatto che se una verità è magra concettualmente, avremo una narrazione di basso profilo contenutistico. Senz&#039;anima. Di serie B. Stesa in bella forma ( a narrare in modo passabile, in buon italiano,s&#039;impara...),ma vuota. Ciò non vuol dire non avere lettori. Un film nediocre può essere di cassetta? Sì.Uno scrittore mediocre può avere i suoi estimatori. Mediocri e persino tanti, in certi casi. Ognuno razzola nella sua aia, con polli come lui. Diciamo che, chi scrive, conosce bene i suoi polli. Chi scrive verità complesse o arcane, o in una forma volutamente sofisticata, avrà probabilmente un minor numero di lettori, che ha già in qualche modo identificato. Una scelta. A volte obbligata, ma tale.
Tanto per spostare il discorso sul piano puramente &quot;di mercato&quot;.
La riscoperta di autori dimenticati o poco amati in precedenza è la testimonianza di come il gusto possa avere una sua evoluzione, o , a volte, sia una questione di segnali. C&#039;è chi è in sintonia perfetta con i suoi tempi e chi no. In compenso alcuni autori molto letti in passato sono quasi dimenticati. Alcuni non piacciono più, sono datati.Specie se erano superficiali. Se leggo, ora, Luca Goldoni, ad esempio, mi annoio. Un minore, un tipo da libelli, considerato molto arguto non molto tempo fa. Di lui ricordo soltanto una battuta sul rosso che compare in testa alle donne improvvisamente dopo i 40 anni, sempre state castane, brune, biondo cenere...Lo definì rosso menopausa. Mi fa sorridere ancora, perché è vero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è per nulla una banalità. E&#8217; una significativa verità. Resta il fatto che se una verità è magra concettualmente, avremo una narrazione di basso profilo contenutistico. Senz&#8217;anima. Di serie B. Stesa in bella forma ( a narrare in modo passabile, in buon italiano,s&#8217;impara&#8230;),ma vuota. Ciò non vuol dire non avere lettori. Un film nediocre può essere di cassetta? Sì.Uno scrittore mediocre può avere i suoi estimatori. Mediocri e persino tanti, in certi casi. Ognuno razzola nella sua aia, con polli come lui. Diciamo che, chi scrive, conosce bene i suoi polli. Chi scrive verità complesse o arcane, o in una forma volutamente sofisticata, avrà probabilmente un minor numero di lettori, che ha già in qualche modo identificato. Una scelta. A volte obbligata, ma tale.<br />
Tanto per spostare il discorso sul piano puramente &#8220;di mercato&#8221;.<br />
La riscoperta di autori dimenticati o poco amati in precedenza è la testimonianza di come il gusto possa avere una sua evoluzione, o , a volte, sia una questione di segnali. C&#8217;è chi è in sintonia perfetta con i suoi tempi e chi no. In compenso alcuni autori molto letti in passato sono quasi dimenticati. Alcuni non piacciono più, sono datati.Specie se erano superficiali. Se leggo, ora, Luca Goldoni, ad esempio, mi annoio. Un minore, un tipo da libelli, considerato molto arguto non molto tempo fa. Di lui ricordo soltanto una battuta sul rosso che compare in testa alle donne improvvisamente dopo i 40 anni, sempre state castane, brune, biondo cenere&#8230;Lo definì rosso menopausa. Mi fa sorridere ancora, perché è vero.</p>
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		<title>Di: lucycy</title>
		<link>http://remobassini.wordpress.com/2008/10/11/vivere-e-crescere-leggendo-pavese/#comment-3884</link>
		<dc:creator>lucycy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 12:11:09 +0000</pubDate>
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		<description>probabilmente dirò una banalità,ma, uno scrittore dovrebbe scrivere la sua verità.ilsuo punto di vista se sincero servirà da confronto con altre verità,solo così avrà senso quello che scrive...tutti quelli che scrivono per motivi diversi per me sono scrittori di serie b.ciao*</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>probabilmente dirò una banalità,ma, uno scrittore dovrebbe scrivere la sua verità.ilsuo punto di vista se sincero servirà da confronto con altre verità,solo così avrà senso quello che scrive&#8230;tutti quelli che scrivono per motivi diversi per me sono scrittori di serie b.ciao*</p>
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		<title>Di: CINZIA PIERANGELINI</title>
		<link>http://remobassini.wordpress.com/2008/10/11/vivere-e-crescere-leggendo-pavese/#comment-3879</link>
		<dc:creator>CINZIA PIERANGELINI</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 07:19:49 +0000</pubDate>
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		<description>Poi, dopo la morte, lo scrittore di serie b-c-d-e-f.... diventa un genio e così si piagnucola su Russello, per es., dicendo ah l&#039;avessimo letto prima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Poi, dopo la morte, lo scrittore di serie b-c-d-e-f&#8230;. diventa un genio e così si piagnucola su Russello, per es., dicendo ah l&#8217;avessimo letto prima.</p>
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		<title>Di: flaviablog</title>
		<link>http://remobassini.wordpress.com/2008/10/11/vivere-e-crescere-leggendo-pavese/#comment-3877</link>
		<dc:creator>flaviablog</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 22:27:23 +0000</pubDate>
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		<description>Produrre un&#039;opera, che sia disgiunta dall&#039;intento pedagogico, non pregiudica il valore della stessa. Una pessima persona può produrre buona musica, buona pittura, così come buoni cavolfiori. Si valuterà la produzione oggettiva. Non sta mandando un messaggio morale, non sta indottrinando. Differente è l&#039;opera scritta,il romanzo e lo è ancor di più il saggio, i quali, fatti di idee e soprattutto parole, veicolano un messaggio. Tale messaggio non può essere scorporato dall&#039;operato stesso dell&#039;autore. Lo rappresenta. Tant&#039;è che Rousseau aveva torto ed i suoi principi educativi erano fasulli. Il buon fanciullo non albergava né nei suoi figli, né in quelli altrui.
E&#039; anche vero che una persona moralmente ineccepibile può lasciare ben poco di sé ai posteri, se non tra le poche persone che l&#039;hanno conosciuta, perché può non brillare in creatività. E allora? Abbiamo bisogno di belle opere come di persone oneste e abili, che non brillino per particolare produttività originale. Il bisogno sociale è di entrambe le tipologie umane. Tendenzialmente invece si preferisce chi inventa, crea, tanto da perdonargli molto sul piano relazionale. Si è indulgenti, come se la creatività fosse un&#039;assoluzione. Non lo è. Ciò che è creato è un prodotto e null&#039;altro. Se una buona musica è prodotta da uno stronzo, resta buona la musica e e classificabile l&#039;individuo con il termine assegnatogli. Stronzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Produrre un&#8217;opera, che sia disgiunta dall&#8217;intento pedagogico, non pregiudica il valore della stessa. Una pessima persona può produrre buona musica, buona pittura, così come buoni cavolfiori. Si valuterà la produzione oggettiva. Non sta mandando un messaggio morale, non sta indottrinando. Differente è l&#8217;opera scritta,il romanzo e lo è ancor di più il saggio, i quali, fatti di idee e soprattutto parole, veicolano un messaggio. Tale messaggio non può essere scorporato dall&#8217;operato stesso dell&#8217;autore. Lo rappresenta. Tant&#8217;è che Rousseau aveva torto ed i suoi principi educativi erano fasulli. Il buon fanciullo non albergava né nei suoi figli, né in quelli altrui.<br />
E&#8217; anche vero che una persona moralmente ineccepibile può lasciare ben poco di sé ai posteri, se non tra le poche persone che l&#8217;hanno conosciuta, perché può non brillare in creatività. E allora? Abbiamo bisogno di belle opere come di persone oneste e abili, che non brillino per particolare produttività originale. Il bisogno sociale è di entrambe le tipologie umane. Tendenzialmente invece si preferisce chi inventa, crea, tanto da perdonargli molto sul piano relazionale. Si è indulgenti, come se la creatività fosse un&#8217;assoluzione. Non lo è. Ciò che è creato è un prodotto e null&#8217;altro. Se una buona musica è prodotta da uno stronzo, resta buona la musica e e classificabile l&#8217;individuo con il termine assegnatogli. Stronzo.</p>
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		<title>Di: flaviablog</title>
		<link>http://remobassini.wordpress.com/2008/10/11/vivere-e-crescere-leggendo-pavese/#comment-3876</link>
		<dc:creator>flaviablog</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 22:13:31 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sembra ci sia del semplicismo di fondo e pensare che pareva mi fossi spiegata bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra ci sia del semplicismo di fondo e pensare che pareva mi fossi spiegata bene.</p>
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		<title>Di: roby</title>
		<link>http://remobassini.wordpress.com/2008/10/11/vivere-e-crescere-leggendo-pavese/#comment-3875</link>
		<dc:creator>roby</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 20:51:00 +0000</pubDate>
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		<description>O di Rousseau, che mise in orfonatrofio i suoi figli.
Insomma, l&#039;essere umano nasce sotto la stella dlela contraddizione.
E va bé, tiriamo innanzi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>O di Rousseau, che mise in orfonatrofio i suoi figli.<br />
Insomma, l&#8217;essere umano nasce sotto la stella dlela contraddizione.<br />
E va bé, tiriamo innanzi.</p>
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		<title>Di: Monia</title>
		<link>http://remobassini.wordpress.com/2008/10/11/vivere-e-crescere-leggendo-pavese/#comment-3869</link>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 16:19:11 +0000</pubDate>
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		<description>Va bene, separiamo vita e opera, non c’è problema. 
Però allora non riesco a non pormi una, anzi LA, domanda ( a volte non faccio altro che domandare, mi sa) : com’è che un fetente filonazista riesce a scrivere musiche sublimi? Com’è che un pessimo padre scrive ottime cose di pedagogia, qual è il passaggio dalla vita all’opera ( fermo restando che questa separazione, se proprio la si vuol fare, riesce facile per alcuni, ma la vedo difficile per altri, fra cui Pavese) ?
Quando un fetente antipatico produce  una qualche forma d’arte, mente, si snatura? Attinge alla parte migliore di sé?  Cosa? Secondo me non si dovrebbe mai smettere di cercare i perché.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene, separiamo vita e opera, non c’è problema.<br />
Però allora non riesco a non pormi una, anzi LA, domanda ( a volte non faccio altro che domandare, mi sa) : com’è che un fetente filonazista riesce a scrivere musiche sublimi? Com’è che un pessimo padre scrive ottime cose di pedagogia, qual è il passaggio dalla vita all’opera ( fermo restando che questa separazione, se proprio la si vuol fare, riesce facile per alcuni, ma la vedo difficile per altri, fra cui Pavese) ?<br />
Quando un fetente antipatico produce  una qualche forma d’arte, mente, si snatura? Attinge alla parte migliore di sé?  Cosa? Secondo me non si dovrebbe mai smettere di cercare i perché.</p>
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